La storia della pasta Barilla: da 140 anni nelle case degli italiani

a cura di Anna Rita Caddeo


La storia di oggi ha come protagonista la Barilla: un’azienda che ha trasformato un prodotto semplice come la pasta in un alimento conosciuto e amato in tutto il mondo.

Buona lettura!



Tutto ebbe inizio nel 1877, quando Pietro Barilla decise di aprire una piccola bottega di pane e pasta a Parma. Ad aiutarlo nell’attività c’erano i figli, Gualtiero e Riccardo. Superati alcuni momenti difficili, nel 1910 venne aperto il primo stabilimento industriale. Da quel momento in poi la produzione aumentò progressivamente.


Nel 1947 l’azienda passò sotto la guida dei figli di Riccardo, Gianni e Pietro. Gianni si occupò dell’amministrazione e Pietro della comunicazione. Quest’ultimo, nel 1950, fece un viaggio in America: l’esperienza gli servì per apprendere le principali tecniche di comunicazione e marketing che gli furono utili per valorizzare il marchio di famiglia. Nel 1952, l’azienda sospese la produzione del pane per dedicarsi solo alla pasta.


Negli anni ’60 l’azienda crebbe tantissimo e alla produzione di pasta si affiancò quella di grissini, crackers e fette biscottate. Nel 1969, inaugurarono a Pedrignano (PA) il più grande pastificio al mondo.

Nel 1971 nacquero i primi problemi sia interni che esterni all’azienda e si decise di cederla alla multinazionale americana Grace. Barilla venne riacquisita da Pietro nel 1979. Durante la fase “americana” la famiglia acquisì il marchio Voiello e lanciò il nuovo marchio di prodotti da forno, Mulino bianco. Dagli anni ’90 l’azienda ha adottato una politica di espansione sia nazionale che internazionale.



Barilla ha sempre dato importanza alla comunicazione del prodotto. Già nel 1910 Pietro sentì l’esigenza di rendere riconoscibile il marchio: l’artista Emilio Trombara creò per lui il primo logo che rappresentava un piccolo garzone intento a rovesciare un tuorlo d’uovo dentro una media piena di farina. L’uovo, ingrediente fondamentale dei prodotti Barilla, diverrà il simbolo stesso del marchio.Dal 1936 venne eliminata la raffigurazione del garzone e si passò ad un’impronta più grafica con la sola scritta del marchio.


Una svolta importante si ebbe dal 1952 con il grafico e architetto Erberto Carboni che farà un restyling del logo, inserendo il nome Barilla, che non sarà più squadrato ma tondeggiante, all’interno di in un ovale rosso che rappresenta l’uovo. Questo logo, con la scritta sempre più lineare ed essenziale, è arrivato fino a noi nella classica confezione blu che tutti conosciamo. Grazie a Carboni, Barilla vincerà la Palma d’oro della pubblicità nel 1952 con la campagna: “Con pasta Barilla è sempre domenica”.


Dal 1958 il marchio Barilla apparve in televisione con le prime pubblicità all’interno di Carosello. Come testimonial vennero scelti attori e cantanti molto popolari come Giorgio Albertazzi, Dario Fo e Mina. Nel 1964 nacque il primo serial pubblicitario del marchio dal titolo “Vita con Bettina” in cui venivano raccontate le vicende della protagonista. Nella serie comparve per la prima volta la famiglia italiana, che sarà il tema principale della successiva produzione pubblicitaria.


Negli anni ’70, il periodo “americano” della Barilla, la pubblicità sarà ripetitiva e di media qualità. Nonostante ciò, l’impegno dell’azienda a difesa della qualità dei prodotti sarà sempre costante. Dopo la riacquisizione dell’azienda di famiglia nel 1979 fu necessario un rilancio pubblicitario. Vennero chiamati nomi importanti del cinema come Fellini, indimenticabile la pubblicità che prende in giro la nouvelle cuisine, e Nikita Michalkov, che qualche anno dopo fece un remake dello spot del Maestro, ambientandolo a Mosca.




A partire dal 1985 il direttore creativo Gavino Sanna darà vita ad una serie di spot incentrati sulla famiglia e sui sentimenti con l’indimenticabile slogan: “Dove c’è Barilla, c’è casa”. Tra tutti gli spot possiamo ricordare quello della bambina con il K-way giallo che salva dalla strada un gattino abbandonato (1987). La serie di questi spot è memorabile anche per l’emozionante melodia di sottofondo, la bellissima “Hymne” dei Vangelis. Grazie a questa campagna pubblicitaria l’immagine dell’azienda verrà associata al calore domestico.

Gli spot degli anni ’90 sono un omaggio al blu che caratterizza le confezioni di pasta. Per la campagna “Viva il Blu” verranno chiamati come testimonial nomi importanti della moda, musica e sport.


Anche Barilla ha omaggiato i suoi clienti con le raccolte punti soprattutto negli anni ’80 e ‘90. Come dimenticare, per esempio, il servizio di porcellana bianco o il Frullymix Moulinex.


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