Rifunzionalizzare: la nuova vita del vintage secondo Anna Rita Caddeo



a cura di Tamara Quadrelli

L'amore per il vintage e una creatività senza limiti nel riutilizzare vecchi oggetti hanno fatto sì che Anna Rita - su Vintag la trovate con il nome Titta - sia diventata in poco tempo una delle top seller di Vintag. Rifunzionalizzare è la sua parola d'ordine e nel suo VintagShop potete trovare oggetti d’arredo, cartelle per la scuola e abiti anni 50/60/70. Cari Vintagers non perdetevi l'intervista a questa ragazza davvero poliedrica. Buona lettura!

Anna Rita Caddeo – nome utente titta



Vintag: Ciao Anna Rita, benvenuta nella community. Come mai hai scelto questo nome utente?

Anna Rita: "Titta è una sorta di traduzione in sardo del mio secondo nome, Rita. Ho scelto di utilizzare questo user perchè, fin da piccola, i miei genitori mi chiamano così: Titta o Tittixedda (Titta piccolina). Trovo questo nome carino e quando ho dovuto scegliere l’user da associare al mio il profilo su Vintag, non ho avuto dubbi."


V: Raccontaci qualcosa di te.

AR: "Sono una ragazza sarda che si è trasferita da poco più di un anno in provincia di Bergamo per esigenze lavorative. La mia terra mi manca ma, qui al nord, mi trovo benissimo! Sono una persona creativa dai 1000 e 1 hobby: scrapbooking, ricamo, cucito creativo, disegno, fotografia sono alcune delle mie tante passioni.

Nelle mie creazioni utilizzo sempre materiali di recupero. Sono, infatti, una forte sostenitrice del riciclo creativo. Con me non si butta via niente: biglietti usati dei mezzi pubblici, bottoni, barattoli di latta, vecchi spartiti musicali ecc. Insomma, tutto ciò che si può riadoperare, lo conservo e, al momento giusto, gli ridò nuova vita. Un po? come si fa col vintage, altra mia passione... ma questo si era già capito!"


V: Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

AR: "Sono assolutamente d’accordo. Credo tantissimo nelle potenzialità del vintage sul quale ruotano intorno caratteristiche importanti come: qualità, originalità ed etica ambientale. La qualità dei prodotti è incomparabile: acquistando vintage si ha la possibilità di indossare capi dai tessuti strepitosi, resistenti e ben rifiniti, a prezzi contenuti. Inoltre, vestendo vintage si è indubbiamente originali: le possibilità che qualcuno abbia un capo uguale al tuo sono remote. Spesso, infatti, si tratta di capi sartoriali unici nel loro genere, tutto ciò completamente all’opposto rispetto agli abiti del fast fashion di oggi, dove tutto è omologato e con una scarsa qualità dei materiali. Sopratutto, col vintage si rispetta l’ambiente: si rimettono in circolo abiti, accessori e oggetti che non è giusto che vadano nel dimenticatoio, evitando così inutili sprechi."


V: Come ti sei avvicinata al vintage?

AR: "Diciamo che nutro un vero e proprio amore per tutto ciò che riguarda il passato. Mi incuriosisce sapere cosa si mangiava prima, come ci si comportava, quale tipo di abbigliamento si utilizzava a seconda delle occasioni, quali erano i vecchi mestieri, la funzione degli oggetti ormai desueti ecc. Adoro proprio tutto. E

poi fantastico: quando mi trovo davanti ad un oggetto del passato, inizio a sognare e a farmi mille domande, come: chissà a chi è appartenuto, in quale occasione è stato utilizzato ecc."


V: Quale aspetto ti affascina di più del passato?

AR: "Un aspetto che mi affascina del passato riguarda alcuni oggetti e la loro destinazione d’uso che, inevitabilmente, col tempo, è cambiata. Oggetti che prima venivano usati per un determinato scopo ora ne hanno assunto un altro. Per esempio, i setacci che prima servivano per separare i chicchi di grano dalle parti meno pregiate, si possono trasformare in tanti modi: contenitori per libri, fruttiere o portauova ecc. In cucina ne ho uno enorme dove ho riposto dentro i barattoli per zucchero e caffè, una bottiglia per l’olio e un portamestoli. Le valigie di cartone: chi le usa più? Senza trolley non si va più da nessuna parte ed ecco che una bella valigia può essere utilizzata per arredare casa, trasformandola in tavolino per il salotto o comodino per la camera da letto. Si chiama rifunzionalizzione: ridare nuova vita ad un oggetto con una nuova funzione o destinazione d’uso, usando un pizzico di fantasia!"


V: Nel tuo profilo, si possono trovare abiti vintage e accessori di design per la casa. Come scegli gli oggetti che proponi?

AR: "Non ho criteri ben precisi da rispettare, anche perché poi sono un’istintiva: ascolto molto il cuore. Comunque, le cose che seleziono devono in primo luogo piacermi: non riuscirei mai a proporre un oggetto che non vorrei avere in casa, o un abito che non indosserei volentieri. Fondamentale per me, inoltre, è destare curiosità, catturare l’attenzione. Per questo motivo, cerco di proporre oggetti talvolta inconsueti e particolari."


V: Hai degli oggetti vintage alla quale sei affezionata?

AR: "Sì, ne ho diversi. Tutto ciò che mi è stato donato da mia madre per me è oro, anche se sono oggetti che sulla carta non varrebbero niente. L’importanza del vintage è data anche dal valore affettivo degli oggetti e, ogni singolo pezzo che mi è stato regalato mia madre, ne è ricchissimo. Inoltre sono legatissima a degli abitini estivi anni ’50 e ’60 che acquistai tempo fa. L’anno scorso, per diverse vicessitudini, avevo messo su qualche chiletto di troppo e purtroppo non sono riuscita ad indossarli. Quest’anno, invece, mi sono messa in riga in anticipo e, se tutto va bene, potrò riusarli."


V: "C’è qualche accessorio o oggetto vintage che ti piacerebbe avere e che non hai ancora trovato?"

AR: "Sììììì... ma non per me, per il mio fidanzato! Desidererebbe una bella lampada ad arco da mettere in salone, come quella di Achille Castiglioni. Sarebbe un sogno e i sogni spesso si realizzano."


V: Quale oggetto non dovrebbe mancare a casa o armadio di un perfetto vintagers?

AR: "Per quanto riguarda gli oggetti, secondo me non dovrebbe mancare una bella radio d’epoca a valvole.

Esteticamente sono stupende e si prestano bene ad essere inserite in qualsiasi tipo di ambiente. Inoltre, la presenza delle valvole fa si che la qualità del suono risulti insuperabile. Nell’armadio di una perfetta vintager non dovrebbe mancare un delizioso abitino a ruota anni ’50 che, per quanto riguarda la moda, è il

decennio che prediligo!"


V: Hai un ricordo o una storia legate al vintage?

AR: "Più che altro, ho avuto una sorta di rivalsa nei confronti di mia madre. Tempo fa, la supplicai perchè mi regalasse delle tazze da tè anni ’70, quelle in arcopal bianche con disegnati i fiori di loto. Niente, non c’è stato verso, sono sue e basta! Allora, le ho cercate e, dopo vari tentativi, le ho trovate in uno store vintage.

Le ho prese al volo e non solo. Nel negozio c’erano anche le tazzine da caffè, insalatiere e ciotoline della stessa serie. Ho preso tutto. Morale della favola: ora è mia madre che mi supplica di regalarle qualcosa."



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