Il colore viola (1985)

Aggiornato il: mar 9

di Annalisa Villa

Finché non riparerai al male che hai fatto a me, tutto quello che penserai andrà a finire in polvere.

In onore della festa della donna ho deciso, per il mese di Marzo, di portare film su piccole e grandi eroine delle pellicole. Ricordando a tutti che le donne non sono l’ombra di nessuno.

Oggi voglio parlarvi di un grandissimo pezzo di storia del cinema di Steven Spielberg, datato 1985, tratto dall’omonimo romanzo di Alice Walker: “Il colore viola”.

Questo film complesso e drammatico vede un cast principalmente femminile, nel quale ogni donna combatte con tutte le sue forze per essere libera.



La trama

Siamo ad inizio ‘900 negli Stati Uniti, la protagonista del film è la sedicenne Celie (Whoopi Goldberg) che vive con il padre e la sorella Nettie in una casa di campagna. Lei è molto giovane ma ha appena dato alla luce una bambina frutto di una violenza sessuale da parte del padre, bambina che verrà data subito in adozione.





Celie è una ragazzina taciturna, abituata ad abbassare la testa, ad obbedire al padre e agli uomini in generale poiché considerati superiori alle donne, ed in questo clima di forte sottomissione sarà data in sposa ad un uomo da poco vedovo molto più grande di lei: Albert.

Lui è una persona rozza e crudele che cerca una domestica o meglio una schiava da avere in casa, una persona che cucini, badi ai figli ed esegua ogni sua richiesta. Celie non vedrà mai questo uomo come marito ed infatti lo chiamerà sempre Mister, in segno di forte sudditanza a lui. L’unica persona che rende felice questa ragazza è la sorella Nettie: sorridente, intelligente e piena di vita, sarà lei a chiedere ospitalità a Celie perché preoccupata delle attenzioni disdicevoli del padre. Albert acconsente ad accogliere la ragazza ma solo per potersi approfittare di lei in un secondo momento, cosa che non si concluderà mai per rifiuto di Nettie e, a quel punto, sarà cacciata di casa e separata per sempre dalla sorella. Nel dolore del distacco, Nettie promette a Celie che le scriverà e nulla potrà allontanarle realmente.



In una totale solitudine Celie si ritrova accanto ad un uomo violento che cerca di toglierle la dignità con offese verbali e fisiche, ma che non sarà mai in grado di toglierle la speranza di vivere.

Gli anni passano, ed i cambiamenti stentano a vedersi nella vita della protagonista, tuttavia una sera incontrerà una figura fondamentale per il suo futuro: la cantante Shug Avery. Lei è l’amate di Albert, anche se non nutre un reale sentimento per lui, e da subito sarà sgarbata con Celie che, nonostante questo, sarà affascinata dal suo carisma di donna indipendente, tanto da entrare nelle sue grazie.




Shug non sarà l’unica donna forte della storia, troveremo anche Sofia (Oprah Winfrey) sposa del figlio di Albert, dalla personalità decisa e dalla lingua tagliente, che dopo aver ricevuto uno schiaffo dal marito, non esiterà nel ridarlo indietro come segno di eguaglianza col mondo maschile.

Celie impara dalle donne accanto a lei ad alzare la testa ed essere indipendente. Nella storica scena dove si alza dal tavolo e punta un coltello alla gola del marito, troviamo una persona completamente nuova. Una donna risoluta e forte che ha covato per anni il desiderio di ribellarsi e finalmente ci riesce senza però cadere in quella violenza che a lei era stata riservata, mentre abbandona il marito gli dirà: “Io sono povera, sono negra, sono anche brutta… ma buon Dio, sono viva, sono viva!”

La sua storia non finisce qui, ma vi lascio la curiosità di scoprirla con i vostri occhi.




La critica

“Il colore viola” è un film drammatico, stupendo, girato dal maestro Spielberg ed interpretato da Whoopi Goldberg, ad inizio della sua carriera, che stupisce per l’immensa bravura e grande dignità. Non è solo la storia della vita di Celie, ma è una finestra sulla vita di tante donne che come lei hanno dovuto reagire a soprusi resi normali dalla società. So che vi innamorerete del suo personaggio e della sua bellezza non convenzionale.




Questa pellicola è un racconto delicato quanto doloroso in un mondo apparentemente lontano dal nostro. Il tema della violenza, degli abusi e del razzismo, visti con gli occhi di quella che era la parte “debole” della società, prende una valenza ancora più forte e sensibilizza lo spettatore in un viaggio dentro a cuori feriti che si trasformano in spiriti risoluti e capaci.

Narrare le difficoltà di essere una donna, rimane un tema attuale. Sì, perché essere donna non è mai facile, lo sappiamo tutte, sgomitare una vita intera cercando di avere pari diritti e pari opportunità rispetto agli uomini è frustrante, ma non abbastanza da fermaci e da permettere che ci venga offerto qualche cosa di inferiore a quello che meritiamo.


In questa festa della donna io auguro a tutte di sentivi speciali e soprattutto di coltivare solidarietà una con l’altra, giudicandosi di meno e rimanendo unite: W LE DONNE!





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