Ricordi e sostenibilità: intervista a Gianluca Tacchella

Ha scelto la "piccola" Vintag (e non i grandi marketplace o siti e-commerce) come partner per un progetto di Economia Circolare nonostante sia a capo di un'azienda con più di 3000 dipendenti e oltre 50 milioni di euro di fatturato.


"Perchè il progetto è lodevole.  Sicuramente promuovendo l'economia Circolare come fa Vintag, si riducono sprechi e inquinamento"

Parola di Gianluca Tacchella, dal 2001 amministratore delegato di Carrera Jeans, la storica azienda di denim Made in Italy, fondata nel 1965 a Stallavena di Grezzana in provincia di Verona per iniziativa dei tre fratelli Imerio, Domenico e Tito Tacchella.

Cari Vintagers, prendetevi 3 minuti per leggere la chiacchierata che il Team Vintag ha fatto con il Ceo di Carrera Jeans. Ne vale davvero la pena: si parla di sostenibilità, di vintage ma anche di ricordi e curiosità personali.

Buona lettura e non dimenticate #welovejeans il progetto che si basa sui valori condivisi di sostenibilità e promozione dell'economia circolare nella moda realizzato da Vintag assieme a Carrera Jeans.

Per maggiori info www.home.vintag.store/welovejeans



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Dal 1965 anno di fondazione di Carrera a oggi, oltre un secolo di storia. Può condividere con gli utenti di Vintag un aneddoto rimasto nel cassetto? "Carrera è stato il primo brand al mondo a produrre un jeans in meno di 10 minuti."

Sappiamo che un giorno suo nonno, fondatore di Carrera le  disse: “Se tu lasci ai tuoi figli un posto peggiore di quello che ti ho lasciato io non vedo l’utilità della tua venuta sulla terra”   Pensa che suo nonno oggi sarebbe fiero di lei? "Ce la sto mettendo tutta, ma c’è ancora tanto da fare. Comunque mi sento di essere sulla buona strada e soprattutto a posto con la coscienza. Probabilmente sì, mi darebbe un voto attorno al 7,5."

Sostenibilità in abito fashion è una parola utilizzata per fare marketing o è possibile lavorare e produrre in modo etico?   "Non è una risposta facile. Se per produrre in modo etico e sostenibile si intende togliere tutto (prodotti chimici, pesticidi e altro) penso non sarebbe possibile. Si farebbe un grosso salto indietro e i costi dei prodotti sarebbero forse insostenibili per il consumatore. Se invece, con sostenibilità, si intende un processo continuo di miglioramento delle tecniche di produzione per aiutare i contadini a lavorare meglio la terra e le aziende ad usare la chimica in modo più responsabile allora sì è possibile. Questo processo sarebbe sostenibile dalle industrie e dall’ambiente. E’ uno sforzo collettivo però. Per quanto riguarda l’aspetto etico, il discorso è molto ampio e personale. Personalmente credo al diritto di ognuno di lavorare per vivere in modo dignitoso (compatibilmente alla zona dove si trova) e che “sottopagare” o “sfruttare” una persona che lavora è equiparabile ad un crimine contro l’umanità. Non dobbiamo nasconderci che oggi la parola sostenibilità è usata molto per fare marketing. E lo sarà ancora di più in futuro. Quando si può “ingannare” il consumatore per creare un plusvalore sul prodotto (fasullo) tanti ci si butteranno dentro, soprattutto le aziende che non sono strutturate. Carrera ha una filiera di produzione integrata, da campo al prodotto finito, e vuole essere credibile quando parla di sostenibilità."



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Noi di Vintag riteniamo che  Vintage sia sinonimo di etico e sostenibile: dare una seconda possibilità e una nuova vita a un oggetto che qualcuno non usa più consente di produrre meno nuovi oggetti e dunque meno sprechi e inquinamento”. Che ne pensa?   "E’ una iniziativa lodevole. Se un prodotto può avere una nuova vita significa che è ancora “buono” e buttarlo sarebbe un peccato. Sicuramente promuovendo questa pratica si riducono sprechi e inquinamento."

Possiede un oggetto vintage di cui non si priverebbe per nulla al mondo?   "Si, la mia prima tuta di allenamento di calcio. Triacetato viola."

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