La storia della borsa Chanel 2.55

Cari Vintagers,

eccoci con un nuovo appuntamento di #vintagladybag, oggi voglio raccontarvi la storia di una bellissima borsa, ispirata dai malinconici ricordi d’infanzia della sua ideatrice, che, come ogni grande donna , ha saputo trarre il meglio dal suo dolore.




2.55 di Coco Chanel


Dopo un lungo periodo trascorso in Svizzera, a causa della guerra, nel 1954 Coco Chanel ritorna nella sua amata Parigi. Nell’anno seguente, la stilista dà vita ed espone per la prima volta nella sua boutique di rue Cambon una delle borse più amate e desiderate del pianeta “femminile”: la Chanel 2.55.


Vi siete mai chiesti cosa significhi 2.55?

Be’… la risposta è molto più semplice di quello che possiate immaginare :”questa borsa prende il nome dalla data della sua creazione, ovvero il febbraio del 1955”.

È una borsa elegante e al contempo moderna, ma soprattutto “pratica”… realizzata per le donne del dopoguerra: quelle indipendenti, che guidano, che vanno a lavorare, che vanno in giro per la città e che iniziano a ribellarsi all’idea che la vita di una donna sia esclusivamente limitata alle mura domestiche. Una

borsa da portare comodamente a spalla (visto che in quegli anni venivano utilizzate soprattutto borse a mano).

I primi modelli 2.55 furono realizzati in Jersey, tessuto molto amato e utilizzato da Chanel anche per i suoi Tailleur, mentre in seguito fu utilizzata la pelle di agnello. Si dice che alcuni dettagli di questa borsa siano stati ispirati dai ricordi d’infanzia della stilista, trascorsa in orfanotrofio, ad esempio: il colore bordeaux

all’interno della borsa rievochi quello delle divise indossate dai bambini dell’orfanotrofio e che la tracolla a catena si ispiri alle chiavi dei custodi.

Realizzata in matelassé (ovvero la classica impuntura a rombi), dalla forma rettangolare, presenta un taschino con zip al suo interno e sul retro una tasca per le monete, all’esterno una chiusura metallica semplice.

La 2.55 ottenne un grandissimo successo, fino agli anni 80’ quando Karl Lagerfeld attuò alcune modifiche, inserendo la chiusura metallica con la doppia C e una lunga striscia di pelle tra gli anelli della tracolla, dando vita ad una nuova borsa: la 2.88 o “Classic Flap”.



Coco Chanel diceva: “La moda passa… lo stile resta”.

Bè aveva proprio ragione e forse è ciò che pensava mentre realizzava la bellissima e iconica 2.55.


Vi aspetto al prossimo appuntamento.

Con affetto,

Lucilla


[testo di Lucilla Giramma]

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