Si fa in fretta a dire Stilografica!

Aggiornato il: 24 ott 2019

a cura di Barbara Canoci


La stilografica Aurora 88 è stata e resta un capolavoro di ingegneria e design. Ma partiamo dagli albori, dall’alba o per restare in tema dall’aurora di quest’azienda torinese.

L’azienda manifatturiera vide la luce nel 1919 a Torino ad opera di Isaia Levi, un commerciante di tessuti. Nel secondo dopoguerra lo stabilimento venne trasferito nei pressi dell’Abadia di Stura, e ancora oggi le penne vengono prodotte secondo la tradizione artigiana.



Una curiosità legata al nome di quest’azienda sta nel fatto che il suo fondatore la chiamò così per simboleggiare l’inizio di un nuovo giorno dopo la lunga e straziante notte bellica.

Sicuramente questo nome portò fortuna perché a Torino quando si parla di penne e soprattutto di stilografiche, o come venivano chiamate in principio “penne a serbatoio”, si parla di Aurora.

Il marchio legò il suo nome a famosissimi professionisti del settore pubblicitario, e per alcuni versi automobilistico, uno fra tutti infatti fu Carlo Biscaretti di Ruffia ideatore del del Museo dell’Automobile di Torino e figlio di uno dei fondatori della FIAT nel 1899.



Pubblicità Aurora 88 Sistema Archivistico Nazionale

Ma torniamo a bomba sull’Aurora 88, questa bellezza nacque nel 1947 ad opera del designer Marcello Nizzoli, e deve il suo grande successo al cappuccio laminato in oro e striato a diamante. Anche in questo caso c’è una forte vena simbolica, si dice che le striature simboleggino i raggi del sole di una nuova rinascita del secondo dopoguerra in questo caso.


L’Aurora 88 resta in produzione per oltre un trentennio venendo sempre più migliorata anche dal punto di vista ingegneristico, tant’è che il suo interno è proprio un capolavoro di ingegneria, pensate che oltre al caricamento tradizionale a pistone viene introdotto il filetto continuo, che si rivela una vera innovazione.

Ma ciò che rende unica questa stilografica sono i materiali e la lavorazione.

Pur trattandosi di un prodotto artigianale viene progettato applicando quella che si chiama “ingegneria creativa” che sottintende il pensare fin da subito ad ogni problema di industrializzazione, secondo una strategia di progetto che ottimizzi il time to market.


I materiali sono quelli di un prodotto d’élite, dal famoso cappuccio rivestito in oro al Pennino in oro massiccio sostituibile e il fermaglio gioiello anche questo rivestito in oro.

Presso gli archivi della manifattura, visitabili grazie alla collaborazione con Turismo Torino, si possono ammirare i disegni progettuali e le stampe pubblicitarie ed è inevitabile restarne affascinati.

Ad oggi le Aurora 88 degli anni 50 sono oggetto di un collezionismo ricercato attento ai particolari.


Insomma un’altra eccellenza italiana famosa in ogni dove!!!!

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