Game Boy: la storia di un gioco diventato leggenda

di Anna Rita Caddeo


Cari Vintagers, oggi vi raccontiamo la storia del Game Boy, la console portatile della Nintendo che ha venduto oltre 100 milioni di pezzi e che, col tempo, è divenuta un’icona vintage molto ricercata dai collezionisti. Buona lettura!




La nascita della console

Poco più di trent’anni fa il team Nintendo Research & Development 1, guidato da Gunpei Yokoi e Satoru Okada, creò il Game Boy. Sviluppato come successore dei Game & Watch, il dispositivo venne lanciato nel mercato giapponese il 21 aprile del 1989 e il 31 luglio dello stesso anno negli Stati Uniti. In Europa arrivò il 28 settembre del 1990.


… un inizio non proprio stellare!

Il prototipo del Game Boy fu chiamato con il nome in codice di “Dot Matrix Game” (gioco a matrice di punti), infatti, sul retro delle confezioni delle console appariva la scritta “DMG-01”. Il suo non fu un buon esordio. Inizialmente, infatti, la console non riscosse tanto successo tant’è che si guadagnò il nome dispregiativo di “Dame Game”, che in giapponese significa “non buono”, “senza speranza”.


Le carte vincenti della console

Nonostante il debutto non proprio roseo, la console non stentò a riprendersi. Al cospetto dei suoi concorrenti tecnicamente superiori, come Lynx di Atari, Game Gear di Sega e Turbo Express di NEC, il Game Boy riuscì a prevalere su tutti. A contraddistinguerlo furono una tecnologia e un design essenziale: questo

ne determinò il prezzo, accessibile più o meno a tutti. Inoltre, il Game boy era caratterizzato da una struttura forte e resistente, ciò consentiva ai genitori di figli incauti di non preoccuparsi eccessivamente dagli eventuali maltrattamenti. Rispetto ai concorrenti, inoltre, aveva una durata del gioco superiore, garantita dalle quattro batterie a stilo che gli consentivano di raggiungere circa 30 ore di autonomia. Anche i giochi contribuirono al successo della console. Qualche titolo? Tetris, Super Mario Land, Basseball, Alleyway e Pokémon: tutti giochi che hanno venduto milioni di copie.




Le versioni

Al suo esordio, la console portatile, era disponibile solo in grigio e bianco ed era dotata di 4 batterie. Nel 1996 nacque il Game Boy Pocket, una versione del gioco più compatta che prevedeva solo due batterie, questo determinò una durata del gioco inferiore rispetto alla versione originaria. Per avere lo schermo a colori si dovette attendere il 1998, quando venne lanciato il Game Boy Color. Nel 2001 uscì il Game Boy Advance: il primo Game Boy a 32 bit, considerato la versione tascabile del Super Nintendo. Nel 2003 nacque il Game By Advance Sp (special project) e nel 2005 la sua versione micro.




I modelli più ricercati dai collezionisti

Molti di voi sicuramente sapranno che alcuni modelli della console hanno, col tempo, acquisito un certo valore e sono molto ricercati dai collezionisti. I Game Boy che valgono di più, naturalmente sono quelli più rari, come quello totalmente realizzato in oro da Aspreys che costa 19.000 euro. Un’altra edizione rara è la Tezuka Osamu World Shop che vale circa 400 euro. Un modello molto ricercato è quello dedicato alla Fiorentina, realizzato per la stagione 1998/1999 che costa circa 3.500 euro. Tra i modelli meno rari ma comunque molto ricercati possiamo trovare i Game Boy Color: alcuni modelli possono valere fino a 1.500 euro.



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