Il mondo delle schede telefoniche

di Anna Rita Caddeo

Tra le cose del passato che le ultime generazioni non hanno conosciuto, ci sono le schede telefoniche. Prepagate, con un valore variabile corrispondente al prezzo di vendita, consentivano di effettuare chiamate nei telefoni a cabina, anche questi ormai appartenenti al mondo dei ricordi. Pratiche e colorate: da semplice mezzo di pagamento, negli anni ’90 divennero una vera e propria ossessione per i collezionisti.

La prima “carta telefonica” (così si chiamava fino agli anni ’90) fu immessa nel mercato nel 1976 dalla Sip (Società Italiana per l’Esercizio Telefonico) e fu denominata Sida, dal nome dell’azienda produttrice dei telefoni pubblici. Nacque in sostituzione dei mitici gettoni, in quegli anni oggetto di furti, ma anche per una questione di comodità: avere una scheda sottile e leggera da infilare in tasca era molto più agevole che riempire il portamonete di tanti “spiccioli” ingombranti.

Le carte Sida erano bianche con scritte blu, con al centro una banda magnetica verticale. Poco dopo divennero gialle e blu sempre con la banda magnetica verticale al centro.

La diffusione delle carte telefoniche si ebbe a partire dal 1987, in concomitanza con la sostituzione delle vecchie cabine telefoniche (che accettavano solo monete e gettoni), con le nuove, chiamate Rotor e prodotte dalla Urmet, la stessa azienda che brevettò la banda magnetica orizzontale che in quegli anni sostituì la verticale. Anche le carte di questo periodo erano molto semplici.

Nel 1994, in contemporanea con il passaggio da Sip a Telecom Italia (attuale Tim), le nostre amate tessere telefoniche subirono un vero e proprio restyling, a partire dalla dicitura principale che passò da “carta” a “scheda”. La parte frontale venne utilizzata dalle aziende per apporre delle immagini pubblicitarie, venne inserita l’indicazione del produttore, la tiratura (numero di copie prodotte di una determinata scheda) e la banda colorata (una per ogni taglio).

Tutte queste novità portarono alla nascita del collezionismo, molto in voga soprattutto tra i più giovani. In quei tempi le cabine venivano letteralmente prese d’assalto dai ragazzini che, spesso, per accaparrarsi una scheda, rimanevano ore e ore appostati in attesa che un utente terminasse la chiamata.

Tra le serie di schede che si ricordano maggiormente, troviamo quelle con le fasce orarie, la serie trottole (impossibile da completare perché vennero prodotte tantissime varianti), le “turistiche” in cui vi erano riprodotti i principali monumenti italiani, la serie dei calciatori delle figurine Panini, quella dei Mondiali di calcio del 1990 e quella delle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Anche voi facevate la collezione? In vendita in App potete trovare tante schede telefoniche che potrebbero aiutarvi a completarla o semplicemente per fare un meraviglioso viaggio nei ricordi!



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