Il vintage come sperimentazione tra sogni e realtà: intervista ad Annalisa

Cari vintagers,

oggi facciamo quattro chiacchiere con Annalisa che in app trovate con il nome utente @annalisamandarina85

Il suo amore per il vintage nasce dalle sue passioni più grandi, il cinema e l'equitazione, da cui trae spunto per il suo stile ricercato ed elegante con una punta di austerità e bon-ton.

Buona lettura!





Ciao Annalisa, benvenuta in community. Raccontaci come è nato il tuo profilo @annalisamandarina?

"Buongiorno a tutti, intanto vorrei ringraziare per avermi dato l’opportunità di poter parlare un po’ di me su questa piattaforma. Il mio profilo su Vintag nasce dalla voglia di sperimentare più campi possibili inerenti alle vendite di abbigliamento e oggettistica. Ho cominciato da meno di un anno a vendere abbigliamento su piattaforme internet differenti e quando ho conosciuto Vintag ho pensato fosse una vetrina perfetta in quanto vendo prevalentemente abbigliamento vintage."


La tua è una selezione femminile che ricopre più epoche. Come scegli gli abiti che proponi in vendita?

"La selezione dei miei vestiti prende inspirazione da tutte le passioni influenti che ho nutrito nella vita e che sono molteplici, ma quelle più determinanti sono state due: l’equitazione ed il cinema. Da Vivien Leigh nei panni di Rossella O’Hara, a Judi Garland nei panni di Dorothy Gale, ed il suo “Mago di Oz”, passando per Isabelle Adjani in” Nosferatu, il principe della notte”, Kate Winslet e Whoopi Goldberg ed ancora Lina Wertmuller che con grazia e sapienza ha regalato pellicole italiane di grande spessore culturale con personaggi forti e debolezza al tempo stesso. Tutte queste donne, ed altre, hanno formato il mio stile interiore e fisico . L’equitazione, invece, è stato lo sport della mia vita, 20 anni di sacrifici e abnegazione nel quale lo stile tecnico e visivo facevo da copertina ad una preponderante umiltà e rispetto di fondo. Il rigore e l’eleganza nel vestiario era rigore ed eleganza nelle azioni. Così il mio stile bon-ton e femminile , un po’ da principessa un po’ da Lolita, trova fondamenta in una vita tra sogno e concretezza. Tra figure femminili di grande forza con una piccola parte di civetteria ma mai banalità. In questo il vintage ha decisamente rivoluzionato il mio modo di vivere gli outfit migliorandoli e valorizzandoli."



Da quanto tempo ti occupi di vintage e cosa ti piace di questo mondo?

"Mi occupo di vintage direi da sempre perchè ho sempre pensato di essere nata in un’ epoca storica abbastanza infelice che non rispecchia il mio stile di vita, quindi mi solo dilettata alla ricerca di capi particolari durante i miei viaggi . A Parigi (circa 15 anni fa ormai) ho conosciuto i primi negozietti vintage ,i più erano a bassissimo costo, ed ho arricchito così il mio guardaroba. Da quasi un anno vendo parte delle cose che ho comprato negli anni, su internet ho imparato molto ed ogni giorno è differente in questo mondo. Coltivo il sogno di avere un locale fisico tutto mio dove accogliere le donne come si faceva una volta, in modo personale ed educato,nel quale vendere abbigliamento vintage mixando più stili e trovando quello più adatto alle esigenze della persona specifica. Un vestito non mai solo un vestito, per me."


In particolare a quale epoca sei più appassionata?

"L’epoca che più mi appassiona da sempre è sicuramente “L’Epoca Vittoriana ”. Un momento storico di cambiamenti molto particolari nella vita della donna nel quale si adottò un culto della bellezza perfetta che si sposava alla consapevolezza di una vita breve. La nascita della così detta “Consumptive chic” ovvero la moda di make up, prodotti di bellezza e abbigliamento che ricordassero la fisionomia di una donna affetta da Consunzione, che quindi poi passa a miglior vita, divenne sinonimo di vera bellezza ed espressione. Lo stile decadente negli abiti scuri ed elaborati o il trucco vampiresco mi hanno sempre affascinato tantissimo,e ovviamente tutto quello che di storico e bizzarro avvenne in quel periodo,l’ultimo che identificava la bellezza della donna con capelli fino alle caviglie e pelle diafana . Nonostante la mia grande passione per questa epoca, i miei capi si ispirano agli anni ’50 / ’60 per gusto e per il modo in cui sanno valorizzare il mio corpo: il corpo di una donna moderna ma elegante."



C’è un anneddoto o una storia su un tuo oggetto che ci vuoi raccontare?

"Un aneddoto bello su oggetto vintage che vorrei condividere è sicuramente quello di un regalo speciale ricevuto da mia nonna materna che si chiamava Flora. Si tratta di una bambola in panno Lenci che fece confezionare per il mio tredicesimo compleanno quando la Lenci decise di chiudere i battenti per fallimento. Questa bambola che mi assomigliava in tutto, nella fisionomia, nel viso con il broncio un po’ malinconico e nel suo vestitino da marinaretta, divenne un pezzo da collezione arricchito dal suo valore sentimentale e dai materiale preziosi. Ad oggi le bambole Lenci sono esposte nei musei e sono prodotti per collezionisti, ma la “Piccola Me”(ribattezzata così per la somiglianza impressionante alla sottoscritta ) rimane nella sua confezione originale di cartone , tenuta con cura a casa e visibile a pochi."


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Vintag ha la missione di diffondere il vintage in ogni sua forma ed io non sono solo d’accordo con questa visone ma ne sono entusiasta poiché finalmente, anche in Italia, esiste una sensibilità su questo argomento ancora incompreso. E’ importantissimo che passi ed arrivi a più persone possibile il messaggio che, il vintage, sia un valore aggiunto a tutto; può essere un capo o un oggetto distintivo che arricchisca il nostro stile ; può essere una questione etica sul rivalutare la fast-fashion e tutto i danni ad essa legati ,come lo sfruttamento della forza lavoro ,forza lavoro che è prevalentemente femminile ; può essere rispetto della natura dando nuova vita a capi antichi così da avere meno inquinamento ; può essere risparmio economico pagando meno prodotti che hanno una qualità maggiore ed in questo devo dire che chi vende abiti vintage dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e adottare il prezzo più giusto possibile non scoraggiando gli utenti all’acquisto. C’è sempre un motivo giusto per comprare il vintage e far continuare una storia." Per scaricare Vintag clicca qui

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