PICCOLE DONNE 1949

a cura di Annalisa Villa

“Jo i tuoi capelli ricresceranno e saranno più belli di prima,ma tu non sarai mai più bella che in questo momento”

L’aria natalizia che si percepisce ha l’odore di biscotti allo zenzero e ricordi

d’infanzia.

Da un lato è un periodo frenetico ma dall’altro si ha solo voglia di stare sotto le coperte e godersi un film in famiglia, ed è proprio di una famiglia la storia di cui paliamo oggi: “Piccole Donne”.



Questa è la classica storia di Natale che nasce dalla penna di Luisa May Alcott nel 1868 per poi diventare una trasposizione cinematografica in versioni diverse negli anni e che vedrà il 9 Gennaio 2020 l’ultimo adattamento di uno dei libri più amati di sempre. Sebbene la storia sia sempre la stessa, la versione che ho più amato è nella pellicola del 1949.

Piccole Donne racconta le vicende della famiglia March e si concentra sulle donne di casa composte da mamma Mary e le quattro figlie: Mag, Beth, Amy e Jo.


Sebbene sia una famiglia molto unita e solida, mamma Mary sarà sempre il collante e la saggezza di casa, fonte di ispirazione e in grado di mettere pace tra le sorelle che spesso si trovano in lite tra di loro; il momento storico che stanno vivendo è buio, i soldi scarseggiano e il papà si trova al fronte come militare nella guerra di Secessione.


La protagonista indiscussa della storia è Jo (June Allyson) che rappresenta una ragazza davvero fuori dagli schemi per un’epoca fortemente maschilista. Lei è ribelle, libera e spesso si comporta come un maschio per misurare le sue capacità ed il suo carattere. Tra le tante scene fondamentali del film, la mia preferita è quando Jo per orgoglio non chiede dei soldi ma vende i suoi capelli chilometrici, dando così la possibilità alla madre di andare dal padre ferito in battaglia.


Se da una parte Jo è così forte e determinata da voler spaccare il mondo, dall’altra le sorelle sono di natura più femminile e remissiva incarnando tutte quelle piccole vanità, timidezze e insicurezze dell’età adolescenziale.

Insieme alle ragazze March c’è il “fratello” adottivo Laurie Lawrence. Lui è il vicino di casa delle fanciulle, ricchissimo di famiglia che vive insieme allo zio per la prematura scomparsa dei genitori, da sempre innamorato di Jo che però gli spezzerà il cuore rifiutando di diventare sua moglie. Sarà amico fidato, confidente e a tutti gli effetti membro della famiglia March.


Il film si ispira ai due volumi della Alcott “Piccole Donne” e “Piccole Donne crescono” che spesso vengono uniti in un unico volume sia cartaceo che in versione cinematografica. La forza di questo film sta nel vedere come protagoniste delle donne abili e capaci, in grado di sopportare la mancanza di denaro, le malattie e andare avanti a testa alta pur non avendo grossi mezzi economici.

Scegliere come protagonista una donna che si comporta come un uomo dimostra un vero coraggio, come anche scrivere di quanto sia spesso mortificante essere considerato il gentil sesso quando di essere gentile non si ha la minima voglia o inclinazione.

Jo da adulta imparerà ad apprezzare la sua femminilità non come limite ma come valore aggiunto ad una vita ricca di esperienze ed emozioni.


Le vicende narrate iniziano il giorno di Natale e finiscono in quello successivo e regalano agli spettatori quel clima di forte intimità che dovrebbe essere questo periodo, nel quale spesso si dimentica che a fare la differenza non sono i doni materiali ma il dono del tempo: dedicare tempo alla casa, ai figli e condividere con loro esperienze formative che possono essere anche le più semplici, come guardare un grande film classico insieme.

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