Dalla tecnologia al vintage: intervista a velvet80

Aggiornato il: 7 ago 2019

Cari Vintagers,

oggi facciamo quattro chiacchiere con Marianna che in app trovate con lo username @velvet80.

Nella vita è un istruttore Cisco Certified Academy: Marianna insegna ai ragazzi a diventare tecnici e assemblatori di computer anche attraverso il recupero di pezzi per l'assemblaggio di vecchie macchine e, nel tempo libero, coltiva la sua più grande passione per il vintage.

Inutile dirvi che il suo nick deriva da un binomio tra la musica e i tessuti. Velvet80 infatti nasce dal suo gruppo preferito i Velvet Underground e dal velluto che lei adora a cui ha aggiunto il suo anno di nascita.

Buona Lettura!



Ciao Marianna, benvenuta in community. Raccontaci come nasce la tua passione per il vintage e come è nata l’idea del tuo shop Velvet80?

"Ciao a tutti, ringrazio intanto Vintag per l’invito, che accolgo con grande entusiasmo. Ciò che oggi è diventata una passione, in realtà ha origini quasi ataviche. Mi è stato insegnato che non si butta via nulla e che ogni oggetto può essere utile per ogni evenienza. Vivo in una città che ha sempre conosciuto la crisi, in cui l’arrangiarsi diventa un’arte nobile, questo è un approccio tipicamente siciliano. Abbiamo legami di amicizia e familiari molto forti, di conseguenza, un oggetto regalato o appartenuto ad una persona cara diventa una presenza che accompagna la vita. La stessa sensazione si ha quando trovi un oggetto antico, se questo è sopravvissuto fino ai nostri tempi è solo perché qualcuno lo ha conservato con amore e rispetto. La passione per il vintage personalmente nasce da un approccio nostalgico.

Io amo cucinare per gli altri! Ma cosa c’entra?! Penserete voi , beh ! Mi piace in particolare preparare i loro piatti preferiti, è un modo per renderli felici e questo mi appaga. Spesso, quando l’occasione me lo permette, passo delle ore in cucina con le nonne o le zie di amici o conoscenti per “rubare” qualche ricetta di famiglia che a nessuno verrà tramandata. Per la stessa motivazione, da qui è nata, più che l’idea , la volontà di voler condividere queste sensazioni attraverso il vintage.

Per quanto riguarda il nome “Velvet” è ispirato ai “The Velvet Undenground” che ascoltavo da ragazza ma anche al fatto che mi piace il velluto come tessuto, per il numero “80” resta implicito l’anno di nascita."


La tua è una variegata selezione femminile che comprende abiti, borse e accessori. Quali caratteristiche deve avere un oggetto per poter essere messo in vendita nel tuo shop?

"Ogni oggetto nel mio shop è il risultato di attività di selezione, ricerca, restauro e recupero di un pezzo di storia. Come prima cosa guardo la qualità del tessuto, in generale non amo molto il classico purchè sia iconico. Sono attratta dai colori vividi e da modelli unici e stravaganti. Non scelgo mai le cose che potrebbero piacere agli altri (questo implicherebbe un approccio commerciale), al contrario scelgo sempre ciò che mi ispira personalmente."



Quale epoca ti rappresenta maggiormente?

"Dunque, l’epoca che caratterialmente mi rappresenta in assoluto sono gli anni 70, è quella che avrei voluto vivere, c’era un’unione di intenti, un’energia diversa che ha segnato grandi cambiamenti in tutti i settori con risultati difficilmente eguagliati in futuro. “Genesi e declino” come pensava il filosofo Anassimandro, vale a dire che la storia vede le civiltà raggiungere l’apogeo e poi la decadenza, oggi siamo in pieno declino culturale. Oggi è tutto una reinterpretazione, una mimèsi di ciò che è stato già creato. C’erano delle belle menti. Amo il genio creativo di stilisti come Ysl o Gianni Versace, in particolare la grande sensibilità di Yves Saint Laurent che poneva molta attenzione ai colori e alle donne. Non resisto però al trash anni 80. "


Che consigli ti senti di dare a chi si approccia al vintage per la prima volta?

"Ci sono dei valori culturali e delle motivazioni individuali alla base, l’amore per il vintage inteso come valorizzazione e ricerca del passato. In alcune persone, questi valori non sono intrinsechi come ho spiegato all’inizio. Tra la brutta copia e l’originale voi cosa scegliereste?

Oggi il vintage fa “tendenza”, ciò implica una contraddizione di fondo. Occorre fuggire quindi dagli stereotipi ed approcciarsi facendo una riflessione: tutti cerchiamo l’autenticità nel senso etimologico del termine, attingiamo al passato, perché non si è più in grado di creare valore, ed ecco che il Vintage diventa l'attributo di un oggetto di gusto e valore esattamente come un buon vino d’annata. Il possesso di un oggetto raro ed esclusivo è un’emozione indescrivibile. L’olfatto è uno dei cinque sensi che un amante del vintage utilizza di più, l’odore del vintage lo riconosci subito, ci sono delle emozioni olfattive conservate nella nostra memoria. Provate ad odorare i vestiti di oggi, sono tossici, persino le elettroniche non hanno più l’odore di una volta."



Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Beh, è senza dubbio una nobile missione per tutte le motivazioni che ho espresso prima, ma ce n’è una in particolare ed è quella più importante: riscoprire la cultura del risparmio a riavvicinarsi a quello stile di vita che avevano i nostri nonni, indotto sicuramente dall’epoca storica che hanno vissuto, per questo oggi occorre farlo con più consapevolezza ma basti guardarsi intorno per vedere che siamo al collasso, è diventato tutto insostenibile e gli effetti della ‘Fast Fashion Industry’ sono devastanti. Per realizzare un piccolo sogno occorrono gli strumenti per farlo e per questo ringrazio Vintag per l’impegno ed il supporto che ogni giorno contribuiscono a dare."


intervista a cura di Tamara Quadrelli



Iscriviti alla newsletter

© 2019 by Vintag srl

piva 03560201208

info@vintag.store

Download vintag
  • Bianco Instagram Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco YouTube Icona
  • White Twitter Icon
  • White LinkedIn Icon
Informazioni