Il piccolo mondo delle Polly Pocket

di Anna Rita Caddeo


Cari Vintagers, oggi la nostra macchina del tempo ci porta negli anni ’90 per parlare delle Polly Pocket, le mini bamboline che vivevano all’interno di coloratissimi cofanetti color pastello, e che in quegli anni divennero un vero e proprio cult per i bambini. Buona lettura!



Da portacipria a casetta per le bambole è un attimo La storia delle Polly Pocket ha inizio nel 1983 ed è molto curiosa. Nasce, infatti, dall’amore di un padre, il disegnatore inglese Chris Wiggs, verso sua figlia Kate. Un giorno Wiggs decise di fare di un portacipria una minuscola casa delle bambole che la figlia avrebbe potuto portare sempre con sé. Probabilmente l’uomo, quando realizzò il piccolo scrigno tascabile, non pensò minimamente che potesse riscuotere il successo che ottenne qualche anno dopo, divenendo un vero e proprio cult per i bambini di quegli anni. Il suo progetto, infatti, fu acquistato dalla Bluebird Toys, azienda di giocattoli con sede a Swindon in Inghilterra, che distribuì le prime serie di Polly Pocket nei negozi a partire dal 1989. Nei primi anni ’90 la Mattel, in accordo con la Bluebird, decise di distribuire in esclusiva il marchio, e nel 1998 ne divenne l’unica proprietaria.



Polly Pocket: un mondo mini e super colorato Chi è stato bambino negli anni ’90, sicuramente ricorderà come erano fatte le Polly Pocket. Le deliziose bamboline, alte appena 2,5 cm e tutte differenti le une con le altre, vivevano all’interno di un cofanetto in cui era stato ricreato un mini mondo con un’ambientazione sempre diversa e ricca di sorprese. I cofanetti erano di tante forme (stelle, cuori, foglie, fiori ecc.) e dimensioni, ed erano tutti caratterizzati dalla cura per i particolari e per essere estremamente colorati, così da dare l’idea di un mondo vivace e spensierato. Quando, nel 1998, il marchio divenne di proprietà della Mattel, le Polly Pocket subirono sostanziali modifiche partendo dal nome, trasformato in Fashion Polly, e dalle dimensioni che divennero più grandi. La plastica rigida con cui erano fatte venne sostituita con quella flessibile, inoltre furono dotate di abiti e accessori moda intercambiabili. Insomma, con la rivisitazione, le mini bamboline degli anni ’90, smisero di essere tascabili e si avvicinarono più a delle fashion doll.

Gli spot Polly Pocket Come dimenticare gli spot delle Polly Pocket degli anni ’90? Protagoniste deliziose bambine che giocavano nella loro cameretta con le mini bambole. Come tutti gli spot di quegli anni, come sottofondo c’era una canzoncina orecchiabile che divenne ben presto un tormentone con quel “Polly Pocket” ripreso dalla vocina fuori campo che faceva eco. Le pubblicità terminavano sempre con il payoff del marchio che diceva: “tutto un mondo a portata di mano, da Mattel”.




Polly pocket: i collezionisti Tra i giochi del passato che valgono di più ci sono le Polly Pocket. I collezionisti pronti a spendere cifre da capogiro per accaparrarsi qualche set di valore sono tanti. Le versioni più ricercate delle Polly Pocket, sono le primissime, ovvero, quelle distribuite dalla Bluebird Toys: pensate che un kit originale di questo marchio può valere più di 600 euro. Se siete dei collezionisti o semplici appassionati di queste bamboline, vi invito a curiosare nell’app di Vintag, in cui sono presenti diversi esemplari.

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