TITANIC (1997)

di Annalisa Villa

"Ma questa nave non può affondare." "È fatta di ferro, signore. Le assicuro che può affondare. E affonderà."

Siamo ad Aprile ed il mio pensiero va alla commemorazione di un fatto storico realmente accaduto che è stato riportato alla ribalta da un film leggendario.

Questa volta non so se consigliare a voi lettori di preparavi uno snack o dei fazzoletti di carta perché qui si toccano le corde dei sentimenti e delle emozioni forti.

Vincitore del record di 11 premi oscar, e dalla produzione monumentale, benvenuti su transatlantico: TITANIC .

So che la maggior parte delle persone hanno apprezzato questo colossal drammatico e sentimentale, ma questo articolo è destinato a quella piccola parte di pubblico scettico che lo considera un film sopravvalutato. Se vorrete seguirmi in questo articolo cercherò di scardinare ogni vostra diffidenza. 


La trama

La pellicola vede come protagonista una signora anziana di nome Rose Dawson che decide di raccontare una piccola ma fondamentale parte della sua vita nella quale era una passeggera nel viaggio inaugurale del transatlantico Titanic.

Il 10 Aprile 1912, la diciassettenne Rose salpa da Southampton (Regno Unito) alla volta degli Stati Uniti. Lei è insieme a sua madre e al futuro sposo Caledon Hockley, un ricchissimo ereditiere statunitense estremamente egocentrico e snob. Rose si sente oppressa da questo matrimonio imminente, perché non ricambia i sentimenti di Cal, ma si trova costretta a queste nozze per non far cadere lei e sua madre in miseria: anni prima il padre di lei era morto creando debiti insanabili per la sua famiglia. 




In parallelo alla vita della bella Rose compare Jack. Lui è uno squattrinato pittore che, per una mano vincente a poker, riesce ad essere un passeggero del Titanic. Jack vuole tornare nella sua terra natale e cambiare la sua vita. 

Rose e Jack appartengono a due classi sociali opposte ma ciò non impedisce loro di conoscersi e di far nascere tra loro un grande amore. 

La notte del 14 Aprile, Rose si sentirà pronta di dichiarare i suoi sentimenti a tutti, ma l’intento di cambiare la sua vita sarà ostacolato dalla collisione della nave con un iceberg. Questo fatto cambia la sua vita e quella di tutti i passeggeri del Titanic.

Nel giro di poco tempo tra i passeggeri si sparge la notizia che la nave non rimarrà a galla e che l’affondamento veloce ed inesorabile avrà un prezzo molto alto: non ci sono abbastanza scialuppe per tutti e la metà delle persone è destinata a morire.



Nel fragore e trambusto generale il personale, incaricato di riempire le scialuppe e caricare quante più persone possibili, si trova di fronte alla disorganizzazione più totale e ad uno spettacolo disarmante. 

Rose e Jack si ritrovano uniti e soli di fronte alla gente che sempre più si abbandona alla disperazione. La nave affonda e i due giovani innamorati si daranno un ultimo saluto prima della morte di Jack. 

I superstiti del Titanic vengono salvati dalla nave Carpathia che li porterà negli Stati Uniti. Da quel momento Rose abbandona ogni suo legame con il mondo di prima, prende il cognome di Jack e comincia una nuova avventura finalmente padrona della sua vita.



La scelta degli attori

Il film gira intorno ad una storia d’amore che ovviamente “profuma” di retorica. La scelta poi di prendere come coprotagonista il giovane Leonardo Di Caprio non ha aiutato il pubblico più critico ad allontanare pregiudizi. Ma all’epoca Di Caprio era un giovane, quasi sconosciuto, e suo malgrado divenne l’eroe romantico di molte adolescenti che se ne invaghirono. Era bello e talentuoso ma ebbe il coraggio di scegliere ruoli molti diversi dopo aver interpretato Jack, tanto che ad oggi è diventato il glorioso attore che tutti conosciamo. 



Kate Winslet nei panni di Rose fu una scelta altrettanto coraggiosa. Giovanissima e sconosciuta ha portato benissimo il peso di un ruolo così importante da protagonista in uno dei film più importanti della Storia. Questo fatto non è assolutamente scontato visto che la maggior parte dei film di successo vertono intorno a uomini e, nello specifico, uomini caucasici. Fondamentale il suo ruolo all’interno della storia che mostra come fosse complicato essere donna e venire considerata poco più che merce di scambio.

Anche lei sarà riconosciuta dal tempo come memorabile attrice dai ruoli variegati e rimarrà sempre grande amica di Di Caprio.




La belle époque

La forza del film sta nel fatto che fantasia e realtà si mescolano davvero bene creando nello spettatore una forte empatia. Non dobbiamo mai dimenticare che la tragedia del Titanic fu un fatto di cronaca realmente accaduto e che scosse la società dell’epoca. 



Dobbiamo pensare che nel 1912 l’Europa era nel pieno della Belle époque, stava quindi vivendo un grande benessere economico facendo scaturire nelle persone il bisogno di progredire sempre di più.

Sono gli anni precedenti alla prima guerra mondale, dove nobili e poveri coltivavano il sogno di crescita economica e sociale, sogni che verranno poi spazzati via dalla guerra.

Ovviamente in questo clima di benessere vi erano ancora gravissime diseguaglianze sociali, ed anche i diritti politici erano molto lontani da valutare le persone come tutte sullo stesso piano: esistevano quindi cittadini di serie A, B e C ed il distacco che esisteva tra di loro era immenso.

Il viaggio inaugurale del Titanic inglobava ricchissime persone aristocratiche che viaggiavano per affari o solo per dimostrare che si potessero permettere quel tipo di lusso, ma raggruppava anche poveri che volevano scappare negli Stati Uniti per far fortuna e vivere il sogno americano. 


Realtà e fantasia

I personaggi del film, escludendo Jack e Rose, furono reali passeggeri che si trovavano sulla nave. 

Uno dei personaggi più amati è la ricca Margaret Brown che venne poi rinominata “L’inaffondabile Molly Brown”. Nel film non viene approfondito il personaggio nel momento più importante della sua storia, cioè quando con coraggio prese il comando della scialuppa e andò in soccorso dei naufraghi nel mare dell’Atlantico. Questo celebre episodio prende maggiore valenza anche perché moltissimi aristocratici come Lady Lucile Duff Gordon (proprietaria di una casa di moda) pretesero di stare su una scialuppa semi vuota che aveva una capienza di 70 persone, ed ovviamente furono accontentati.

Essere molto ricco, in una situazione come questa, ti dava anche il vantaggio di poter comprare la sopravvivenza a discapito delle persone indigenti.

Il film rende molto bene questa idea di classismo che ad oggi ci fa accapponare la pelle, ma che una volta era del tutto normale.

Ogni persona che nel film vediamo cadere dalla nave mentre viene inghiottita dal mare ha la forma di un punto. Un punto nel mare, un punto come conclusione della sua vita.

L’essere umano, nel pieno delle sue fragilità e paure, fa riflettere su quanto tremende devono essere state quelle ultime ore sul transatlantico. 

Il numero dei passeggeri era 2200 e solo 700 furono salvati, la grande maggioranza ovviamente era di prima classe 



Il regista

A dirigere questo capolavoro è stato il regista James Cameron, famoso per la sua minuziosità. Non solo ne fu il regista ma anche sceneggiatore e montatore. Convinto di questo progetto così ambizioso si impegnò per creare ambienti e scenografie identiche alle originali girando così il film più costoso della storia e terzo come incassi mondali.

La cura e la dedizione delle ambientazioni e nei costumi è diventata leggenda. Ultima ma non per importanza c’è la colonna sonora, scritta da James Horner e vincitrice dell’Oscar, che accompagna tutta la pellicola e che tocca anche gli animi meno sensibili.

La critica di Annalisa

Quando vidi Titanic al cinema avevo solo 12 anni e mi sembrò la cosa più bella che avessi mai visto. Fu un immenso onore vederlo sul grande schermo tanto che lo vidi successivamente altre 11 volte al cinema. Confesso che ne fui ossessionata e nel guardarlo più e più volte volevo perdermi in quella magia e farla mia per sempre.

Da quel momento in poi questo film è rimasto nel mio cuore come una grande storia perfetta nella sua esecuzione e che mi fa sospirare di vera emozione anche  a distanza di 23 anni.

So che non può essere per tutti così, ma la potenza di questo film diventato iconico supera anche le centinaia di parodie che sono scaturite successivamente.

James Cameron ha riportato alla luce un tristissimo fatto di cronaca trasformandolo in un capolavoro assoluto di bellezza e grandiosità .



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