Con il vintage bisogna usare i sensi. Maria Assunta Aleotti

Per chi si avvicina al vintage per la prima volta il suo suggerimento è di usare i sensi: osservare, ascoltare e toccare.

Maria Assunta, ma per gli amici e in app la trovate con il nome utente abs, propone una selezione che punta sull'originalità ma anche sulla fantasia.

Ecco il suo pensiero, buona lettura!




Vintag: Ciao abs, benvenuta in community. Raccontaci, come nasce il profilo abs?

Maria Assunta: Ciao a tutti, e bentrovati! “abs” nasce da un’esigenza pratica: è l’abbreviazione usata da una ristretta cerchia di amici per evitare di scrivere per intero il mio nome un po’ lungo e quando ho dovuto scegliere un nome per il mio profilo mi è venuto spontaneo condividerlo con questa community.


La tua è una selezione femminile che va dagli anni 60 agli anni 90. Come scegli gli abiti che proponi in vendita nel tuo shop?

Faccio in modo che abbiano sempre almeno un punto di forza: l’originalità, il tessuto, le finiture, il modello, la fantasia... Seleziono capi personali di cui conosco la storia e che penso abbiano ancora qualcosa da dire e da dare: sono felice quando qualcuno li sceglie perchè spero che possano veicolare anche un po’ delle esperienze e delle sensazioni, personali e sociali, degli anni in cui li indossavo...


Che consigli ti senti di dare a chi si approccia al vintage per la prima volta?

Di usare i sensi, osservare, toccare, ascoltare, per rendersi conto se un interesse potrà trasformarsi in passione, che a quel punto andrà coltivata anche con lo studio. Ma per iniziare direi molta pratica, andare “dentro” le cose, possibilmente ben accompagnati, per iniziare a riconoscere gli elementi distintivi dei diversi decenni: i materiali, le proporzioni, le tecniche, le scelte cromatiche.


Quale oggetto o abito vintage non venderesti mai?

Una meravigliosa blusa di velluto blu appartenuta alla suocera di mia suocera. E’ un capo che risale ai primi anni del ‘900, tutta cucita a mano, con una splendida passamaneria e una miriade di minuscoli bottoncini, un capo conservatosi sorprendentemente bene dopo oltre un secolo di vita.


Hai un ricordo o una storia legate al vintage?

Beh, tanti, ma scelgo un episodio che secondo me è sintomatico del fatto che anche tra i giovani si sta affermando la cultura del riuso e della valorizzazione delle creazioni del passato. Qualche tempo fa mia nuora, dovendo partecipare a un matrimonio abbastanza importante, ha scelto di indossare tutti capi miei vintage, abito e accessori, sandali e borsa, e ha fatto un figurone, ne sono stata molto lusingata!


Vintag ha come missione la diffusione del Vintage in ogni sua forma, perchè siamo convinti che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. Cosa ne pensi?

E’ straordinariamente vero e non saprei dirlo meglio di quanto già non abbiano fatto altri prima di me, mi piacerebbe allora includere nei valori da conservare, o rivalutare, quelli legati alla sfera dei comportamenti, del cosiddetto saper vivere, del rispetto dell’enorme patrimonio di creatività e artigianalità, intese nel senso più alto, e nei vari settori, che ci è stato tramandato.

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