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Monchhichi, la scimmietta must have degli anni ‘80

di Anna Rita Caddeo


Gli anni ’80 vengono ricordati dai nostalgici soprattutto per due cose: i giochi e le sigle dei cartoni animati. Tra i giocattoli più amati di quegli anni c’è la protagonista della Vintag Memories di oggi, Monchhichi: la scimmietta di peluche divenuta ancor più popolare grazie alla seria animata a lei ispirata. Buona lettura!



44 anni e non sentirli!

Monchhichi è un prodotto dell’azienda di bambole e peluche Sekiguchi Corporation, fondata a Tokyo nel 1918 da Koichi Sekiguchi. Questa simpatica scimmietta ha superato i 40 anni ma non li dimostra affatto! Fu, infatti, ideata da Yoshiharu Washino il 25 gennaio del 1974, e non è altro che un miglioramento di una scimmietta già esistente, prodotta sempre dalla Sekiguchi, chiamata “Kuta Kuta Monkey”.

Monchhichi riscosse subito successo: la linea venne esportata già a partire dal 1975 in Germania e Australia, successivamente nel resto dell’Europa e, a partire dal 1980, anche nel Nord America. Il peluche viene ancora prodotto dalla Sekiguchi per il mercato giapponese.


Paese che vai… nome che trovi!

Il nome originale della scimmietta è Monchhichi ma esso varia a seconda dei Paesi: nel Regno Unito si chiama “Chicaboo”, in Francia “Kiki”, in Spagna “Virkiki” e in Italia Mon cicci (scritto attaccato nella versione cartone animato).

La scimmietta di peluche

La linea Monchhichi è stata creata, come ha affermato l’azienda produttrice, con l’intento di insegnare ai bambini l’amore e il rispetto verso il prossimo. Il corpo delle scimmiette è di peluche mentre il viso, gli arti superiori e quelli inferiori sono di plastica. Da sempre vengono prodotte nella versione maschile e femminile (riconoscibile dai codini in testa). Della femminuccia esistono due stampi: uno con il viso sorridente, l’altro con il broncio.

In un primo momento i peluches venivano venduti senza vestitini ma, a partire dal 1976, furono dotati di una vera e propria linea di abbigliamento e accessori da far invidia perfino alla Barbie!

Durante il corso degli anni la simpatica scimmietta ha cambiato aspetto: fino al 1985 aveva gli occhi azzurri, poi sostituiti dal colore castano per essere abbinati alla “pelliccia”. A proposito del colore del pelo, a quello classico col tempo si è aggiunto il bianco, il celeste, il rosa, ecc. La scimmietta viene prodotta in tante dimensioni ma le predilette sono la versione standard, di circa 20 cm, e la mini, da portare sempre con sé!


“Monciccì, la fortuna è averti qui”: una sigla di successo!

Dopo il successo della versione giocattolo, la scimmietta incrementò la sua popolarità grazie alle serie animate a lei dedicata. Indimenticabile la prima, prodotta in Giappone dalla Ashi Production nel 1980 con il titolo “Futago no Monchhichi” (i gemelli Monchhichi) e trasmessa in Italia, su Canale 5, nel 1982 con la sigla cantata e portata al successo dalla mitica Cristina d’Avena. I trenta-quarantenni sicuramente ricorderanno il ritornello che recitava “Dove vai se Monciccì tu non ce l’hai! Monciccì, la fortuna averti qui!”.


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