Macchina da scrivere Valentine - Ettore Sottsass per Olivetti

"Portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello; voglio dire quelle cose alle quali si bada e non si bada, cose che vanno e vengono, cose che tendiamo a smitizzare sempre di più".

Basterebbe sostituire la parola “portatile” con "smartphone" e il virgolettato potrebbe essere stato pronunciato ieri. La frase è invece di Ettore Sottsass e risale al 1968, anno di nascita della macchina da scrivere Valentine, vero e proprio momento storico in cui il design inizia a essere vissuto come una cosa pop, non più alla portata di pochi eletti. Cari Vintagers oggi la Vintag Time Machine ci riporta 50 anni indietro, a quando Ettore Sottsass jr, artista multiforme, geniale e non conformista, per oltre vent’anni al servizio del design dei prodotti Olivetti (e non solo) progetta la macchina da scrivere portatile Valentine da molti considerato non a caso "l’oggetto di design assoluto".






La storia

Facciamo un veloce passo ancora più indietro a quando nel 1958 Adriano Olivetti chiese a Giorgio Soavi di raccogliere disegni di giovani per un libro. "C’ero anch’io - dice lo stesso Sottsass - E scelse me per fare il designer della nuova divisione elettronica sotto la direzione di Roberto Olivetti e del mio amico Mario Tchou”. Inizia così una collaborazione che si protrae per oltre vent’anni. Per Olivetti progetta nell'arco di vent'anni più di 50 prodotti: computer, sistemi e terminali, macchine per scrivere e sistemi di scrittura, telescriventi e mobili per ufficio. Tra i tanti prodotti Olivetti legati al nome di Sottsass quello più noto è la macchina per scrivere portatile Valentine. Il Designer decise di rendere più semplice l’immagine di quell’oggetto in quanto già alla fine degli anni ‘60 l’elettronica stava dando i primi segni di una nuova applicazione e le macchine da scrivere portatili avevano una richiesta e un utilizzo molto minore rispetto al passato (l’epoca della Lettera 22 o della Lettera 32). Così cambiò il materiale – che divenne plastica al posto di alluminio per la macchina e al posto del legno o del cuoio per la valigetta che la doveva contenere – e aggiunse una maniglia per renderne la presa ancora più agevole. Proprio grazie a questa intuizione, al suo design anticonformista (a cui contribuirono anche Albert Leclerc e Perry King) e ad una serie di campagne pubblicitarie capaci di costruire un’immagine nuova di un oggetto vecchio, la Valentine divenne un prodotto di straordinario successo.


La libertà di design e l'esposizione al MoMa di NY

Una macchina dal design libero che vuole generare qualcosa di bello e si stacca dalla solita ansia per la tecnica e dal mondo della meccanica. La stessa libertà di design che abbiamo ritrovato anni dopo nei primi dispositivi Apple ideati da Steve Jobs e disegnati con Jonathan Ive: prodotti dal design, che diventano un marchio di riconoscibilità al punto da non rendere più necessario il nome del brand (se ci pensate basta la "Mela morsicata" no?). La Valentine ha 50 anni ed è oggi più icona che mai: esposta al MoMa di New York e nelle stanze della Galleria nazionale d’Arte moderna a Roma. Ettore Sottsass muore a Milano alla fine del 2007, a 90 anni, ma vive ancora attraverso le su opere e creazioni geniali. Alcune delle sue creazioni sono conservate nelle collezioni permanenti dei maggiori musei di arte moderna, oltre al MoMA di New York citiamo tra gli altri il Centre Pompidou di Parigi e il National Museum di Stoccolma. Nel 1970 il Royal College of Art di Londra gli ha conferito la laurea ad honorem, a cui nel 1993 segue quella assegnatagli dalla Rhode Island School of Design negli Stati Uniti. Prima di finire questa rubrica (e anzi vi suggeriamo di inviarci spunti o articoli ispirati a oggetti in vendita su Vintag) torniamo per un momento alla Valentine, che potete trovare in app sul profilo di: passatoprossimo.

La commistione delle arti nel caso della "Rossa" arriva fino alla musica: pare infatti che il nome fu dato dallo stesso designer prendendo spunto dall'opera musicale “My funny Valentine” composta nel 1937 per un musical e poi diventato uno dei pezzi del jazz più suonati nella storia. La canzone – eseguita negli anni da Miles Davis, Chet Baker, Ella Fitzgerald e Frank Sinatra – recita ad un certo punto: "Yet you’re my favorite work of art".


#valentine #olivetti

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