La piccola bottega degli orrori - 1960

di Annalisa Villa

"È cresciuta di notte, come un herpes sul labbro"

Cari Vintagers e amanti della celluloide, oggi voglio portavi dentro ad un film in bianco e nero davvero singolare datato 1960. 

Se amate un po’ il creepy (ovvero le cose un po’ macabre e strane) o se siete avvezzi all’horror ma sempre con un garbo vintage, siete tutti invitati ad entrare a: “La piccola bottega degli orrori”.


La trama

Questo film vede come protagonista un giovane goffo, Seymour, che fa il commesso presso un negozio di fiori. Lui viene spesso rimproverato dal suo capo poiché si rivela incapace in ogni mansione a lui affidata. Per riscattare queste sue mancanze e non essere licenziato, il ragazzo attira l’attenzione su se stesso, e sul negozio, con una pianta da lui trovata.

La pianta è solo in apparenza un ornamento piacevole alla vista, rivelandosi immediatamente dopo singolare nel suo sviluppo.



Ribattezzata Audrey Junior, la pianta non si ciba di acqua e raggi solari: ma di sangue e corpi umani. 

Seymour non vuole rinunciare alla sua creatura e decide di assecondarla regalandole cibo fresco e assumendosi così le conseguenze delle sua azioni… lascio a voi spettatori il seguito di questa assurda storia in un percorso tra petali di garofani e schizzi di sangue. 



Un film humour noir

"The little shop of Horrors" è tratto da un libro del 1932 di John Coller. È un film abbastanza corto, girato in appena due giorni, ricco di gag e battute umoristiche assurde. Tuttavia c’è una premessa da fare: quando si parla di comicità nei film bisogna andare sempre un po’ cauti, questo perché la risata, così come come la lacrima, è un’emozione molto soggettiva.

Il genere denominato “humour noir” spesso suscita nello spettatore sentimenti contrastanti e la risata o scatta subito o non scatta mai.



Nel guardare la pellicola ci si sente spettatori di un’opera del teatro dell’assurdo: se alimentare una pianta con corpi umani vi sembra strano, nutrirete ancora più stupore quando conoscerete il “paziente masochista” alle prese con un dentista improvvisato. 

Questa scena è importante da ricordare poiché è stata parte della fame della pellicola. Il famoso “paziente masochista” altri non è che un giovane Jack Nicholson alle prese con uno dei suoi primissimi film. Nonostante l’attore abbia avuto una piccola parte nella commedia, la sua successiva fama regalò una riflessa affermazione al film tanto che spesso venne inserita l’immagine dell’attore in copertina.



Il piccolo mondo surreale di questa bottega è affascinate perché unisce una storia horror con la delicatezza di innocenti fiori. 



La naturale propensione al macabro, retaggio dell’epoca Vittoriana, ha da sempre sedotto persone diverse alimentandone la fantasia. Scrittori come Edgar Allan Poe, Bram Stoker e H. P. Lovecraft, con la sua narrativa horror fantascientifica, hanno dato vita a mondi oscuri e terrificanti ed il cinema, con le sue immagini, ne ha data piena forma.

Questo film tuttavia non cerca di essere un classico horror movie. Al contrario, in modo totalmente grottesco e disinvolto, scherza su tematiche inquietanti come, ad esempio, omicidi o funerali. 

La pellicola nasce in bianco e nero ma ne esiste una versione in Technicolor che voglio allegarvi alla fine di questo articolo.



Personalmente trovo sia un film piacevole e totalmente assurdo, perfetto per una serata nella quale volete essere tentati dal fascino della pellicola vintage ma dispiegata.

Per la selezione di Vintag ho voluto ispirarmi ai fiori che fanno da cornice alla commedia.


Buona visione!




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