Louis Vuitton: una favola divenuta realtà

a cura di Lucilla Giramma


Cari Vintagers,

oggi vi racconterò una fiaba, una storia di alta moda firmata Louis Vuitton, fondatore di una delle Maisons più famose al mondo.



C’era una volta un giovane, chiamato Louis Vuitton, nato nel 1821 in un’umile famiglia francese.

La madre morì quando Louis aveva solo dieci anni e il padre, un umile contadino, pochi anni dopo. All’età di 13 anni decise di abbandonare la casa paterna e iniziò a vagabondare per alcuni anni facendo lavori saltuari.

A 16 anni, Louis percorse a piedi 250 km per giungere a Parigi alla ricerca di fortuna.

Il giovane, poco dopo, iniziò a lavorare come apprendista presso l’atelier parigino di Monsieur Maréchal, un noto fabbricante di valigie dell’epoca, per il quale Vuitton lavorò circa 17 anni.

Divenuto ormai un bravissimo e apprezzatissimo artigiano specializzato nella realizzazione di valigie, nel 1854 Louis decise di aprire il proprio atelier a Parigi in Rue Neuve- des -Capucines.

Nello stesso anno, Louis sposò la diciassettenne Clemence Emile Parriaux.




Nel 1858 Louis iniziò a realizzare particolari bauli dalla forma rettangolare con bordi arrotondati e, in breve tempo, le sue creazioni riscossero un gran successo in tutta la Francia, tanto da conquistare anche l’imperatrice Eugenie De Montijo, madre di Napoleone III. Da qui iniziò il suo successo.


Vuitton lavorò con amore e dedizione fino all’età di 70 anni e, dopo la sua morte, il destino della maison francese finì nelle mani di suo figlio, Georges Vuitton, ideatore del logo “LV”, nato dalla necessità di firmare le proprie creazioni .


Negli anni ’50 e ’60 il successo della maison continuò senza sosta, e i bauli Vuitton vennero indossati da attrici, donne e uomini facoltosi per i loro viaggi.

Negli anni seguenti il modello “Speedy” e la borsa “secchiello” LV diventarono oggetto del desiderio di tutte le donne dell’epoca.




Nel 1997 entrò a far parte della maison francese Marc Jacobs, nominato direttore creativo.

Negli anni seguenti Jacobs convinse la maison a collaborare con Stephen Sprouse, per realizzare la versione graffiti della tela Monogram.

Nel 2003 collaborò con l’artista giapponese Takashi Murakami, il quale realizzò nuovamente il monogramma con sottofondo bianco, fiori di ciliegio e caratteri multicolore.

Sono molte le collaborazioni della maison con artisti e designer e moltissime le creazioni LV nate da queste ultime.

Denim, paillettes, accessori in vernice, fantasie floreali dominano l’universo Vuitton.


Per i 160 anni della maison vengono ingaggiati sei artisti e designer:

Marc Newson, Christian Louboutin, Karl Lagerfeld, Rei Kawakubo, Cindy Sherman e Frank Gehry col compito di realizzare una collezione esclusiva utilizzando l’iconico Monogram.

Le loro creazioni sono fantastiche e tra queste spiccano in particolar modo il sacco da boxe e i guantoni monogrammati realizzati da Lagerfeld.

Nuovi collaboratori entrano a far parte negli ultimi anni della maison ma il risultato non cambia, la parola d’ordine è sempre la stessa: “successo”.


Il sogno di un umile sedicenne, che percorre chilometri e chilometri per realizzarlo, diviene una grande realtà, degna del migliore dei finali… come quelli delle favole.


Vi aspetto al prossimo appuntamento di #vintageladybag in cui parleremo di un’iconica borsa di una famosa maison… chissà quale?

Con affetto,

Lucilla




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