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E luce (di stile) sia!

di Marcella Ottolenghi

Stilnovo riedita la lampada Valigia, disegnata da Ettore Sottsass nel 1977: una piccola architettura ironica pensata per essere trasportata, che riprende colori e geometrie tipiche di molti progetti del designer fondatore di Memphis. Due archi portanti di tubo rosso lucido, una sottile lastra metallica nera opaca piegata come una volta a botte, una piccola maniglia superiore, ed ecco uno dei primi esempi di arredo nomade della storia del design contemporaneo.

Recentemente acquisita da Linea Light Group, l’azienda di illuminazione ha un glorioso passato, i cui frutti originali degli albori sono tuttora ricercati da tutti gli appassionati di modernariato e di apparecchi luminosi vintage. Fondata nel 1946 a Lainate da Bruno Gatta, Stilnovo è stata infatti la prima realtà industriale italiana a dominare questo settore nel dopoguerra, attirando e coinvolgendo nei decenni successivi coloro che sarebbero diventati i maestri del design made in Italy. Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, De Pas D’Urbino Lomazzi, Ettore Sottsass, Cini Boeri, Gae Aulenti sono solo alcune delle firme che a partire dalla fine degli anni Sessanta hanno arricchito il suo catalogo, con pezzi diventati icone memorabili. Tra i tanti basti ricordare il tubo con snodo ispirato alle ginocchiere delle tute dei primi astronauti Periscopio, la lampada ottenuta da un solo stampo che permette due diversi effetti luminosi a seconda della posizione sul tavolo Lucetta, lo stra-imitato Topo, il precursore nell’utilizzo della gomma Fante, il minimale “elmetto inglese” Lampiatta... Prima di loro c’era stato il repertorio di lampade senza firma dell’ufficio tecnico interno guidato da Gaetano Scolari, altrettanto improntato a una reale logica industriale e a una progettazione di qualità (particolarmente avanzati per essere gli anni Cinquanta).

Valori e successi che non hanno tuttavia impedito nel tempo una lenta decadenza del marchio, chiuso a metà degli anni Ottanta e riportato alla cronaca qualche anno fa da un comitato scientifico di studiosi del design e di progettisti, capitanati dal critico Decio Giulio Riccardo Carugati. Che ne ha ripreso le redini produttive rieditando i capisaldi dei cataloghi storici, con l’intento di trasportare nel futuro i tratti distintivi di una produzione già agli albori innovativa e sofisticata. Un lavoro di ricerca simile a una “vera stratigrafia archeologica, un fotogramma dell’evoluzione industriale italiana dal dopoguerra ad oggi” che ha traghettato Stilnovo alla attuale nuova proprietà veneta, intenzionata a rilanciare questa piccola grande protagonista della storia dell’illuminazione moderna.


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