L'ultima eclisse - 1995

di Annalisa Villa

"Qualche volta fare la carogna è la sola cosa che resta ad una donna."

Cari Vintagers e amanti della celluloide oggi vi porto in una storia drammatica che merita di essere raccontata e vista.

Siamo nel 1995 e sui grandi schermi esce il film “L’ultima eclisse” tratto da un romanzo di Stephen King uscito appena due anni prima. 



La trama

La pellicola inizia con la fine della vita di Vera Donovan, anziana e ricca donna trovata morta in casa sua. Vicino a lei c’è la sua cameriera di fiducia, Dolores Claiborne, una donna risoluta che la segue da anni e che viene subito accusata di omicidio. Dolores si dichiara subito innocente ma un ispettore di polizia, con il quale ha un conto in sospeso da anni, non le crede e contatta la figlia Selena perché assista la madre. Il suo intento non è far ritrovare le due donne che non si parlano da anni, ma mettere in difficoltà entrambe ed estorcere una confessione: forse due.




Il poliziotto nutre dei risentimenti nei confronti di Dolores poiché anni prima era stata indagata sulla morte del marito Joe avvenuta durante una storica eclisse di sole che aveva convolto tutta la città. 

In pochi minuti di buio totale Joe è vittima di un incidente che non trova testimoni .

Nonostante fosse stata ritenuta innocente, Dolores ha da sempre una spada di Damocle sulla testa data proprio da questo poliziotto che l’ha sempre ritenuta colpevole ed abile nel nascondere le prove del suo coinvolgimento nell’omicidio del marito. 

Una volta che Selena torna nel paesino di nascita e ritrova la madre vivrà un forte disagio. Lei ripercorrerà la sua adolescenza e verrà a conoscenza di particolari importanti della vita della madre, una vita fatta di violenze fisiche e psicologiche da parte del padre. La trama si divide così tra presente e flashback di un passato che aveva atteso anni prima di tornare a galla.

In quell’inferno personale, Dolores trova conforto in un lavoro da cameriera in casa di Vera Donovan. La signora ricca e piena di capricci si rivelerà essere un’amica preziosa per la protagonista, aiutandola a gestire il suo rapporto complesso con il marito.

Lascio a voi lettori il piacere di guardare la pellicola e scoprirne il finale.




Il libro

Come accennato ad inizio articolo questo film è tratto da un libro del Stephen King che, per chi non lo sapesse, è uno dei più grandi scrittori di libri horror e letteratura fantastica dei nostri tempi. 

L’opera originaria porta il titolo “Dolores Claiborne”, il nome della protagonista, e, sebbene non ami i titoli tradotti liberamente, trovo che "L’ultima eclisse" sia un titolo assolutamente azzeccato ed esplicativo. La pellicola infatti gira tutta introno alle luci e le ombre di una vita difficile, quest’ultima vedrà il primo bagliore proprio quando il sole uscirà dalla oscurità dell’eclisse.




Il ruolo delle donne

La protagonista della nostra storia è una donna diversa dal solito ed è stata interpretata dalla magistrale Kathy Bates, attrice dal grande carisma che già aveva preso i panni di un personaggio di King nella trasposizione cinematografica di “Misery non deve morire” nel 1990.

Dolores si presenta subito come una persona forte ed incurante delle etichette, lingua tagliente ed una certa ruvidità dovuta alla sua faticosa esistenza.

Non è una donna affascinate dal punto di vista fisico o culturale ma allo stesso tempo la sua franchezza genuina ci fa apprezzare subito la sua tempra. 

Il momento più significativo del film è quando Dolores si trova in casa della sua datrice di lavoro, Vera, e non riesce a trattenere le lacrime all’idea che il marito allunghi le mani sua stessa figlia. In quel momento le due donne si confrontano in una comunicazione apparentemente diretta ma che cela un tacito messaggio comprensibile solo a loro due. 





Uscita da quella stanza Dolores avrà una grande consapevolezza: quella che la giustizia e l’ingiustizia possono avere più significati per una persona disperata. 

La bellezza di questa donna sta nel sue mani ruvide, nei suoi vestiti fuori moda e nel suo voler proteggere l’unica cosa che conti per lei, la sua bambina.

La storia così drammatica e piena di segreti custoditi gelosamente di Dolores fa da monito alla vita di tante donne che, come lei, hanno dovuto conquistarsi il diritto di vivere come se questo non fosse un principio inalienabile.

Tengo a precisare che con queste parole non voglio giustificare nessun tipo di giustizia personale ma aprire un punto di vista sulle reali difficoltà che esistono dietro alle vite di alcuni individui. Credere di non avere scelta su questioni così importanti è un fallimento non solo individuale ma anche, e soprattutto, sociale.




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