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Design dal profondo nord

di Marcella Ottolenghi

credit foto @ casa-studio di Åke Axelsson, foto Bastian-Birk-Thuesen

Il design nordeuropeo indaga su parte delle sue origini – allo Stedelijk Museum di Amsterdam la mostra From Thonet to Dutch Design, al Bygning A di Copenhagen una esposizione sul lavoro dello svedese Åke Axelsson – e di conseguenza sull’imprinting che ha avuto, e continua ad avere, sull’immaginario di appassionati e di creativi di tutto il mondo. Oltre che sui paesaggi interni delle nostre case.

Ma in cosa si differenzia in realtà il design dell’Europa del nord dal resto del panorama progettuale? In sintesi si potrebbero usare i termini che contraddistinguono il lavoro di Åke Axelsson: nitidezza della visione, enfasi sulla qualità, utilizzo responsabile delle risorse. Alla definizione del primo concetto concorrono il riferimento costante alla natura, la ricerca di una estrema pulizia formale e dell’eliminazione di qualsiasi elemento decorativo superfluo, la scelta di armonie cromatiche primarie. La tensione verso la qualità è data invece dal desiderio di non perdere mai di vista il valore dell’operato artigianale, dalla volontà di perseguire la propria tradizione secolare, dall’imperativo funzionale ed ergonomico. L’ultimo termine, la sostenibilità, discende in modo pressoché automatico dall’ambiente naturale e dalla geografia dei luoghi: paesaggi incontaminati da preservare, optando per materie prime – in primis il legno – facilmente disponibili, come si direbbe ora a km 0.

Lo stile scandinavo, nato negli anni Venti del secolo scorso, ma dilagato in tutta Europa e negli Stati Uniti a partire dal secondo dopoguerra, si distingue anche per una concezione armonica degli interni, in cui tutti gli arredi fanno sempre parte di un insieme coordinato. Ikea ne è l’evidente ultimo esempio temporale. Così, se una sedia di Breuer o degli Eames in una stanza con altri arredi, anche di epoche diverse, conserva una certa personalità “indipendente”, al contrario una seduta del profondo Nord risulta il più delle volte “spaesata”. Questo soprattutto per la decisa caratterizzazione organica del design, ma anche perché il più delle volte i mobili nordici storici ancora oggi in produzione sono nati ad hoc per precisi spazi architettonici. I mobili di Alvar Aalto, l’esponente forse più conosciuto del design svedese e più in generale di quello nordeuropeo, ne sono la prova: tutti i suoi famosi oggetti sono stati pensati per luoghi precisi da lui realizzati, come la biblioteca di Viipuri o il sanatorio di Paimio. A lui si deve la tecnica della curvatura del compensato di legno di betulla, che contraddistingue in primis i suoi lavori – tavoli e sgabelli – ma darà una forte impronta espressiva all’intera successiva produzione del Nord.


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