Il Vintage come forma d'arte. Intervista a Maria Aliberti

a cura di Tamara Quadrelli


Il vintage per lei è una forma d’arte, di genio e di creatività.

Appassionata di musica, fotografia, arte contemporanea e moda si è avvicinata al vintage gradualmente, con una attrazione verso forme e tessuti che rimandano a ricordi passati.

Queste sono le parole di Maria che in app trovare come @Toomuchmarion , una ragazza poliedrica che ha saputo reinventarsi e rimettersi in gioco grazie alla sua passione più grande: il vintage.

Non perdetevi la sua intervista!


Maria Aliberti - Toomuchmarion



Ciao Maria, benvenuta sul nostro blog! Raccontaci un pò di te e del tuo shop Toomuchmarion.

"Ciao a tutte, sono Maria, e da qualche anno gestisco il mio shop Toomuchmarion. Amo l'arte ed il bello in tutte le sue forme, la musica, la fotografia, l'arte contemporanea, la moda. Amo il mare e passeggiare nei boschi, ma la mia passione più grande è viaggiare, conoscere nuove culture. Toomuchmarion nasce dalla passione per il vintage e la moda come forma d'arte, appunto, come forma di genio e creatività. Una passione che nasce dapprima come attrazione verso forme e tessuti che rimandano a ricordi passati, forse ancestrali, a sensazioni, a odori e ricordi che riaffiorano con un abito, una borsa, una lampada, un posacenere, anche. E' un po' come una coperta di Linus che ti avvolge e ti scalda il cuore. E poi, non meno importante, anzi, ci sono gli aspetti legati al recupero, al riuso, all'ecosostenibilità ed all'etica, quella di evitare, seppur nel mio piccolo, lo sfruttamento di persone meno fortunate di noi."

La tua é una selezione di abbigliamento femminile che va dagli anni 60 agli anni 90 e che ricopre diversi brand. Come scegli gli abiti che proponi in vendita?

"La mia è una selezione perlopiù femminile, ma anche maschile, che va dagli anni 50/60 agli anni 90. Come li seleziono? Io amo girare per mercatini, fiere del vintage, mercati delle pulci, robivecchi, rigattieri, qualsiasi posto dove posso scovare un pezzo vintage, che sia abbigliamento o oggetti d'arredo. Come ho detto prima la mia più grande passione è viaggiare, ed anche quando viaggio sono alla continua ricerca di pezzi unici. La scelta avviene in base ad un mio gusto personale, ovviamente. Non amo le cose scontate o banali, ritorniamo, al discorso iniziale, per cui, la moda è per me una forma d'arte. Un capo d'abbigliamento o un oggetto deve raccontare una storia prima di tutto."



Hai uno stilista che ti ha ispirato?

"Tanti sono gli stilisti che amo e che mi hanno ispirato. Il primo in assoluto, Versace, per una questione affettiva anche, perchè i suoi abiti, il suo estro, la sua creatività mi ricordano tantissimo una persona a cui sono particolarmente legata, Antonio, che mi ha trasmesso l'amore per la moda, l'arte ed il bello. E' proprio in quegli anni che nasce il mio amore per il vintage e per la moda. Amo Moschino per la sua irriverenza, la sua ironia, anarchico nel criticare il mondo della moda, di cui lui stesso faceva parte. Ricordo le meravigliose sfilate di John Galliano, Vivienne Westwood, Castelbajac, Thierry Mugler, Courreges, Roberta di Camerino, ma anche le forme, il rigore ed il minimalismo di stilisti giapponesi come Issey Miyake, e tanti altri."


Che consigli dai a chi approccia al vintage per la prima volta?

"Il consiglio che do a chi approccia al vintage per la prima volta è di non fermarsi all'apparenza di un capo visto nell'armadio della zia o della nonna (ahaha), ma di andare oltre, di reinventarlo, reinterpretarlo, mixarlo e matcharlo in chiave contemporanea, di sentirne l'odore, di toccarlo, perché tessuti come quelli è praticamente impossibile trovarne ora. E poi vuoi mettere, indossare un capo che ha 30/40 anni ed è in perfette condizioni (grazie ai tessuti) e non indossare un capo che dura fino al primo lavaggio e che praticamente mezzo mondo ha uguale al tuo nel suo armadio? Non c'è paragone. Con un capo vintage sei unica."



Come nasce Toomuchmarion?

"Toomuchmarion nasce poco più di quattro anni fa, quando ho perso il lavoro che facevo in precedenza e mi sono dovuta reinventare. Ma é successo tutto così, gradualmente, non mi sono neanche resa conto, all'inizio, che stavo intraprendendo un'altra strada. Ho sempre avuto la passione per il vintage, quindi, da accumulatrice seriale e compulsiva quale ero, avevo gli armadi che urlavano pietà. Ho cominciato a vendere qualcosa che avevo e così, un po' alla volta, mi sono resa conto che poteva diventare il mio lavoro, e così è stato."

Vintag ha come missione la diffusione del vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il  mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Sono assolutamente d'accordo. Non dobbiamo e non possiamo permetterci di disperdere le eccellenze del passato, devono essere sempre dei punti di riferimento, ma soprattutto non possiamo più permetterci di continuare a distruggere il pianeta con lo smaltimento di rifiuti usa e getta come quelli del fast fashion. Il vintage, forse, più che una scelta estetica, è ancor prima una scelta etica. E Vintag mi piace tantissimo anche per questo, perchè è molto attenta anche a questo aspetto, e poi perchè è un app dove trovi solo vintage, è selettiva e racconta il passato, perché senza di esso non può esserci né presente e né futuro, come in tutti gli aspetti della vita, e la moda non fa eccezione."

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