Il vintage come rappresentazione del bello: intervista ad Alberta Spezzaferro

Cari Vintagers,

oggi facciamo quattro chiacchiere con Alberta, direttrice creativa di @sitenne.

Alberta è semplicemente esplosiva, e SiTenne rappresenta la sua anima a tutto tondo, è un laboratorio di idee oltre ad essere un negozio vintage, di costumi, e di consulenze outfit.

Buona lettura!




Raccontaci come nasce il tuo Vintag shop @sitenne?

"Il nostro è prima di tutto un negozio reale, SiTenne, che nasce da un'idea di mia madre. Inizialmente lo aveva pensato come una casa, uno spazio dove fare acquisti e prendere un thè. Poi nel tempo ha preso sempre più la forma di un laboratorio di idee. Adesso ci occupiamo con il mio socio, Valerio Iacobini, di tanti progetti oltre alla vendita di articoli di abbigliamento vintage."


La tua è una selezione femminile che comprende varie epoche. Come scegli gli abiti che proponi nel tuo shop?

"Ho un amore viscerale per il sartoriale, quindi il mio occhio cade sempre su q uesto tipo di capi... mi piace studiarli, riconoscere le stoffe e la composizione. Una delle mie passioni è girare il capo al contrario e vedere la struttura come un architetto guarda una planimetria. La nostra selezione comprende anche l'industriale e in questo caso ho preferenze per i tessuti naturali o per il sintetico di qualità: anche qui ci sono differenze enormi. 

Mi faccio spesso consigliare dalle mie clienti giovani per capire le tendenze del momento, personalmente non so mai davvero che cosa vada di moda. Mi piacciono le fantasie optical e geometriche, il floreale e i colori accesi. Per i modelli non ho preferenze, anche se gli abiti a trapezio e i cappotti a 3/4 hanno uno spazio speciale nell'armadio del mio cuore.

Una cosa interessante è che spesso il vintage di alcune epoche è di piccola taglia, quindi è una sfida cercare il corpo giusto. Il mio divertimento è trovare la persona giusta perché lo stesso abito può essere indossato bene da tante donne diverse ma solo una di loro esclamerà "è il mio"."


Sappiamo che sei un esperta di storia del costume. Che cos’è per te il vintage?

"Non mi ritengo un'esperta del costume, ma piuttosto una consulente di vintage... del resto considero la Storia del Costume parte della Storia dell'Arte, disciplina in cui sono laureata. 

Ho avuto tante esperienze diverse nel mio lavoro dal teatro alla comunicazione artistica, e le mie molteplici professioni mi hanno permesso di conoscere costumiste e sarte bravissime, che nel tempo mi hanno insegnato tante cose senza che avessero a loro volta studiato la Storia del Costume... eppure ne sapevano più di un libro. 

Ecco... il vintage per me è esperienza, è una parte importante per capire la storia sociale è uno studio antropologico: il cambiamento delle forme nella sartoria corrisponde sempre al cambiamento delle esigenze delle donne e degli uomini nel corso tempo. Il vintage rappresenta il bello che potremmo continuare ad essere. È interessante osservare come abbiamo cominciato a preferire forme scomode, rinunciando anche alla classe. I prodotti di oggi per me sono lo specchio di consumatori meno attenti. La cosa dovrebbe far riflettere."

Cosa non può mancare nell'armadio di una perfetta Vintagers?

"Ahahah... non saprei... io ho un armadio minimale, ma sicuramente non dovrebbe mancare un abito rosso, un cappotto rosso, scarpe rosse borsa rossa... incredibile... se ci pensi il rosso è il colore più sexy e meno indossato dalle donne!"


Hai un ricordo o una storia legate al vintage?

"Ho tutta la mia infanzia legata all' usato che poi comprendeva anche il vintage. Quando guardo le mie foto da bambina sembro uscita da un film d'epoca. Mia madre ha gusto e la passione per gli abiti belli, per i colori, per i ricami demodé."


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"È  il motivo per cui sono sulla vostra piattaforma, perché credo che l'informazione e l'insegnamento del passato possano aiutare le nuove generazioni a comprare meglio. Dico sempre alla mie bambine che vestire bene serve a pensare bene a mangiare bene... insomma è un elemento importante per sviluppare la propria individualità. 

La massa in certi casi mi spaventa: a me piacciono le differenze, gli stili originali e, perché no, anche gli eccessi."


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