Riscoprire le storie dei nostri antenati: intervista a Cecilia

Aggiornato il: 16 ott 2019


Cari Vintagers,

oggi facciamo quattro chiacchiere con Cecilia che in app trovate con il nome utente @romanticodaristrutturare.

Amante di tutto ciò che è artistico e creativo, ha ereditato l'attrazione per il bello da due nonne e da una zia che le hanno trasmesso il valore della memoria degli oggetti ereditati dagli antenati e l’importanza di quel passaggio di mano in mano.

Amante dei viaggi, in particolare della Francia, è proprio durante queste sue visite che ricerca gli oggetti per la sua vetrina, spaziando tra oggetti vintage e antichi.

Buona Lettura!





Ciao Cecilia, benvenuta in community. Raccontaci chi c'è dietro il profilo @romanticodaristrutturare?

"Buongiorno Vintag, mi chiamo Cecilia e sono cresciuta in una famiglia che mi ha trasmesso il senso della poesia, l’amore viscerale per la scrittura e l’importanza della creatività nel quotidiano. Ho imparato l’attrazione per il bello da due nonne meravigliose e da una zia indimenticabile che mi hanno insegnato il valore degli oggetti della memoria ereditati dagli antenati e l’importanza di quel passaggio di mano in mano che ci viene trasmesso in forma anche inconsapevole e che molte volte si manifesta sotto forma di passioni che ci muovono e commuovono.

La mia passione per il vintage décor ha preso una direzione inattesa recentemente, quando il mio stile nell’arredare la mia casa e nell’apparecchiare la tavola ha riscosso l’interesse degli amici che hanno iniziato a chiedermi servizi di piatti come i miei, misti e di epoche differenti, accorpati scegliendo pezzi unici provenienti dalle nonne, dai bisnonni e ancora più indietro da figure indistinte del mio albero genealogico e anche di altre di cui non ho tracce.

Questo mi emoziona molto, anche perché mai avrei immaginato che la mia predisposizione per l’ascolto e il mio grande amore per la scrittura delle storie (sono una psicologa e ho una casa editrice) potesse legarsi anche alla mia passione per gli oggetti della memoria."


Che consigli ti senti di dare a chi desidera decorare la sua casa in stile vintage?

"Ricercare pezzi unici, poetici e narrativi e iniziare a utilizzare oggetti antichi per la tavola e per la casa anche per riscoprire la bellezza del dialogare sulle vite di chi ci ha preceduto: è così bello, durante una cena, soffermarsi a sollevare il ricordo degli antenati proprio grazie a una salsiera, a quell’oggetto che ha attraversato anni, vite e famiglie ed è arrivato nelle nostre mani per riscaldare la nostra casa e i nostri dialoghi in modo sensibile e affettivo. Ad esempio, scegliere piatti inglesi di epoche diverse e abbinarli ad altri francesi, insieme a ciotoline italiane a ispirazione orientaleggiante, il tutto magari unificato da un colore o da un tema figurativo, è come tracciare un filo ideale su una cartina geografica di paesaggi immaginari e concedersi di viaggiare con la fantasia lasciando che sia solo il sogno la linea guida.

Gli oggetti antichi che sono sopravvissuti agli scossoni della loro storia e brillano ora di una luce particolare sono invitati a parlare il linguaggio della cura, dei sentimenti, della vita di chi li ha custoditi e tramandati, scendendo nel teatro del nostro quotidiano come attori protagonisti delle nostre tavole."



C’è un oggetto in particolare che non venderesti mai?

"Sicuramente la grande zuppiera bianca di Amneris: morbida e capiente, con l’iconico melograno di Richard Ginori sul coperchio. Ho sempre impresso quel gesto della mia adorata bisnonna che lo solleva con estrema gentilezza per riporvi al suo interno tavolette spesse, a grossi riquadri, di cioccolato fondente, amaro e nerissimo, così in contrasto con quel candore della porcellana… Già allora mi sorprendeva non il suo uso originario di zuppiera, bensì un utilizzo alternativo di contenitore, quasi di nascondiglio!"


Nel tuo shop c’è una selezione di oggettistica per la casa, in particolare di porcellane. Come scegli gli articoli che proponi in vendita?

"Complice dello stile della mia vetrina è sicuramente il mio amore lungo ormai trent’anni per il sud della Francia dove ho iniziato a seguire brocante, vide grenier e antiquité. Nel Midi, come un po’ in tutta la Francia, il bello è fatto con poco, ma con molta sensibilità. Il recupero è alla base dell’home decorating che più mi rispecchia, quello in cui gli accostamenti seguono le tracce delle storie che mi piace raccontare.

Dalla Francia ho poi continuato a spostare i miei interessi per l’antico in altri paesi europei durante i miei viaggi, ad esempio in Portogallo ho rintracciato le origini del mio gusto e della mia passione per l’artigianato poetico e per quel vintage décor autentico, dimenticato e storico inteso in quella sua essenza di ‘romantico da ristrutturare’ che ben rappresenta l’identità della mia vetrina."



Sappiamo che viaggi molto, hai un aneddoto in particolare da raccontarci?

"Dove lascio un pezzetto di cuore, là acquisto molti degli oggetti per Romantico. Sicuramente la mia vetrina è nata anche dalla mia abitudine di cercare durante i miei viaggi oggetti vintage e antichi che in qualche modo rappresentino un’essenza di geografia emotiva, di itinerario compiuto attraversando confini e svelando percorsi immaginari.

Tra i ritrovamenti più inattesi, e certamente dal sapore un po’ magico, c’è un anello che ho trovato quest’estate a Delft, in Olanda, e che assomiglia moltissimo a quello che vent’anni fa avevo perso proprio in Francia: mi era stato consegnato dalla nonna che ben sapeva quale sentimento fortissimo mi legava, seppur ancora adolescente, al ricordo di Amneris che lo aveva indossato nei primi del Novecento. Per anni ne cercai uno che gli somigliasse… Ritrovarlo quest’estate, in un giorno qualsiasi di agosto, nella nuova veste di un anello che lo ricorda addirittura nella sua stessa sfumatura dello zaffiro visto controluce, non fa che confermarmi che alcuni oggetti che ci sono stati tramandati sono ben più di semplici oggetti, sono testimonianze del nostro passato, quasi concretizzazioni del ricordo e che, qualunque cosa accada, prima o poi tornano a noi."


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perché siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Credo che l’utilizzo di un oggetto antico, ben oltre una sua funzione estetica, conceda la possibilità di aprire le porte al dialogo sui propri antenati e non solo, anche sulle nostre radici, perché parlare di chi ci ha preceduto grazie a una zuppiera centrotavola che diventa protagonista di parole e pensieri o a un table set fine Ottocento, può aprire un varco nel tempo, sospendendolo e dilatandolo e diventare momento narrativo condiviso.

Questo perché portare nelle proprie case un oggetto vintage significa adottare una visione di consumo più sostenibile, capace di valorizzare e rimettere in circolazione con sentimento oggetti lievi, poetici e positivi."

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