Lunga vita al curvy (shape) design!

di Marcella Ottolenghi

credit foto @artek

Artek, marchio finlandese di mobili, compie 85 anni. Era infatti esattamente il 15 ottobre del 1935 quando quattro giovani – Alvar e Aino Aalto, Maire Gullichsen, Nils-Gustav Hahl, rispettivamente due architetti, una mecenate e collezionista figlia di un ricco uomo d’affari nel settore del legname, uno storico dell’arte (il mix perfetto) – decisero di unire entusiasmo e ideali progettuali. L’obiettivo era fondare una azienda in cui arte e tecnologia (Ar-tek, appunto) si trasformassero in arredi capaci di trasmettere “una moderna cultura dell’abitare”, mediante la partecipazione a mostre ed esposizioni o altri strumenti “con finalità educativa”. Pulizia formale, funzionalità, poesia sono ancora oggi i cardini dell’intero catalogo di prodotti del marchio, anche se il fulcro resta l’utilizzo sperimentale delle tecniche di lavorazione del legno. A partire da quelle famose gambe a L degli sgabelli e delle sedie di Alvar Aalto: compensato di betulla piegato che darà vita ad oltre cinquanta modelli, tra sedute, tavoli, complementi, inclusi gli ormai famosissimi sgabelli 60 e E60, la sedia 66, le poltrone 41 Paimio e 406, il carrello da the nelle due versioni 900 e 901.


Ispirato sicuramente dal lavoro di Thonet, oltre che dagli arredi di tubolare metallico piegato di Marcel Breuer, ma secondo alcuni storici del design forse ancor più dallo studio della realizzazione degli sci da neve, Aalto compie un salto tecnico nella produzione, eliminando l’utilizzo del vapore a favore della naturale umidità del legno di betulla finlandese. E prosegue nella ricerca formale, negli anni Cinquanta, eliminando la separazione tra gambe e piano di seduta/appoggio (semplicemente sovrapposto) con il disegno di nuovi sostegni curvati che in sommità si aprono a ventaglio e si trasformano, senza soluzione di continuità, in superficie orizzontale. Un risultato talmente inedito dal punto di vista tecnico che per trovarne di ulteriormente avanzati bisognerà attendere l’avvento delle materie plastiche. E che resterà l’imprinting dell’intera produzione successiva.

Oggi che poco è cambiato nella costruzione dei suoi arredi – la maggior parte degli oggetti viene realizzata nella sede attiva dagli anni Venti di Turku, il legno di betulla proviene dalla Finlandia, i processi meccanici non escludono la sapienza manuale degli artigiani – l’azienda continua nel solco intellettuale tracciato dai fondatori promuovendo la manutenzione, la riparazione, eventualmente anche la customizzazione, di ogni singolo pezzo. E con lo slogan “buy now, keep forever”, ha inaugurato Artek 2nd Cycle, piattaforma digitale (ma anche showroom fisico a Helsinki) in cui viene rimesso in vendita il design pre-loved. “Le tracce dell’utilizzo, così come i difetti che si presentano naturalmente nel legno, conferiscono individualità ai prodotti, che aumentano il carattere proprio con l’invecchiamento”. Arredi storici recuperati e riportati a nuova vita, accompagnati da uno studio meticoloso di provenienza e tecniche costruttive, non nascondono le proprie rughe e anzi dimostrano la loro longevità e il valore di un consumo consapevole, anche del design.

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