Charlotte Perriand, la pioniera del design francese

di Marcella Ottolenghi

credit foto @Cassina Historical Archives

Se è vero che dietro a ogni uomo di successo c’è una grande donna, Charlotte Perriand confermerebbe la regola: incontrato Le Corbusier agli inizi degli anni Trenta, lavora per una decina di anni con lui e il collega Pierre Jeanneret ad arredi e architetture annoverati nella storia del progetto moderno. Che però il più delle volte vengono attribuiti esclusivamente al famoso architetto franco-svizzero: le sedute di tubolare metallico – la sedia B301, la poltrona Grand Confort, la chaise-longue basculante, i casiers standard... –, la Villa Savoye, la Cité du Refuge dell’Esercito della Salvezza, il padiglione svizzero della città universitaria di Parigi. Nata agli inizi del Novecento, diplomata all’École de l’Union centrale des Arts Décoratifs di Parigi, è considerata tra le pioniere del design d’oltralpe. Capace di portare un originale tocco femminile al razionalismo di Le Corbusier, si distingue infatti per un lavoro di ricerca fondamentale nella trasformazione dei canoni estetici del tempo pur senza cadere nella trappola delle classificazioni di genere. Obiettivi e risultati che permangono anche dopo lo scioglimento del legame professionale con il protagonista della storia dell’architettura, quando agli inizi della seconda guerra mondiale Charlotte decide di trasferirsi in Giappone. In Oriente prosegue infatti la ricerca iniziata in Europa, in particolare per gli arredi di tubolare metallico, sfruttando però i materiali locali (come il bambù) e coniugando ancora una volta con eleganza tradizione e modernità. Esemplare in tal senso la chaise-longue 522 Tokyo del 1940, rivisitazione lignea della più celebre antesignana LC4, rieditata da Cassina nel 2011. L’azienda, che produce i mobili di Charlotte Perriand nella Collezione I Maestri, in occasione del ventennale della sua scomparsa – avvenuta nel 1999 nella capitale francese – ha sostenuto la mostra parigina “Le monde nouveau de Charlotte Perriand” alla Fondation Louis Vuitton, che ha permesso di far conoscere questa donna avanguardista ad un pubblico più ampio. E nel 2012, in occasione del Salone del mobile di Milano, ha ricostruito a grandezza naturale il Refuge Tonneau, ideato nel 1938 con Pierre Jeanneret: una navicella-rifugio leggera e resistente su palafitta, pensata per ospitare otto persone sulle Alpi. Uno spazio minimo summa delle ricerche estetico-funzionali che hanno dato l’imprinting all’operato della progettista, capace di organizzare al millimetro l’interno e di trovare il posto giusto per ogni cosa. Lo studio rivela l’incredibile capacità innovativa di un volume ridotto e funzionale, che sarà fonte di ispirazione qualche anno più tardi per l’attrezzatura della cucina-tipo dell’Unité d’Habitation di Marsiglia di Le Corbusier. Il quale, ancora ignaro della forza creativa della donna che lo avrebbe accompagnato in parte del suo percorso rivoluzionario, accogliendo la giovane esordiente Charlotte nel suo studio in rue de Sèvres, dopo aver dato un’occhiata veloce ai suoi disegni commentava sarcasticamente: “qui non si ricamano cuscini...” E lei glielo ha ampiamente dimostrato.


Iscriviti alla newsletter
Download vintag
  • Bianco Instagram Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco YouTube Icona
  • White Twitter Icon
  • White LinkedIn Icon
Informazioni

© 2020 by Vintag srl piva 03560201208 info@vintag.store