Fred Buscaglione - Guarda che luna

"Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione".

E' il 1959 quando, stanco del suo personaggio di "duro", Fred ridiventa Ferdinando e incide "Guarda che luna". Il cantante ma anche attore torinese di nascita è sulla cresta dell'onda dagli inizi degli anni Cinquanta con pezzi che hanno stravolto il concetto di musica italiana: canzoni un po' strampalate che parlavano con ironia di "bulli e pupe", di New York e di Chicago, di duri spietati ma sempre in balia delle donne e dell'alcool. "Che bambola!", "Teresa non sparare", "Eri piccola così", "Love in Portofino" sono alcune delle canzoni che accrescono il mito di Fred Bruscaglione: niente aria ispirata, sofferente e romantico in stile musica leggera italiana di quei tempi, fatta di rime banalotte e non poco melense. Fred si presenta in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirato a Clark Gable, con la sigaretta all'angolo della bocca, i baffetti da gangster e le pose da duro viste nei polizieschi americani.



Una vita frenetica fatta di musica, di show televisivi, di film (ne girava anche tre al giorno) e degli immancabili night la notte dove suonava per ore e ore. Senza dimenticare i continui pettegolezzi apparsi sui rotocalchi che lo dipingevano come un tombeur de femmes e che gli attribuivano flirt con le attrici con cui recitava, soprattutto con Scilla Gabel e Anita Ekberg, tanto da spingere sua moglie Fatima a separarsi. Tutto questo probabilmente fa capire a Fred che è giunto il momento di alzare il piede dall'acceleratore, che è giunto il momento di ritornare ad essere Ferdinando.


Per la Cetra registra "Guarda che luna" assieme all'orchestra Asternovas, uno dei suoi ultimi successi purtroppo perchè un anno dopo morirà prematuramente in un incidente andandosi a schiantare con la sua Ford Thunderbird (che lui chiamava "Criminalmente bella", come una delle sue canzoni), contro un camion carico di porfido. La canzone, il cui inizio ricorda la Sonata "Chiaro di Luna" di Beethoven, è stata ripresa e imitata da moltissimi artisti da Milva a Fred Bongusto fino all'indimenticabile medley di Luciano Pavarotti e Irene Grandi al Pavarotti & Friends del 2000.

Iscriviti alla newsletter
Download vintag
  • Bianco Instagram Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco YouTube Icona
  • White Twitter Icon
  • White LinkedIn Icon
Informazioni

© 2020 by Vintag srl piva 03560201208 info@vintag.store