Il Corvo - The Crow (1994)

di Annalisa Villa


“Io credo che da qualche parte vaghino le anime irrequiete che portano il peso della loro disperazione.”

Ciao a tutti Vintagisti e amanti del cinema, per questa settimana ho deciso di portarvi un film iconico dei compianti anni ’90.



La trama

Siamo al 13 Maggio del 1994 e nelle sale cinematografiche statunitensi esce il film: Il Corvo (The Crow).

Questa pellicola diventa subito campione di incassi al botteghino e la gente non vede l’ora di vederla. Le ragioni di questo interesse sono molteplici, ma la prima ed anche la più importante delle motivazioni è che il protagonista del film ha perso la vita proprio durante le riprese… ma andiamo per gradi.

Per quei pochissimi lettori che ancora non hanno visto questo film dirò che la trama è abbastanza semplice quanto innovativa per l’epoca. Il protagonista del film è Eric (Brandon Lee) che vive in un quartiere immaginario malfamato degli Stati Uniti insieme alla sua amata Shelly. Una sera Eric rientra a casa e trova la fidanzata aggredita da una banda di malavitosi che, dopo averla stuprata e uccisa, accoltellano il giovane e lo lanciano dalla finestra del palazzo. Un anno esatto dopo questo tragico evento Eric torna dal mondo dei morti per vendicarsi di coloro che gli hanno rovinato la vita e mettere un po’ d’ordine nella città logorata dalla delinquenza. 



Il simbolo della sua rinascita è proprio un corvo: l’animale oscuro e onirico gli permette di essere invulnerabile e molto forte. Eric si dipinge la faccia di bianco e nero e come un giustiziere mascherato si addentra nella città trovando uno per uno i malavitosi che lo hanno ucciso. Il ragazzo ritroverà anche una sua cara amica che da sempre frequentava lui e la sua fidanzata: la piccola Sarah. La ragazzina, triste per la sua vita disordinata, aveva trovato nella coppia un punto di riferimento e dalla loro morte non si era mai ripresa. Quando si sparge la voce in città che un ragazzo sconosciuto sta mietendo vittime all’interno del giro malavitoso, il capo banda prende provvedimenti. Egli capisce che per fermare il giovane deve prima annientare il suo corvo e non perde tempo per attirarlo in una trappola. 



La colonna sonora

Questa pellicola è diventata oggetto di grande culto negli anni ’90 ma che perdura nel tempo. Pochi sanno che il film è tratto da un fumetto del 1981 di James O’Barr e presenta delle leggere variazioni dal personaggio originale. Quello che colpisce maggiormente del film è la totale assenza di colori in una atmosfera quasi unicamente oscura e molto dark che prendeva ispirazione dagli anni ’80 e soprattuto dalla musica di quel periodo. La colonna sonora ha contribuito notevolmente alle atmosfere cupe del film. Essa è caratterizzata dalle sonorità della cosiddetta darkwawe che si è sviluppata a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Uno dei gruppi più rappresentativi di questo genere musicale, The Cure, scrisse una canzone apposta per il film, dal titolo “Burn”. Eric Draven, è un musicista dark e non è un caso che sia presente una cover di “Dead Souls” dei Joy Division, capostipiti del genere, realizzata dai Nine Inch Nails, gruppo molto in voga nella scena underground degli anni 90. Altri grandi artisti, di altri generi musicali, hanno arricchito la colonna sonora, raccolta poi in un disco che ha venduto milioni di copie. Tuttavia il film forse avrebbe avuto meno impatto sociale tra i giovani se non ci fosse stata la disgraziata morte di Brandon Lee durante le riprese del film.




La morte di Brandon Lee

Figlio del famosissimo attore e artista marziale Bruce Lee, era un giovane promettente attore dal fascino innato. Durante le riprese de Il Corvo, per una disattenzione sul set, gli furono sparate pallottole vere al posto di quelle finte usate per le riprese. Il ragazzo morì sul colpo a pochi giorni dalla fine delle riprese ed il film fu “aggiustato” usando delle controfigure per alcune scene. Fu ovviamente un trauma la sua morte in particolare per l’attore che gli aveva sparato concretamente, che mai più si riprese. 

Una pellicola maledetta diventata un autentico cult e che ancora oggi vanta un grande successo. Negli anni furono fatti dei sequel a questo film, ma diciamo che possono essere tranquillamente messi nel bidone della spazzatura virtuale. Anche perché non tutti possono farsi un make up dark ed essere Brandon Lee… e come disse un altro corvo ancora più famoso: “Mai più.”



Piccola curiosità: molto spesso la gente erroneamente identifica un momento preciso del film dove appare la sparatoria dei ragazzo che lo portò alla morte. Questo fatto è falso perché ovviamente non fu mai fatta vedere agli spettatori questa scena in quanto prova di un reato. Questo genere di distorsione della memoria che porta a ricordare fatti mai accaduti creando falsi ricordi si chiama Effetto Mandela. 


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