Oggi parliamo di Shitajiki... shita che?

a cura di Barbara Canoci


Shitajiki, per tanto parliamo di Giappone... ma che cos’è tecnicamente uno shitajiki? È un supporto rigido che si posizione sotto il foglio da scrivere per un motivo preciso, legato al passato, per evitare che la china macchiasse il foglio sottostante... questo in sintesi, ma quando parliamo di Giappone tutto si arricchisce di svariati aspetti, storici, culturali e di costume che si compenetrano tra loro.

In Giappone come in Cina la pratica della scrittura è una pratica importante, una forma d’arte.



Partiamo da qui:

Lo Shodo (書道) ovvero “La via della scrittura” è una pratica consolidata da più di mille anni in Giappone. Tramandata di persona in persona, anche da figure molto importanti della cultura e della storia del Giappone, come Onono Toufu, Kukai etc.

All’inizio l’allievo si esercitava con lo scritto dato dal proprio maestro (Otehon=おてほん/お手本), utilizzando la propria personale scrittura in stampatello. Poi passava a copiare in bella scrittura, seguendo i canoni di bellezza, rispettando tutte le regole e naturalmente utilizzando la propria creatività. Questo si dice Kaisho=かいしょ/楷書.

In seguito venivano copiate le opere più famose, pratica detta Rinsho=りんしょ/臨書


Lo shodo - La via della scrittura Giapponese

Ecco che l’arte della scrittura è così radicata nella popolazione giapponese e gli strumenti utilizzati per tale arte hanno subito evoluzioni tali da renderli oggetti collezionabili, in tutto questo ad un certo punto arrivano i Manga e gli Anime, e tutto ciò che ne consegue dal punto di vista merchandising e collezionismo.

Alle ragazze in Giappone, kogal (‪コギャル - letteralmente "piccola ragazza"), piace collezionare tutto ciò che è carino (Kawaii), per tanto lo Shitajiki che fino ad un certo punto è stato un oggetto sobrio legato ad una funzione pratica diventa oggetto da collezionare, trasformandosi in vera e propria opera d’arte legata al mondo dei manga e degli anime.

Nascono shitajiki dedicati a Gundam, Ranma 1/2, Arale, Video Girl Ai persino a Kenshiro, che in Giappone si chiama Okuto No Ken (Ken di Okuto) ... va bhe stiamo divagando ....


Esempi di ideogrammi di scrittura Giapponese

Torniamo a noi ... Gli Shitajiki quindi diventano oggetti di collezione ... se ne trovano di meravigliosi in giro, quasi dei quadri ... ma la cosa che mi piace in tutto questo è una riflessione che ho fatto: In Giappone hanno saputo coltivare e rendere una forma d’arte la scrittura, grazie anche al marketing (facendola piacere anche ai giovani) ... ma c’è da dire che anche in Italia fino a qualche decennio fa (decennio ... questa parola un po’ mi mette malinconia) ... a scuola si faceva Calligrafia e si imparava a scrivere bene e in corsivo, e cercavamo i quaderni belli, e le carte da lettera decorate........ che bello sarebbe se anche noi tornassimo ad amare l’arte del bello!

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