Ciriciripì Kodak

di Anna Rita Caddeo


Ciriciripì: vi saluto in questo modo e il perché, se ancora non lo avete capito, lo scoprirete leggendo.

La storia che vi racconto oggi ha inizio a Rochester, cittadina degli USA, quando l’impiegato di banca George Eastman, si dimise dal lavoro per dedicarsi totalmente alla sua passione: la fotografia. Le macchine fotografiche in uso in quegli anni erano grandi, non facilmente trasportabili e soprattutto molto costose.


George Eastman

L'IDEA INNOVATIVA

Il 4 settembre del 1888 l’americano rivoluzionò il mondo della fotografia rendendola accessibile a tutti, o quasi. Eastman, quel giorno, registrò la sua azienda con il marchio Kodak e depositò il brevetto per la prima macchina fotografica con rullino. La sua macchina fotografica, facilmente trasportabile e dal costo contenuto, era dotata di pellicola con 100 pose. Una volta terminato il rullino, l’apparecchio veniva spedito a Rochester. Qui venivano sviluppate le foto, messo un nuovo rullino e, infine, rimandato tutto al mittente.

Da questo momento in poi il marchio si specializzò nelle macchine fotografiche analogiche prima, digitali poi, e soprattutto nei prodotti per lo sviluppo e stampa delle immagini.




Alla Kodak, nel 1975, si deve il merito di aver inventato, grazie all’ingegner Steven Sasson, il prototipo della fotocamera digitale. L’azienda però decise di non commercializzare l’invenzione perché non voleva mettere in discussione la sua leadership nella vendita delle pellicole. Il brevetto, registrato nel 1978 con il nome di “Fotocamera elettronica”, fu venduto a numerose aziende e la Kodak ci lucrò sopra per anni.

L’azienda non è riuscita tenere il passo con le innovazioni digitali e nel 2012 è andata in fallimento.


Steven Sasson con il prototipo di fotocamera digitale

KODAK: MARCHIO ICONICO DELLA FOTOGRAFIA ANALOGICA

Il marchio ha fatto la storia di un mondo ormai quasi del tutto scomparso, quello delle macchine fotografiche analogiche. È proprio il caso di dirlo: che ne sa la nuova generazione dei rullini fotografici, di come si mette a fuoco un soggetto, di fare attenzione all’esposizione o alle pose perché “altrimenti rimangono pochi scatti da fare e finisce il rullino”. Che ne sanno dell’attesa quando lasciavamo il rullino dal fotografo per farlo sviluppare e pensavamo: “chissà come saranno venute le foto?”. Soprattutto, che ne sanno della magia di tenere tra le mani le fotografie, quelle del primo viaggio con le amiche, della nascita di un figlio o della laurea. La fotografia era il ricordo impresso, su carta, di un preciso istante e la potevi portare sempre con te, magari infilata tra le pagine di un libro o del diario segreto. Ora è tutto automatico e pronto all’uso. Le foto, magari scattate dal cellulare, si guardano ogni tanto perché sono lì in mezzo a tante, e quando la memoria è piena, con un semplice clic, vengono cancellate. Che ne sanno loro!



KODAK E LA PUBBLICITA'

Mister Kodak ha sempre dato molta importanza al marketing e alla pubblicità. Già nel 1888 introdusse la sua invenzione con questo slogan: “Voi premete il bottone, al resto pensiamo noi”. Era un modo amichevole per avvicinarsi al cliente e acquisire la sua fiducia.

L’importanza della pubblicità, per l’azienda, si protrarrà anche dopo la morte del suo fondatore, nel 1932.



Celebri sono state le campagne pubblicitarie degli anni ’80 e ’90 che promuovevano la carta e la pellicola della Kodak. Nel 1987 sbarca per la prima volta sulla terra e sui teleschermi un omino proveniente da chissà quale pianeta. Questo omino, dal nome Ciriciripì, è appassionato di fotografia e, nella pubblicità, si reca dal fotografo terrestre perché vuole che la sua pellicola venga stampata esclusivamente su carta Kodak. Ad impersonare il simpatico personaggio, vestito con giacca e occhialoni in stile aviatore, è stato il partenopeo Davide Marotta che ha all’attivo collaborazioni importanti con registi italiani come Federico Fellini e Dario Argento, e internazionali come Mel Gibson.

L’omino Kodak è stato testimonial del marchio dal 1987 al 1997. In questi anni furono commercializzati tanti gadget a forma di bambolotto di pezza con le fattezze del mitico Ciriciripì, che venivano regalati a seguito dell’acquisto dei prodotti del marchio.


Voi, che ricordi avete di questo mondo ormai, per dirla alla Ciriciripì, “alieno”?




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