Non ci resta che piangere - 1984

di Annalisa Villa

In che anni siamo?  1400 quasi 1500…

Buonasera a tutti Vintagers, per questa settimana ho deciso di portare un film made in Italy che da sempre riceve critiche e apprezzamenti positivi. Complice una accoppiata  vincente ed esilarante forma da Massimo Troisi e Roberto Benigni: “Non ci resta che piangere” del 1984.



La trama

Saverio e Mario sono rispettivamente un insegnate ed un bidello che, lavorando insieme, sono diventati anche molto amici. Si trovano nel verde della Toscana, in un luogo isolato, fermi ad un passaggio a livello. Saverio racconta a Mario di essere preoccupato per sua sorella da poco lasciatasi con un ragazzo statunitense. Tra una battuta e l’altra sembra voler convincere l’amico ad uscire e consolare la sorella, ma lui rifiuta categoricamente. Il tempo passa e del treno non c’è traccia alcuna, così i due decidono di prendere una strada alternativa sconosciuta. In quel momento scoppia un temporale mentre la macchina finisce in panne. I due escono dalla macchina e si rifugiano in una locanda illuminata che, solo il giorno dopo, scopriranno essere in un contesto molto diverso da quello che immaginavano. 




Saverio e Mario si trovano infatti in un borgo medioevale chiamato Frittole nell’anno 1492, increduli e spaventati cercano di scappare da quel mondo ma senza riuscirci, così decidono di ambientarsi.

Mario è quello più spaventato dalla situazione, mentre Saverio è più incline a sfruttare questa occasione anche perché ha come obiettivo quello di fermare Cristoforo Colombo prima della sua partenza alla scoperta dell’America…

Se volete vedere come finirà il film non avrete che da guardarlo o riguardarlo.



Il successo del film

“Non ci resta che piangere” è stato un film campione di incassi al botteghino che riscosse un grandissimo successo. 

La pellicola vede come prima ed unica collaborazione Troisi e Benigni sia da interpreti che registi. Tuttavia nel film li riconosciamo subito come se fossero una coppia solida e nota da tempo al pubblico.

Il merito di questo sentimento va sicuramente alla loro recitazione ed al loro percosso artistico così simile e così differente. 

Entrambi gli attori nascono come comici ma hanno anche interpretato ruoli molto intensi e drammatici, il loro aspetto buffo fatto di gag e battute è sempre stato supportato da una energica identità a tratti anche malinconica.

La forza del film non risiede in una storia particolarmente curata e originale ma dimora nel suo essere molto spontaneo e naturale. 

Fu così istintivo per Troisi e Benigni lavorare insieme che buona parte delle battute fu completamente improvvisata, dando così spazio ad una amicizia sincera ed esilarante, armoniosa da vedere.




La bellezza di Massimo Troisi e la sua eleganza leggendaria gli hanno sempre dato il merito di essere un attore umile e con una grande  dignità. Lui stesso demolisce lo stereotipo della figura partenopea scaltra e presuntuosa accompagnando il pubblico ad una visione più genuina poiché, nei suoi film, sembrando sempre che si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato ispirando così tenerezza e simpatia.




La sua perdita ha segnato la chiusa di un’epoca nella quale i giovani si rivedevano in lui: nel suo essere un romantico e abbracciare storie di vita quotidiana nell’Italia  negli anni ’80 ed inizio ‘90.

Grande professionista e grande uomo che è stato profondamente amato dal pubblico di tutte le età, e che ancora oggi rimane icona di recitazione e umiltà. 

(potete trovare il film diviso in 3 parti su Dailymotion a questo link  https://www.dailymotion.com/video/x7prbdr )


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