VIA COL VENTO 1939 (Gone with the Wind)

a cura di Annalisa Villa


"Trai la tua forza da questa terra, da Tara, Rossella. Tu ne sei parte e lei è parte di te."

Oggi parliamo di uno dei più grandi colossal di tutti i tempi, vincitore di 10 oscar e film con il maggiore incasso nella storia del cinema: “Via col Vento”. Poche persone al mondo non hanno goduto della visione di questo capolavoro, ma a quei pochi, forse spaventati dai 240 min di durata, vorrei dire che si stanno perdendo un film storico a tutti gli effetti. Via col Vento, infatti, gira intorno alla guerra civile Americana del 1861.


La protagonista è Rossella O’Hara (Vivien Leigh), figlia di un proprietario terriero della Georgia, che vive serenamente con madre e sorelle in un clima di grande ricchezza generale. Lei è bellissima, giovane e capricciosa che segretamente ama un uomo completamente diverso da lei, Ashley Wilkes, un amico di famiglia che però sposerà presto un’altra donna, innescando così un tormento amoroso costante nel tempo e nel cuore di Rossella.


La prosperità di questa vita viene però completamente sconvolta dalla guerra di Secessione che vede l’Unione del nord e la Confederazione del sud in lotta per l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti. Gli schiavi erano la forza lavoro nelle zone degli Stati meridionali e ovviamente i grandi proprietari terrieri non volevano concedere loro la libertà per questioni sia economiche che sociali, non considerando loro pari la gente di colore.


La guerra scoppiò e, sotto il cielo di un Sud in ginocchio, la vita di Rossella procede con difficoltà e lutti. La fame e la povertà si abbattono sulla sua vita una volta sfarzosa e la costringono a diventare una donna volitiva e capace. Il suo unico punto fermo è, e sempre sarà, Tara, che è il nome della terra nella quale è cresciuta, casa sua. Questa magione, una volta privata della sua ricchezza, deve rinascere per dare un senso di continuità alla famiglia O’Hara e sarà proprio Rossella che rialzerà la sua famiglia lavorando duramente la terra insieme ai consanguinei rimasti.


La storica immagine di lei che bacia il suolo arido e polveroso, dopo aver trovato una carota ed essersene cibata, è la visione emozionante di una ragazza che diventa donna e decide di fare di tutto per non far soffrire mai più la fame a lei stessa e ai suoi familiari. Da capricciosa, Rossella diventa forte, determinata e pronta a tutto per non dover vendere la sua casa e condurre una vita agiata; così, dopo la guerra, sposerà un uomo più anziano, promesso sposo alla sorella, ma in una situazione economica tale da poterle garantire un po’ di successo. Purtroppo la sua uccisione aprirà un nuovo capitolo della vita di Rossella: insieme a Tara, infatti, l’altro suo punto fermo è Rhett Butler (Clark Gable).



Lui è un uomo ricchissimo di famiglia, elegante e dai modi arroganti e cortesi allo stesso tempo. Da sempre innamorato di Rossella, sarà l’unico capace di tenerle testa. Raffinato e di polso regalerà a Rossella quella prosperità che aveva solo prima della guerra, dandole mezzi e amore che lei non apprezzerà o capirà fino all’ultimo quando però sarà troppo tardi per ricucire il rapporto affettivo, ora mai logorato da dolori e lutti. La vita di Rossella inizia nella ricchezza, prosegue nella povertà per poi concludersi in una nuova ricchezza. Sarà la perdita di persone a lei care che le farà capire quanta fragilità ci possa essere nella sua esistenza: c’è un tempo per combattere ed un tempo per abbandonare le armi e gettare ogni corazza. Rossella alla fine del film si ritroverà sola, in lacrime ma con la voglia di vivere ancora perché “dopo tutto domani è un altro giorno”.


“Via col vento” è il primo film di cui ho memoria, è stato fondamentale per la mia vita perché a 6 anni vivevo in un mondo tutto mio nel quale Rossella era l’eroina indiscussa, a tratti odiosa ma capace di fare tutto, bella nei suoi abiti raffinati ed elegantissimi, bella e sporca di terra e sudore, bella nella sue debolezze e nelle sue determinazioni, una donna forte che stupisce nella sua evoluzione da ragazzina capricciosa a donna a lutto per la perdita della figlia.



Il 2019 ha visto festeggiare gli 80 anni di questa pellicola maestosa, un film lungo che ti tiene incollato alla sedia e che destabilizza sopratutto trattando un tema così delicato come lo schiavismo inserito nella vita quotidiana di personaggi ai quali ti affezioni, dimenticando spesso che fossero i “cattivi” della storia. La schiavitù infatti è una vergogna americana che non potrà mai essere espiata. Nel film, tuttavia, i personaggi di colore sono trattati con estrema dignità rispetto a quanto accadesse nella realtà. La famosa Mami ( Hattie McDaniel ) sarà fonte di saggezza, amore e presenza costante nella vita di Rossella, nonostante fosse la schiava di casa O’Hara.


Amo tantissimo questo film del regista Victor Fleming, un vero capolavoro, senza effetti speciali fatti al computer, poetico ed eterno. Tratto dall’omonimo romanzo del 1936 di Margaret Mitchell, prende il titolo dall’incipit, quando descrive il mondo degli Stati del sud che non esisteva più “…perché non è altro che il ricordo di un sogno, una civiltà andata via col vento…”

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