Dieta alternativa?

a cura di Barbara Canoci


Mangiate libri di cibernetica e insalate di matematica.

Di chi parliamo???

E se vi dico “alabarda spaziale”??

Ma si .. stiamo parlando del grande Goldrake o come venne chiamato erroneamente in Italia Atlas UFO Robot Glodrake; l’errore è dovuto al fatto che quando in RAI fecero arrivare la serie dalla Francia pensarono che la parola ATLAS facesse parte del titolo invece voleva dire “guida informativa” in francese.



Goldrake in pillole:

- La sigla italiana in 33 e 45 giri vendette milioni di copie e fu disco di platino.

- Fu il primo cartone animato in cui le donne hanno avuto un ruolo attivo. Prima Venusia e poi Maria fecero vedere che anche le donne possono combattere al fianco dell’eroe maschile con la stessa fierezza.

- Anche se pochi lo accettano -dato il grande amore che nutrono per Goldrake- non era intenzione di Go Nagai crearlo. Fu spinto dai colleghi a sfruttare il fenomeno degli U.F.O. che tanto piaceva in America per ottenere più consensi anche in occidente. Non a caso, Goldrake è il più amato in occidente dei suoi Mecha, mentre in Giappone impazziscono ancora oggi per Getter Robot e Mazinger Z.

- Goldrake non fu mai considerato un cartone animato per bambini. Infatti come Lady Oscar venne considerato un “film animato per adulti” e trasmesso nell’orario dedicato alle telenovelas.

- Fu aspramente criticato da Dario Fo e Alberto Bevilacqua come violento e istigatore di violenza. Come già accaduto per altre creazioni di Go Nagai. Tipo Devilman e Mazinger Z.

- Gianni Rodari fu invece un suo sostenitore e quando il cartone animato fu sotto attacco lui disse: “Cerchiamo di far parlare i bambini di questo Ercole moderno.Il vecchio Ercole era metà uomo e metà dio, questo in pratica è metà uomo e metà macchina spaziale, ma è lo stesso: ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l’affronta e la supera. Cosa c’è di moralmente degenere rispetto ai miti di Ercole?

- La prima puntata fu trasmessa su RAI 2 il 4 aprile del 1978 alle 18.45.


Oltre queste curiosità va detto che Go Nagai, con i Mazinger, Goldrake, Jeeg Robot, è il più grande esponente del genere Mecha, ma non il primo; Nel 1956 l'autore di manga Mitsuteru Yokoyama immagina che, durante la II Guerra Mondiale, uno scienziato giapponese, il dottor Kaneda, stia studiando una super-arma da utilizzare contro gli Alleati. Dopo ventisette tentativi falliti completa il suo capolavoro: il Super robot 28 (Tetsujin 28-go, "Uomo d'acciaio 28").



In ogni caso questi cartoni animati o, come vengono chiamati oggi, “anime”, sono stati i compagni di pomeriggi di gente come Guillermo del Toro, che ha tratto ispirazione, assieme ai "kaiju movie", per il suo Pacific Rim: un omaggio, ufficializzato dai ringraziamenti nei credits del film, ad un genere nato mezzo secolo fa e con elementi costitutivi precisi e riconoscibili.


Chiudo dicendo che il collezionismo orbitante attorno al genere Mecha è smisurato, basti pensare a Gundam con tutti i kit di costruzione che esistono. Oppure agli angeli Eva di Neo Genesis Evangelion. Ma sapete che dal Giappone sono arrivate in Italia scatole contenenti versioni metalliche di questi robottoni, i Chogokin, che hanno quotazioni altissime nel mondo dei collezionisti, per non parlare poi del modellino magnetico di Jeeg Robot degli anni 80... ma basti pensare ai numeri che muovono fiere come Lucca Comics dove action figure o modellini metallici vengono venduti a cifre importanti.


Pazzesco ... già scrivendo di Jeeg Robot mi viene in mente la sigla ... erano sigle epiche che ti davano la carica e parlavano di umanità intera e non di razze.... e pensare che vengono etichettati come violenti.......


“corri ragazzo laggiù

vola tra lampi di blu

corri in aiuto di tutta la gente

dell'umanità

corri e va per la terra

vola e va tra le stelle

tu che puoi diventare Jeeg”



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