Il vintage può salvare il mondo

Cosa c'è di più sostenibile di riciclare e riutilizzare vestiti vintage senza alimentare la moda dell'usa e getta? E perché comprare una replica quando puoi avere l'originale in un tessuto di qualità, indossato in passato da una donna pazzesca e magari alla metà del prezzo?

Sono le domande che Valeria (in app @ursinelle) pone a tutta la community.

Per lei il vintage è emozione, è ricerca, è studio e in questa intervista ce lo racconta.

Buona lettura!


Valeria Ursino - VintagShop Ursinelle




Ciao Valeria, benvenuta in community. Raccontaci chi c'è dietro questo profilo Ursinelle?

"Ciao! Mi chiamo Valeria, sono una quasi trentenne, ho studiato architettura del paesaggio e da quando ho 20 anni ho sempre lavorato nel commercio; amo i fiori, i giardini, Gastone (il mio Cocker Spaniel e mascotte), e ovviamente il vintage! Il nome Ursinelle è la rivisitazione del mio cognome, si può leggere alla francese o come preferisco io al plurale con la E ben pronunciata, perché ho due sorelle che soprattutto durante i mercatini mi danno una grande mano! L'idea è nata al mio ritorno dopo un anno di Erasmus in Portogallo, quando ho capito che forse era possibile trasformare la mia passione di sempre, la moda e in particolare il collezionare, accumulare e comprare vintage in qualcosa di più. Sono sempre stata un amante di mercatini, bancarelle, soffitte impolverate.. rovistare è il mio antistress

La tua è una selezione femminile che va dagli anni 60 agli anni 90. Cosa ti colpisce in particolare degli abiti che scegli di proporre in vendita nel tuo shop?

"Tutto ciò che trovate nel mio shop è in primo luogo qualcosa che indosserei io stessa. La prima cosa che noto in un capo è l'emozione che mi suscita quando lo prendo in mano, le storie che ci sono o che immagino ci siano dietro e poi il tessuto, le stampe, il colore, il modello, i bottoni; tutti i dettagli che fanno di quel capo un pezzo unico!"



Il tuo profilo ha fotografie molto curate. Che importanza dai all'immagine?

"Prima di tutto grazie! Purtroppo ho poco tempo da dedicargli  ma quando fotografo un capo provo ad immergermi totalmente nella sua storia, ad immaginare chi lo ha indossato prima di me, metto su una canzone, preparo la macchina fotografica, sfondo a righe bianche e nere e via con l'autoscatto! Amo la fotografia, un po’ meno essere fotografata ma ormai sono abituata a vedermi in foto. Mi piacerebbe dare un tocco vintage anche alla mia vetrina ma al momento è troppo impegnativo. Nella vita privata ho sempre scattato in analogico, ho una ventina di macchine fotografiche tra medio formato, point and shoot, polaroid, reflex, spesso sviluppo e stampo le mie foto da sola."

Quali sono i pezzi vintage a cui nessuno dovrebbe rinunciare?

"Io non mi separerei mai dalle camicette e dai merletti di mia nonna, è da lei che ho preso la passione per il vintage.  Penso che nessuno dovrebbe mai rinunciare ai ricordi, alla storia che c'è dietro un pezzo vintage che sia un vecchio comò, una tovaglia in fiandra o un abito anni 50.

Poi senza dubbio dall'armadio di una perfetta vintager non dovrebbe mai mancare un jeans Levi's vissuto ed un cappotto lungo! Ho un ossessione malata per giacche, cappotti e ultimamente haori vintage giapponesi: nel mio armadio ne avrò una trentina che custodisco gelosamente."



Che consigli ti senti di dare a chi si approccia al vintage per la prima volta?  

"Prima di tutto di studiare, c'è un mondo enorme dietro al vintage e non si smette mai di imparare. Di  confrontarsi, perché anche leggendo tanti libri è davvero difficile imparare tutto da soli. Consiglio senza dubbio di uscire, svegliarsi alle cinque di mattina ed andare al mercato, non c'è niente di più bello (e per me anche rilassante) di perdersi tra i banchetti e vedere la città che si sveglia, e poi toccare toccare toccare e iniziare a conoscere i tessuti: le etichette purtroppo mancano spesso. Il mio consiglio inoltre è quello di osare, non avere paura di iniziare perché questo mondo è aperto a tutti ma di non sottovalutarlo perché vendere vintage non è per tutti. C'è una mole di lavoro enorme dietro, c'è tanta ricerca, bisogna girare molto e questo richiede impegno e soprattutto passione."

Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi? 

"Non potrei essere più d'accordo! Il vintage può davvero salvare il mondo! È una scelta sostenibile, riciclare e riutilizzare vestiti vintage significa non solo aiutare il pianeta senza alimentare la produzione di altra moda usa e getta, ma anche avere qualcosa di originale, unico! E poi le sensazioni che genera un abito del passato sono indescrivibili, vuoi mettere con un abito delle grandi catene della fast-fashion? Quest'ultimo non durerà mai trent'anni neanche sotto una campana di vetro e soprattutto perché comprare una replica quando puoi avere l'originale in un tessuto di qualità, indossato in passato da una donna pazzesca e magari alla metà del prezzo? "

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