Coraline (2009)

di Annalisa Villa


Oggi parliamo di un film d’animazione tratto dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman, vincitore di due premi come migliore romanzo breve: “Coraline e la porta magica”.  Questo film è stato girato interamente in stop-motion (tecnica cinematografica nella quale i personaggi, fatti a pupazzo, vengono mossi fotogramma per fotogramma in modo da dar loro il senso del movimento in post produzione) ed è una vera opera di artigianato guardare scena dopo scena i personaggi che si muovono creando un mondo davvero onirico.



La trama

La protagonista della pellicola è la piccola Coraline una bambina di 12 anni, curiosa ed intelligente, che si è appena trasferita con madre e padre in una grande casa dal nome “Pink Palace”. Lei si sente da subito sola, nutre dei forti dubbi e risentimenti nei confronti dei genitori che non la considerano essendo troppo presi dal loro lavoro. Non ha amici ed è in un luogo completamente diverso da quello che immaginava. Durante un’esplorazione nei dintorni della casa conosce un ragazzo suo coetaneo, Wybie, nipote della proprietaria del Pink Palace, un tipo strano ma garbato che le regalerà una bambolina di pezza con le fattezze di Coraline stessa ma con gli occhi a bottone. Questo momento coinciderà con la scoperta di una minuscola porta all’interno della casa della bambina che, apparentemente, sembra essere stata murata. 


Da questo momento la vita di Coraline cambierà: una notte la piccola sarà svegliata da dei topolini, ed uno di questi la condurrà alla porticina che, una volta aperta, non sarà più murata ma anzi, la trascinerà in un mondo parallelo identico al suo ma estremamente più bello e accattivante, nel quale la magia si fonde con la realtà. Coraline conosce subito la sua “Altra Madre” identica alla prima ma decisamente più attenta alle sue esigenze di bambina, conosce il suo “Altro Padre” e conosce il suo “Altro vicino” Wybie… I personaggi di questo mondo hanno tutti delle caratteristiche in comune. Sono simpatici, divertenti e pronti a soddisfare ogni richiesta di Coraline, ma hanno anche un’altra cosa un po’ più inquietante: i bottoni al posto degli occhi. 


Al mattino la bambina si ritrova nel suo mondo grigio con genitori assenti e una profonda solitudine, così decide di trascorrere altre notti nel mondo parallelo, che saranno tutte all’insegna della magia, fin quando verrà proposto a Coraline di restare per sempre in quel mondo fatato a condizione che si cucia anche lei gli occhi a bottone. Da quel momento la piccola capirà che quel mondo non è perfetto come crede e non vuole assolutamente farne parte. Decide così di scappare ma, arrivata nella vera casa, dovrà tornare indietro per salvare i suoi veri genitori rapiti dalla perfida Altra Madre. Questo film di animazione è del genere fantastico / horror. Le atmosfere colorate e la colonna sonora si sposano perfettamente con quel tipo di sogno che gli autori hanno cercato di far vivere allo spettatore. È notevole l’inizio della pellicola nel quale vediamo la bambola di Coraline imbastita e costruita da mani a forma di aghi da cucito. Il significato della storia è un monito per grandi e piccini: se da una parte c’è il ricordare agli adulti quanto sia importante per un bambino sentirsi accettato e seguito, dall’altro abbiamo il bambino che con le sue forze deve rendersi conto che il male si annida spesso sotto le forme più affascinati e deve starne attento.


La critica La storia di Coraline è la storia di ogni ragazzo in una età particolare nella quale non si è più così piccoli da avere le premure degli adulti, ma non abbastanza grande per cavarsela di fronte a pericoli travestiti da gentilezze.  La pellicola è un piccolo capolavoro con vari oggetti feticcio. Troveremo quindi i bottoni, ovviamente, la chiave della porta magica, che da sempre è simbolo di mistero verso un mondo da scoprire, e troveremo anche un gatto che sarà un saggio e fedele alleato della protagonista. Questo film dal cuore delicato e atmosfere magiche ricorda a grandi e piccini che il miglior modo di vivere è restando costantemente vigili pur mantenendo un animo da sognatori. 



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