Un tuffo negli anni 80 con i bicchierini Maggi

di Anna Rita Caddeo - in app: @titta


Noi Vintagers, soprattutto quelli nati negli anni ’80 e ’90, del passato amiamo ricordare tutto: cartoni animati, accessori per la scuola, riviste, musica, abbigliamento ecc.

Siamo talmente nostalgici che spesso ci viene la lacrimuccia quando riaffiorano in noi soprattutto dei ricordi legati ai giochi della nostra infanzia o adolescenza. Giochi che, in quel periodo, erano spesso costituiti da tutta una serie interminabile di gadget, sorprese, sorpresine e premi vari, che venivano dati in omaggio con l’acquisto o tramite raccolta punti di generi alimentari o prodotti per l’igiene: il famoso Coccolino dato in regalo con l’ammorbidente omonimo, chi lo ricorda?

Prima, infatti, era un continuo raccogliere, collezionare e scambiare. E sì, eravamo proprio dei “gadget dipendenti”!


Quanti di noi avranno collezionato e scambiato le sorpresine della Mulino Bianco. Sapete che ne vennero ideate ben 650 tipologie differenti? Gommine, pastelli, adesivi... la lista sarebbe troppo lunga per poterli elencare tutti! Oppure, chissà quanti pacchetti di patatine avremo mangiato per poter avere in regalo le manine colorate e allungabili che attaccavamo ovunque per la gioia dei nostri genitori! E

dell’omino giallo della Nesquik, chiamato Mister Quik, ne vogliamo parlare?

C’era in tante versioni: operaio, pompiere, cowboy, nuotatore ecc. Per non parlare della Slot Quik: una slot machine gialla sempre della Nesquik anche questa prodotta in tante versioni e regalata, come l’omino giallo, acquistando una confezione di cacao solubile.

La mania di collezionare qualsiasi cosa coinvolgeva anche gli adulti. Le mamme, infatti, riuscivano ad accaparrarsi interi servizi di piatti, bicchieri e quant’altro grazie alle mitiche raccolte punti. Anche in questo caso la Mulino Bianco era il marchio che si sbizzarriva di più. Nel 1978, l’azienda mise in circolazione per la 1°volta il “Coccio” una scodella per la colazione in terracotta di color giallo chiaro con l’iconica casetta del Mulino Bianco al centro. Fu il capostipite di una lunga serie di oggettistica data in omaggio con l’acquisto dei prodotti da forno dell’azienda: tovaglie, caraffe, piatti, i mitici coccini, biscottiere. Insomma, un’intero corredo! Altri oggetti ambiti dalle mamme erano i “Piatti Matti”, in questo

caso soprattutto per far felici i più piccoli. Li ricordate? Erano dei piatti spiritosi con le manine gialle, che si potevano collezionare con i punti della linea Giglio a partire dal 1989. Anche in questo caso la produzione di gadget si ampliò col tempo. C’era, infatti, la ruotazza (una scodella con le ruote in ceramica) oppure la caraffa con i piedi.


Alcune mamme, la mia compresa, facevano anche la collezione dei simpatici bicchierini della Maggi. E sì! La Maggi: azienda fondata nel 1897 da Julius Maggi, imprenditore svizzero che in quel periodo ebbe la brillante idea di mettere insieme una serie di ingredienti a base di cereali, estratto di carne ecc., per

insaporire le pietanze, il tutto concentrato in un piccolo cubetto, un dado appunto.



Come fecero le altre aziende, anche la Maggi, nel corso del tempo propose all’affezionato fruitore dei suoi prodotti, dei gadget o premi in omaggio ogni volta sempre diversi. Tra gli anni ’80 e ’90 vennero regalati dei bicchieri di vetro chiamati “cocktail party”, che avevano la caratteristica di avere delle scritte

coloratissime tutte differenti, a tema “party” appunto. Oppure c’era la coppa per la macedonia chiamata “Liberty”, perchè caratterizzata da un decoro che richiamava questo stile e che veniva data in omaggio, lo ricordo ancora, con due confezioni di brodo Maggi. Oltre alla coppa “Liberty” c’erano anche i bicchieri con lo stesso decoro. Insomma, tutti premi che facevano felici le nostre mamme e nonne.

I vasetti in foto sono degli anni 80. Sono piccoli, alti appena 4 cm e hanno tutti al centro una faccina sorridente che altro non è che una forma di aglio stilizzata di color rosso. Sopra o sotto le faccine è presente una scritta spiritosa, una diversa d’altra. Tra le varie scritte, possiamo trovare: “sono saporosa”, “sono pastosa”, sono naturosa” ecc.

Se frugate bene negli armadi delle vostre mamme sono sicura che qualche bicchierino è sopravvissuto al tempo. Provate a cercarli perchè sono carinissimi da usare o, come piace a noi Vintagers, da “rifunzionalizzare”.


Vi do qualche spunto: potreste utilizzarli come porta spezie oppure come saliera e

pepiera da tenere sempre a portata di mano o ancora, potreste utilizzarli come simpatici segnaposto magari durante una cena a tema anni ’80.

Cercateli, effetto WOW garantito!

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