Omino Michelin: la storia di uno dei loghi più famosi e longevi della storia

di Anna Rita Caddeo

Cari Vintagers, oggi parleremo della curiosa storia dell’omino Michelin, uno dei loghi più longevi e conosciuti al mondo. Buona lettura!


“Se avesse le braccia, sarebbe un uomo!”: da pneumatico a omino

L’azienda di pneumatici Michelin fu fondata a Clermont-Ferrand nel 1889 dai fratelli Edouard e André Michelin. Come tutte le idee migliori, anche il loro celebre logo nacque per caso. Nel 1894 i due fratelli parteciparono all’Esposizione Universale e Coloniale di Lione. Qui prepararono il loro stand con cura impilando gli pneumatici in modo artistico, tanto che Edouard guardandoli bene ci vide un omino: “Se avesse le braccia, sarebbe un uomo!”. Nacque così una delle icone pubblicitarie più famose del mondo che venne tradotta graficamente quattro anni dopo, nel 1898, dall’artista francese Marius Rossillon, meglio conosciuto con il nome d’arte di O’Galop.



Bibendum àlias l’omino Michelin

Il vero nome dell’omino di gomma è Bibendum: così fu registrato all’anagrafe dei brevetti nel 1890. Quando O’Galop realizzò il primo manifesto pubblicitario, in primo piano raffigurò l’omino con in mano una coppa di vino e la scritta: “Nunc est bibendum. Le pneu Michelin boit l’obstacle!”, che tradotto significa: “Adesso bisogna brindare! Gli pneumatici Michelin si bevono gli ostacoli!”. La frase “Nunc est bibendum”, da cui deriva il nome del nostro protagonista, è una famosa locuzione latina che pronunciò Orazio quando la città di Roma si liberò di Cleopatra, motivo per cui bisognava brindare.

La Guida Michelin

Nel 1889 i fratelli Michelin diedero vita alla celebre guida per automobilisti: un valido e importante supporto destinato agli allora pochissimi viaggiatori. Inizialmente, nel piccolo volumetto vi erano segnalate le stazioni ferroviarie, i meccanici e i gommisti presenti lungo il tragitto che si desiderava effettuare. Pian piano, con la diffusione delle auto, la guida venne arricchita e si aggiunsero nuove informazioni come l’indicazione di hotel e ristoranti. Proprio con quest’ultima introduzione, nacquero le famose stelle Michelin conferite in base alla qualità dei ristoranti.



L’Omino Michelin nel corso del tempo

L’Omino Michelin col tempo è cambiato. La versione di O’Galop, che tra l’altro era priva di gambe, fu reinterpretata poco dopo da importanti artisti, come Grand Aigle, Hautot, Riz, Cousyn e Renè Vincent. Negli anni Venti nacque l’esigenza di uniformare l’omino con quattro pneumatici per braccio e cinque per gambe, quattro per il tronco e due per la testa. Bibendum in un primo momento venne rappresentato con sigaro, monocolo e anello: tutti elementi caratteristici di un uomo dell’alta società, l’unica che si poteva permettere l’automobile in quei tempi. Con gli anni i prezzi delle auto divennero più accessibili a tutti. Fu così che Bibendum venne liberato da tutti gli accessori simbolo di un certo status per divenire un personaggio universale rivolto a tutti. Nel 2000 il logo divenne tridimensionale e assunse anche una forma più slanciata e dinamica. In quello stesso anno ottenne il prestigioso premio dal Financial Times come miglior logo della storia. Nel 2017 Bibendum tornò alla bidimensionalità e nel 2018 ottenne un altro importante premio: l’Icon of the Millenium, conferitogli dall’Advertising Week.

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