Presquenew: vintage e personalità in un unico shop!

Aggiornato il: 21 mag 2019

Curiosità e fantasia sono le parole migliori per descrivere Francesca che in app trovate come @presquenew

A curare la sua vetrina non è sola ma ha due preziosi “partners in crime”, Mariarosaria e Michele, che la aiutano a seguire la parte creativa e logistica.

Fin da piccola Francesca non mai è stata una ragazza alla moda, ha sempre scelto capi dotati di una certa personalità ed è questo il criterio che contraddistingue ogni singolo articolo della sua vetrina.


Buona lettura!



Ciao Francesca, benvenuta in community. Raccontaci chi c'è dietro presquenew?

"Ciao a tutta la community di Vintag e grazie mille per l’invito ❤️

Dietro presquenew ci sono io – Francesca – che seleziono le proposte di vendita e curo tutto ciò che riguarda il nostro profilo sui marketplace e sui social su cui siamo attivi, insieme a Mariarosaria, che contribuisce in modo fattivo, occupandosi soprattutto della cura e della manutenzione dei capi. È lei la mano esperta che realizza i nostri splendidi pacchetti! E infine Michele che si adopera per la buona riuscita del tutto gestendo gli aspetti più tecnici (come ad esempio creare un foglio Excel funzionante) oltre a quelli più squisitamente logistici (le nostre spedizioni sono affidate nel 99,9% dei casi a lui). Insomma loro sono i miei partners in crime.

PRESQUENEW! nasce da un progetto che ha visto la luce un paio di anni fa, mentre mi trovavo all’estero per lavoro (e facevo un’altra vita), ma in realtà si tratta di una tappa – che a un certo punto si è definita come necessaria – di un percorso molto più longevo. Parlo di una tappa (e non di un punto di arrivo) perché mi piace pensare a questa attività come un qualcosa in continua evoluzione, di un processo in fieri. E poi ci tengo a dire – come accade spesso con il vintage – che è una passione che mi accompagna praticamente da quando ho memoria: fin da ragazzina sono andata a caccia di capi unici o semplicemente particolari e il mio occhio si è allenato sempre di più in questo senso. Vengo da un ambiente formativo in cui la curiosità è il motore di tutto e credo che questa curiosità, oltre a un po’ di fantasia, siano state decisive per trasformare una semplice passione in un vero e proprio lavoro. Non sono mai stata una ragazza alla moda, non mi è mai interessato. Quello che mi preme praticamente da sempre è trovare capi che abbiano personalità, che è poi secondo quel qualcosa che non passa mai di moda."


La vostra è una selezione femminile che va dagli anni 60 agli anni 90. Come scegli gli abiti che proponi in vendita?

"Sicuramente un criterio imprescindibile è il mio gusto personale. Nella mia vetrina troverete sempre una buona dose di pezzi che terrei per me. Col tempo però mi sono resa conto che questo, oltre a essere un tantinello autoreferenziale, precludeva a presquenew la possibilità di continuare a crescere. Ho così cominciato a sperimentare, includendo nella mia selezione capi per i quali immaginavo potenziali estimatori. In effetti leggo spesso che il vintage viene interpretato dagli (come dicono quelli bravi) addetti ai lavori come medium attraverso il quale contemplare la storia di un capo e, in senso più ampio, la storia della moda. E questo è sicuramente uno degli aspetti più interessanti da rilevare: poter ricostruire e al contempo (ri)vivere quello che un capo racconta, con i suoi anni, con i suoi piccoli difetti, è un’esperienza estremamente preziosa. Personalmente però mi intriga allo stesso modo – se non di più (confesso!) – immaginare quello che sarà il futuro di un certo abito, le mani che, dopo le mie, lo brandiranno. Mi sento così parte di un ingranaggio complesso, un puntino nel flusso della storia, e questo mi piace da morire!"



Ogni appassionato di vintage ha un’epoca o uno stile che più lo rappresenta. La tua qual è?

"Di primo acchito direi che mi sento molto legata agli anni novanta che sono poi gli anni che io ho effettivamente vissuto da bambina prima e da adolescente poi e di cui serbo un ricordo chiaro e meraviglioso. Lo stile che però più mi rappresenta, perché esercita su di me un gran fascino continuando a sorprendermi, ancora e sempre, è quello degli anni ottanta. Trovo questo periodo una fonte inesauribile di ispirazione: amo i colori e le forme che lo contraddistinguono ma soprattutto vado pazza per l’esaltazione dell’eccesso che pure lo caratterizza."


Cosa non può mancare nell'armadio di una perfetta Vintager?

"Per quanto mi riguarda un capo che credo sia imprescindibile è la giacca di pelle. Che sia il celeberrimo chiodo o una giacca duster, poco importa: la giacca di pelle è, in ogni sua declinazione, un evergreen. Io ad esempio ne ho una color amaranto degli anni settanta che è un sogno! È una presenza fissa nel mio guardaroba perché praticamente gira per casa da sempre: l’ha usata dapprima mia madre da ragazza, poi è passata a me e mi piace immaginare che un giorno a mia volta la cederò alla mia prole. Io ho cominciato a indossarla a 13 anni e ad oggi non ho ancora smesso!"


Il pezzo che cerchi da sempre e non hai ancora trovato?

"Il pezzo che cerco da sempre e non ho ancora trovato è una (eco)pelliccia con stampa animalier che non mi faccia sentire Crudelia De Mon."


Vintag ha come missione la diffusione del vintage in ogni sua forma perché siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi? 

"Penso innanzitutto che oggi chi non si sia ancora interrogato sulla questione ambientale, ponendosi il problema di fare scelte più responsabili in questo senso, sia assolutamente fuori tempo massimo. In questi ultimi anni il vintage, che molto tempo fa rappresentava un fenomeno di nicchia, è stato oggetto di una confortante rivalutazione assumendo, soprattutto recentissimamente, le sembianze di un vero e proprio trend. Detto questo, per quanto riguarda l’abbigliamento, non credo sia utile demonizzare i fast fashion brands: sono volente o nolente parte della nostra contemporaneità e sta a noi immaginare una giusta collocazione per i capi che provengono da questo tipo di realtà, indubbiamente troppo radicata e pervasiva come anche decisamente sopravvalutata. È chiaro che la chiave sta nel puntare soprattutto sulle eccellenze e Vintag in questo è sicuramente un esempio virtuoso: il vintage permette di fare acquisti in maniera consapevole e lungimirante investendo su oggetti di buona fattura, realizzati con materiali ottimi, che siano curati nei dettagli, durevoli e il più delle volte unici nel loro genere. Chi compra vintage lo sa: dare una seconda vita alle cose è un vero e proprio affare!"



a cura di Tamara Quadrelli

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