Lucia del Pasqua: blogger non convenzionale, creativa e indipendente

Da piccola si intrufolava nell'armadio della nonna per indossare abiti anni '60, gli stessi abiti che oggi lei custodisce gelosamente nel suo armadio.

Ricerca e spontaneità sono i suoi punti di forza.

Davvero intensa la chiacchierata che abbiamo fatto con Lucia Del Pasqua, blogger e influencer non convenzionale, creativa e indipendente.

Il suo blog thefashionpolitan.com è un diario, ironico, a volte polemico, nostalgico, un po' come la Smemo, pieno di appunti e racconti.

Appassionata di vintage (l'85% del suo armadio è vintage), non poteva assolutamente mancare nella nostra rubrica Vintag Important Person.


Buona lettura!



Ciao Lucia, grazie per aver accettato questa intervista. Partiamo subito con la prima domanda: come nasce il tuo amore per il vintage?

Dalle mie radici. Io sono Aretina, nata nella patria della fiera dell’Antiquariato una delle più antiche d’Italia, di cui sono stata sempre appassionata. Da bambina, la domenica mattina ci andavo da sola. Non è una passione trasmessa dai miei genitori.

Ricordo la casa di mia nonna a Castiglione del Lago che era ricchissima di mobili vintage di quelli belli, me ne ricordo alcuni color verde menta.

La passione per i vestiti vintage l'ho presa proprio da mia nonna, tuttora indosso i suoi vestiti. Quando ero piccola mi intrufolavo nel suo armadio (lei mi controllava anche se non lo diceva) e indossavo i suoi vestiti anni '60, bellissimi e di altissima qualità.


Qualche settimana fa hai parlato sul tuo profilo Instagram del sistema moda. Cosa significa adesso la moda per te?

Io contro il sistema moda mi sono sempre battuta.

Quasi come tutte le ragazzine sognavo di lavorare nel mondo della moda, ci sono riuscita ed è stato tutto molto bello. 

Ad un certo punto sono arrivata anche ad essere qualcuno (ai miei esordi c’erano poche blogger e influencer) ma quando lo street style ha iniziato a prendere piede sempre di più mi sono resa conto che i servizi fotografici erano già decisi e accordati.

La persona era diventata più importante dello stilista, non si parlava più della sfilata ma solo di chi veniva fotografato fuori.

Posso dire con certezza che tutto quello su cui il sistema moda si poggia è dato dalla mancanza di personalità e dall’apparenza ed è per questo che ho deciso di vivere il sistema moda a modo mio, creando il mio stile ispirato ai film, ai libri e a tutto ciò che quotidianamente vivo. Lo stile per me è saper abbinare i vestiti con personalità, il saper creare da una semplice tovaglia vecchia della nonna dei turbanti: saper creare con personalità il proprio io.

L'85% dei miei vestiti sono vintage, questo è il mio stile.


Sei riuscita ad emergere come influencer in un momento in cui tante ragazze provano a diventarlo. Quale è il segreto del tuo successo?

La mia spontaneità, la voglia di dire sempre la verità, la creatività e il fatto che mi sono saputa adattare anche ad altri settori oltre al fashion

Non mi sono mai "venduta" ai brand con foto che non mi rispecchiano e non ho mai comprato fan.

Posso dire che mi sono evoluta in base ai cambiamenti della società e questo grazie alla ricerca costante che faccio sui contenuti da proporre alle persone che mi seguono. Passo ore a creare moodboard, a cercare oggetti per fare le foto, parlare con il mio fotografo... insomma, ricerca e spontaneità sono i miei punti di forza.


Cosa non deve mancare nel guardaroba di una perfetta Vintager?

I foulard della nonna non devono mai mancare: colorati o vintage dalle fantasie pazzesche! Con i foulard ci si può sbizzarrire in molti modi, dalla creazione di turbanti a indossati al collo con bijoux dorati. 


L'effetto nostalgia dilaga sui social. Secondo te perchè?

Sinceramente non lo so perché la nostalgia sia cosi di moda, perché io stessa in realtà l'ho sempre avuta, l'ho sempre amata e non l’ho mai percepita come una cosa negativa.

Baricco direbbe "forse è per questo che i bar non si chiamano più bar ma latterie".


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

Sono perfettamente in linea con il vostro pensiero. La mia casa è praticamente fatta tutta con cose vecchie e in futuro non nego che manterrò questa tradizione di arredare la casa con librerie antiche e vecchie insegne. Nei miei armadi custodisco ancora gli abiti della mia nonna che sono più belli di quelli di oggi e durano molto di più.

Una volta nel lavoro mettevano passione, perizia e un cuore che nelle cose moderne non c'è perché tutto industrializzato e modernizzato (e non è solo un male). Ciò che è vecchio credo sia stato fatto con più maestria.


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