Extra-terreste portami via...

di Marcella Ottolenghi


Era il 1978, Eugenio Finardi cantava il suo appello “all’alieno”, ovvero, come ricordava nel 2010 in una intervista al giornalista Flavio Vanetti, autore del blog Mistero bUFO nel sito del Corriere della Sera, “il deus ex machina del nostro secolo, l’equivalente della divinità della tragedia greca che entrava in scena, calata dall’alto, e sistemava le cose…” Una fiducia nell’extra-terrestre che proveniva dai decenni precedenti, quegli anni Sessanta e Settanta della corsa allo spazio americana e russa, dei primi satelliti artificiali, dello sbarco sulla Luna, delle stazioni spaziali, di film come 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Solaris di Andrej Tarkovskij...

credit foto @Solari di Udine

Il mondo si affacciava fiducioso su un futuro di scoperte e di conquiste, che avrebbe portato innovazione tecnologica, forme nuove, materiali inediti. Il design – come del resto la moda, basti pensare ad alcuni travestimenti di David Bowie, agli abiti di Pierre Cardin e di André Courrèges, ai costumi di scena di Paco Rabanne per Jane Fonda in Barbarella – coglie al volo questo anelito mondiale. E lo traduce in positività e speranza, colore e bagliori metallici. Arredi, complementi e accessori si trasformano in oggetti futuribili dalle linee morbide e bombate. Alle mescole plastiche stampate, declinate a tinte forti – giallo, arancione, rosso fuoco, blu –, si accosta il metallo cromato, che riprende le superfici tecniche dei mezzi aerospaziali.



La tendenza coinvolge i designer di tutto il mondo. Negli Stati Uniti il finlandese Eero Saarinen disegna l’iconica Tulip Chair, usata anche nella sala comandi dell’astronave Enterprise della serie televisiva Star Trek del 1966 (prodotta da Knoll, azienda che realizzerà anche un tavolo per il set di 2001 Odissea nello spazio). O il terminal TWA dell’aeroporto JFK di New York, al cui interno svetta un plastico display orario a palette di Solari di Udine, mitico marchio italiano degli orologi a

scatto di cifra. In Italia si distingue Joe Colombo, che oltre a lampade e arredi ancora oggi in produzione – sua la spaziale Elda, considerata la prima poltrona di vetroresina stampata – progetta veri e propri abitacoli molto simili agli interni delle astronavi. Il danese Verner Panton crea l’ormai famosa e imitatissima sinuosa seduta che prende il suo nome, primo prodotto di sola plastica stampata, ancora oggi nel catalogo Vitra. L’ungherese, emigrato tedesco, Peter Ghyczy immagina

un ufo di poliuretano lucido e colorato che si apre e si trasforma nella Garden Egg Chair, pezzo raro e ricercatissimo dai collezionisti del design vintage.



Solo alcuni dei tanti possibili esempi da cui molti progettisti contemporanei, affascinati dallo stile Space Age, traggono ancora ispirazione. Una fascinazione per la dimensione siderale che non sembra mai scemare, se ancora in questi giorni la curiosa asta privata online Sculpted by Nature: Fossils, Minerals and Meteorites di Christie’s propone un gruppo di diciotto scultoree meteoriti, modellate dalle forze extra-terrestri...




Iscriviti alla newsletter
Download vintag
  • Bianco Instagram Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco YouTube Icona
  • White Twitter Icon
  • White LinkedIn Icon
Informazioni

© 2020 by Vintag srl piva 03560201208 info@vintag.store