La storia dei Plasmon, i biscotti più amati dai bambini

a cura di Anna Rita Caddeo


Plasmon: vi ricorda qualcosa questo nome? Sicuramente sì, perchè si tratta di un marchio i cui prodotti hanno caratterizzato l’infanzia della maggior parte di tutti noi. Plasmon e in particolare i biscotti, sono il tema scelto per la rubrica #vintagmemories di oggi.

Buona lettura!



Il Plasmon è un concentrato proteico usato per arricchire il valore nutrizionale di alcuni alimenti destinati alla prima infanzia. Il prodotto venne creato agli inizi del Novecento dalla collaborazione tra l’inglese International Plasmon Company e la tedesca Plasmon Gesellschaft M.B.H.



In Italia l’azienda fu fondata nel 1902 con il nome di Sindacato Italiano del Plasmon, grazie al dottor Cesare Scotti.

Nel 1904 Scotti acquisì licenza e marchio dalla casa madre tedesca per la commercializzazione e importazione del Plasmon puro e nel 1916 l’azienda cambiò nome in Società del Plasmon.

Nel 1920 vennero prodotti i primi latti mentre la produzione dei biscotti ebbe inizio nel 1930.

Questi ultimi riscossero talmente tanto successo che nel 1948, per far fronte alle innumerevoli richieste di mercato, venne creata una linea automatica per la loro produzione.

Nel 1961 venne introdotto sul mercato l’omogenizzato, altro prodotto di successo dell’azienda.

Nel 1976 la denominazione della società venne nuovamente modificata in Plasmon dietetici alimentari, che è quella attuale.



Tra i prodotti dell’azienda, quelli che noi Vintagers ricordiamo con più nostalgia sono i biscotti, dedicati ai più piccini ma amatissimi anche dai grandi: chissà quanti ne avremo mangiato!

Le confezioni dei biscotti Plasmon sono state caratterizzate fin dalle origini dalla presenza di un logo con un testimonial che è rimasto invariato nel tempo: un forzuto scultore intento a scolpire il nome “Plasmon” sul capitello di una colonna greca. Il primo simbolo prevedeva due scritte: una sul capitello e una sul piedistallo, quest’ultima in caratteri greci con la data di fondazione (1901) della casa madre tedesca. Col tempo, al logo vennero apportate delle piccole modifiche di carattere grafico o affiancati alcuni elementi.


Il logo delle confezioni divenne anche un personaggio in carne ed ossa. Nel 1963, infatti, per pubblicizzare i biscotti Plasmon, apparve per la prima volta in televisione, nella parte conclusiva del Carosello ad essi dedicato, un uomo intento a scolpire il nome dei biscotti su un capitello. Il Carosello con protagonista “l’omino Plasmon” o con “il martellatore”, così venne chiamato il testimonial impersonato da Fioravante Palestini, venne trasmesso fino ai primi anni ‘70.


Le pubblicità successive, quelle degli anni ’80 e ’90, videro come protagonisti degli attori che impersonavano dei genitori e figli, questi ultimi intenti a mangiare i biscottini Plasmon. Il tutto era accompagnato da un dolcissimo dialogo musicale tra i protagonisti come sottofondo. La parte conclusiva degli spot terminava con l’indimenticabile slogan, a dir il vero, un pochino urlato, che diceva: “Pla-smonnn”.

In passato i biscotti venivano riposti all’interno di bellissime scatole di latta. Quelle commercializzate a partire dalla fine degli anni ’50, primi anni ’60, si caratterizzavano per lo sfondo di color giallo o arancione. Le forme erano le classiche: rettangolari con il coperchio estraibile. Una variante della forma classica era quella a bauletto che, grazie alla maniglia presente sul coperchio, poteva essere trasportata ovunque. Il bauletto era un oggetto ambitissimo dai bambini di allora che, una volta terminati i biscotti, lo usavano per portare la merenda a scuola.




Le scatole di latta e gli altri oggetti pubblicitari del marchio, sono molto ricercati dai collezionisti: sulla App di Vintag potete trovarne qualche articolo in vendita.



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