Swatch: quando la plastica diventa una forma d'arte

Quando apparve per la prima volta costava cinquantamila lire.

Era il primo marzo 1983 e aveva una missione: sbaragliare la concorrenza. 36 anni dopo si può dire con certezza che la missione è compiuta. Se a cavallo tra gli anni 80 e i 90 avevate un polso abbastanza grande sicuramente ne avete indossato uno multicolor, allegro e dal design inconfondibile: parliamo dello Swatch, orologio vera e propria icona degli anni pre 2000. C'è chiaramente qualcosa che rende Swatch diverso da ogni altra marca di orologi.

Che cos'è? Il design, i colori, la plastica? Probabilmente tutte queste caratteristiche assieme, di certo è che tutti riconoscono uno Swatch quando ne vedono uno. Un successo senza eguali con milioni di pezzi venduti.



“Original Jelly Fish” fu il primo: tutta plastica con il quadrante trasparente per permettere la visione degli ingranaggi, con le lancette rosse a segnare le ore, le blu i minuti e le gialle i secondi. E poi negli anni centinaia di 'plasticoni' memorabili: Pop, Scuba 200, Chrono, Heavy-metal Irony, Gent colorato, Skin o Touch, per non parlare delle bellissime creazioni proposte da artisti e stilisti da Keith Haring e Kiki Picasso ad Alfred Hofkunst, Mimmo Rotella, Alessandro Mendini e, più recentemente, Ivan Navarro e Markus Linnenbrink (la famosa azienda svizzera produttrice di orologi ha commissionato “forme d’arte da polso” a più di 70 artisti).

Insomma ci sono orologi Swatch per persone di tutte le età e uno Swatch per ogni occasione ma tutti sono abbastanza versatili da essere indossati praticamente con qualsiasi cosa. E forse era proprio questo l'obiettivo di mister Nicolas Hayek, patron dello Swatch Group quando decise di lanciare un "second watch" dal prezzo contenuto ma di alta qualità, artistico ed emozionale e, naturalmente, Swiss made. Il suo obiettivo era ridare vita alla presenza svizzera sul mercato dell'orologeria, minacciata dall'aggressività delle società giapponesi negli anni sessanta e anni settanta del Novecento.

Per questo nasce lo Swatch, un sottile segnatempo in plastica dotato di appena 51 componenti (al posto degli abituali 91 o più) in grado di unire qualità superiore a un prezzo decisamente accessibile. Un successo che diventa passione, quella per gli Swatch, che ha contagiato milioni di persone.

E noi, Cari Vintagers, potevamo non essere 'fan' di un'icona degli anni 80, un oggetto semplice che assieme ad altri 'miti' dell'epoca come walkman, skateboard e videogiochi segnò il cammino di molti di noi?


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