Dall'Olanda a Vintag: intervista a rosesandvintage

Aggiornato il: 4 dic 2019

Cari Vintagers,

la protagonista dell'intervista di oggi è Silvia che in app trovate con il nome utente di @rosesandvintage.

Da vera giramondo ha scelto Vintag per vendere le sue chicche vintage che seleziona con cura e passione per i dettagli fin da quando era bambina.

La sua esperienza all'estero le ha permesso di comprendere il valore del riuso e della condivisione con un occhio di riguardo alla sostenibilità.

Buona lettura!





Ciao Silvia, benvenuta in community. Raccontaci come nasce il tuo Vintagshop @rosesandvintage?

"Ciao e grazie dell'accoglienza su Vintag! Dal 2015 offro con Roses and Vintage una selezione online di capi esclusivamente vintage, databili tra gli anni 50 e gli anni 80, con poche eccezioni. La mia ricerca si svolge tra Paesi Bassi -dove vivo- e Italia, con qualche incursione tra Belgio e Francia. Tra gli olandesi poi ci sono folte comunità di stranieri da tutta Europa e oltre, perciò si moltiplicano le possibilità di trovare capi provenienti da ogni parte del mondo: adoro l’idea che un abito possa viaggiare tanto e poi essere io a dargli la possibilità di arrivare nel Bel Paese, grazie a Vintag!"


La tua è una selezione femminile incentrata soprattutto sugli anni ’70. Come mai questa scelta?

"E' vero, gli anni 70 sono la mia decade preferita per quanto riguarda l'abbigliamento, così come per la musica: due passioni di sempre, portate avanti assieme fin da quando ero davvero una ragazzina: le mie coetanee ascoltavano i Take That, io ero già persa per il rock e il folk dei primi anni 70. Questo mi portava a voler riprodurre lo stile di alcune icone musicali di quegli anni, a ricercare le camicie variopinte e i pantaloni di velluto a zampa come quelli che indossava Jimi Hendrix, le minigonne e gli stivaloni delle groupies, e tutti gli abiti lunghi a fiori e i cappotti di montone che in me evocavano lo stile romantico e campestre delle donne cantate nelle canzoni di Lucio Battisti. E' un'epoca piena di romanticismo bohemiènne che a sua volta guarda molto al passato, e non a caso i pizzi e i merletti antichi della biancheria in cotone dei primi 900 è un altro aspetto del vintage che curo da sempre. Tra stile hippie e stile glam, tutto questo è ancora vivo al di là delle mode. E' davvero difficile sottrarsi al loro fascino, poichè gli anni 70 prima di una moda sono un mood, un atteggiamento culturale anti-conformista, una forma di espressione al di là delle regole, e risiede nel nostro immaginario collettivo come un periodo di svolta in cui tutto era nuovo e tutto era possibile."


Come scegli gli abiti per il tuo Vintag shop? Che cosa ti guida nella scelta degli abiti?

"C'è stato un tempo in cui proponevo davvero tutto ciò che era anni 70, mentre oggi la mia ricerca è più selettiva, basata in primo luogo sulla manifattura. I pezzi artigianali o sartoriali sono quelli a cui tengo particolarmente. Non bado alle firme, un prodotto fatto a mano e con amore d'altri tempi è unico, è un oggetto vivo e ricco di storie da raccontare. Per questo amo in particolar modo i maglioni norvegesi in pura lana, i top ricamati dell'Est Europa, gli abiti etnici dall' Asia e dall'Africa, e per il pellame, le borse e le calzature metto al primo posto il Made in Italy. Tengo in conto anche la qualità delle stoffe di un tempo, come riscatto alla bruttura propinata dal fast fashion di oggi. Motivo per cui prediligo le fibre naturali, e mi concedo il sintetico solo se un abito è davvero iconico di quegli anni e mi lascia a bocca aperta per il taglio, la stampa e il modello. Infine lascio che la mia ricerca nel passato si contamini con i colori del presente e del futuro, affinchè il prodotto sia accattivante anche agli occhi di chi non si affaccia al vintage solo per collezionismo."


Sappiamo che sei un Italiana che vive nei Paesi Bassi, come sei approdata su Vintag?

"Sono approdata su Vintag per un bisogno di mantenere i miei contatti con l'Italia: mi trovavo già da anni su altre piattaforme dove mi sono sempre proiettata ad un livello internazionale, ma tornare a scrivere nella mia lingua, confrontarsi con i connazionali che hanno la mia stessa passione è bello, è rigenerante... E poi spulciare tra le chicche Made in Italy del passato, tra gli armadi di elegantissime mamme e nonne ai tempi della Dolce Vita che fu, è un piacere che ad oggi solo Vintag sa regalarmi!"



Cosa non può mancare nell’armadio di una perfetta Vintagers?

"La mia vintager o musa ideale ha un armadio costruito negli anni, collezionando gemme da luoghi esotici e dal passato. Ogni abito o accessorio che ti mostra è corredato da un ricordo o una storia bellissima, ogni acquisto è moderato e non c'è spazio per lo shopping mordi-e-fuggi. Ovviamente filtrando tutto attraverso il proprio gusto personale, ma io trovo irrinunciabili un paio di stivali anni 70/80 in pelle e un cinturone perchè sanno rendere più easy e più femminile anche il più serio degli outfit , poi una borsa stile Tolfa in cuoio -che, vi posso giurare, sono eterne- un cappottino anni 60/70 o un montone da sostituire al piumino, e un bel maglione color panna in pura lana. Per l'estate invece: una gonna in garza di cotone indiano, borsa di paglia e camicia da notte antica, di quelle di cotone bianco in pizzo, da accessoriare come fosse un vestito con sandali e un cappello. Ne ho un’anta completamente piena."


Hai un ricordo o una storia legate al vintage?

"Ho diversi ricordi legati alla mia ricerca vintage, tutti felici! Già a 15 anni ero una vera “Enfant terrible” del vintage :) e amavo acquistarlo quando ancora si chiamava solo “usato”. Al secondo anno delle superiori saltai una giornata di scuola all’insaputa di tutti per andare al mercatino di Via Sannio a Roma – si trovava a due ore di treno dalla mia città'.Da grande ci andai persino a vivere, a tre minuti a piedi da quel mercato. Per due anni, ho passato lì ogni mia mattinata libera, a rovistare tra i banchi. Qui in Olanda invece ho avuto la fortuna di scoprire cose preziose dal nulla. Un giorno a Den Haag, aprendo il cassetto del mobile antico di un rigattiere, ci ho trovato dentro uno scialle in seta minuziosamente ricamato a mano, un piano shawl databile tra il 1920 e il 1930. Un’altra volta ho trovato una scatola piena di foulard in seta, ne ho scelti una manciata e poi stirandone uno a casa mi sono resa conto che era un originale di Hermes. Non è tanto la conoscenza che ė importante nel vintage, quanto il gusto e l'amore che si hanno per le cose belle."


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

"Credo che, per ovvie ragioni che ormai tutti conosciamo, siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più permetterci di continuare a girare in questo vortice di consumismo usa e getta, che oltre ad essere per niente elegante, non è più sostenibile per il pianeta. Vivere nel nord Europa mi aiutata ad aprire gli occhi sotto certi aspetti, ad essere più umile nel possesso, e più aperta alla condivisione. Qui nei Paesi Bassi in ogni quartiere, dal piccolo villaggio alla grande città, esistono dei centri chiamati “del riciclo”, in cui si acquista usato a basso costo, e dove ognuno può portare tutto ciò che non usa più. Se l'oggetto è rotto o in cattivo stato, viene riparato da un equipe di volontari, e poi rivenduto insieme al resto. Ma anche l’Italia sta facendo passi da gigante negli ultimi anni, aprendosi alla cultura dell'usato e alla valorizzazione del vintage e del modernariato; perciò ringrazio Vintag per portare avanti questa missione con amore per la storia e per il bene della Terra."

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