Dalla chimica organica a YouTube: intervista ad Acido Citrico

Natalya Gomez in arte Acido Citrico, è una ragazza toscana ed è stata una delle prime youtuber che ha deciso di parlare di vintage e moda sostenibile.

Il suo punto di forza è la schiettezza che traspare anche dai suoi video e che le ha permesso di avere oltre 9000 iscritti al suo canale YouTube.

Grazie ai suoi look, che realizza impeccabilmente con pochissimi capi vintage, Natalya riesce ad essere sempre di tendenza e fonte di ispirazione anche per gli amici che continuano a chiederle consigli di stile.

Appassionata di vintage, non poteva assolutamente mancare nella nostra rubrica Vintag Important Person.


Buona Lettura!



Tu sei una YouTuber: come è nata l'idea di aprire il canale?

"AcidoCitrico è nato durante una sessione d’esami in cui non avevo più la testa per stare dietro a chimica organica. Poche persone su youtube Italia ai tempi parlavano di vintage, vestiti usati e moda ecosostenibile e nella vita reale le persone già mi chiedevano consigli riguardo ai posti dove trovavo i miei pezzi vintage e second hand. Una sera mi prese l’idea che forse potevo condividere le mie esperienze col mondo e che avrei reso più consapevoli altri riguardo a quanto sia importante fare attenzione a cosa indossiamo e da dove venga."


Hai un ricordo o una storia che ti lega particolarmente a un oggetto o un abito vintage?

"Sono molto legata al mio bomber vintage di Carrera.

Non ho un solo ricordo legato ad esso in quanto mi ha accompagnata in diversi momenti in questi anni: nelle pedalate in bicicletta sotto la pioggia, quando ho incontrato alcuni iscritti del mio canale a Torino, quando ho visto sul lungarno di Firenze i fuochi d’artificio per l’anno nuovo, e quando ho preso decisioni importanti. Ogni volta che lo guardo mi trasmette una forte sensazione di calore e sicurezza, ne sono molto affezionata."


E' nota la tua passione per la cultura Vintage c'è un periodo che ti piace maggiormente?

"Tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta, decisamente! E’ un’accozzaglia di stili e tipologie di vestiti che adoro mescolare tra loro. A volte preferisco uno streetstyle che richiama RUN DMC e l’hip-hop in generale, altre invece mi piace vestirmi in maniera carina e femminile come le gemelle Olsen, altri invece un po’ da Buffy l’ammazzavampiri!"




Un oggetto vintage per cui saresti disposta a fare follie?

"C’è da chiedere? Chanel 2.55 vintage e in condizioni perfette! Anche se ultimamente vorrei tantissimo uno zainetto in nylon di Prada... ed ho pure intravisto una bellissima Fendi rossa col monogramma in un negozio di vintage in centro che è da paura!"


Sappiamo che la tutela dell'ambiente è un tema a cui tieni particolarmente: abbiamo creato quest'anno il primo progetto di economia circolare in collaborazione con The Bridge e in questi giorni è partito il secondo in collaborazione con Carrera Jeans, quale ricetta consigli per un mondo più sostenibile?

"Se si parla di moda io dico sempre che il primo negozio che dobbiamo visitare quando vorremmo fare shopping è il nostro armadio.

Fermiamoci un attimo e pensiamo a quanti trend si ripetono e a quanti capi simili tra loro abbiamo, è uno spreco! Meglio prendere un pomeriggio e rovistare nell’armadio, magari anche quello dei genitori e dei nonni….

Scambiarsi i vestiti tra amici, prendere in prestito, barattare! Comprare le cose solo se necessario, preferibilmente usate o vintage, prediligere attività locali e che usano materiali ecosostenibili.

Sono consapevole del fatto che sia impegnativo ma piano piano s’impara."


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perché siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Se pensassi in maniera negativa direi “Siamo nella cultura usa-e-getta e non ci possiamo fare niente!” eppure ci sono sempre più movimenti come quello di Vintag, supermercati che aboliscono l’uso della plastica monouso, negozi di cibo e beni di prima necessità sfusi ed eventi di baratto e di scambio che ci dimostrano che c’è speranza.

In particolare nel mondo della moda, in cui negli ultimi decenni si creano indumenti non solo per un senso estetico ma soprattutto per il guadagno ad una velocità senza antecedenti, bisogna capire che abbiamo già fin troppi vestiti e tessuti in circolazione e che l’eccesso non sta facendo bene né a noi (vedi iperconsumismo e fenomeni affini) né al nostro pianeta (l’industria della moda è responsabile del 10% della Carbon footprint mondiale!).

Dobbiamo limitarci ed essere più consapevoli ed è per questo che app come Vintag sono perfette perché ci permettono di apprezzare la bellezza di un oggetto che sappiamo che ha già avuto una storia e continuerà a vivere con noi."


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