Caramelle Tabù

a cura di Anna Rita Caddeo


“Ta- taa Ta-Tabù”: cari Vintagers, vi dice niente questo ritornello? Esatto, stiamo parlando delle liquirizie Tabù la cui storica pubblicità, andata in onda tra gli anni ’80 e ’90, divenne un tormentone tra i più ricordati e canticchiati di quegli anni. Nella rubrica #vintagmemories di oggi, parleremo di questo e di tanto altro. Buona lettura!




Le caramelle Tabù sono piccoli tronchetti di liquirizia, prodotti a partire dal 1920 dalla “Menozzi De Rosa 1836” e distribuiti dagli anni ’80 dalla “Perfetti Van Melle”.

La “Menozzi De Rosa 1836” è un’azienda storica del settore dolciario. Nei primi dell’800 ad Atri, paese nel cuore dell’Abruzzo, il Cavalier Rodolfo De Rosa rilevò dei terreni appartenuti ai frati Domenicani che, fin dal medioevo, estraevano il succo dalle radici di liquirizia, pianta che nasceva spontanea in quella zona. Fu così che, nel 1836, il Cavalier de Rosa iniziò la lavorazione industriale di questa pianta officinale dalle proprietà benefiche. Nel 1950, Il marchio venne acquisito dalla famiglia Menozzi che, da allora, ne continua con successo la produzione.

La “Perfetti Van Melle” è stata fondata a Lainate, vicino a Milano, da Ambrogio ed Egidio Perfetti. Era il 1946 quando i due fratelli, partendo dalla vecchia bottega del padre Agostino, fondarono il “Dolcificio Lombardo Lainate” che, qualche anno dopo, cambiò denominazione in “Perfetti S.P.A”. L’azienda è la stessa che nel 1956 introdusse sul mercato italiano il chewing gum con il marchio Brooklyn e nel 1978 il bubble gum con Big Babol e altri prodotti dolciari dei quali parleremo prossimamente. Nel 2001 la Perfetti ha acquisito buona parte delle azioni dell’olandese Van Melle assumendo l’attuale denominazione, “Perfetti Van Melle”.

Fin dal 1929 i tronchetti di liquirizia sono venduti all’interno di una scatolina di metallo rotonda con apertura laterale a scorrimento. Sulla parte frontale della scatolina, dai tipici colori verde e bianco con scritte nere, è presente lo storico slogan: “Tabù e… vivrai di più!”.



Il confettino nero spopolò, come già accennato, grazie alla sua pubblicità resa celebre per il jingle, che divenne un vero e proprio tormentone, e per il simpatico e stravagante testimonial scelto per pubblicizzare il prodotto. Era il 1988 quando apparve per la prima volta sui teleschermi un personaggio animato nero su uno sfondo altrettanto nero sul quale emergevano e si distinguevano solo le labbra bianche e perché indossava dei guanti bianchi e un papillon rosso. Il divertente testimonial, dalla voce leggermente roca, intonava al ritmo di jazz, un dialogo cantato con la protagonista dello spot, la liquirizia Tabù, di cui nel testo venivano elogiate le qualità: “Sei tutta naturale, niente è meglio di te (…). Hai poche calorie giuste, giuste per me (…).



Lo spot venne trasmesso dal 1988 al 1996 e non subì modifiche, tranne nel 1990 quando, a seguito dell’introduzione in commercio della Tabù bianca, venne aggiunta nella parte finale dello spot la frase “anche bianco”. Nel 1995, per pubblicizzare la Tabù senza zucchero, allo spot originario venne aggiunto un intero spezzone con protagonista un personaggio animato donna.

Il testimonial dello spot Tabù è ispirato al famoso attore, cantante e compositore americano Al Jolson, protagonista, nel 1927, del primo film sonoro della storia del cinema, “The Jazz Singer” diretto dal regista Alan Crosland.

Quanti di voi Vintagers trenta-quarantenni, ricordano ancora questo tormentone e magari, leggendo questo articolo, hanno provato a canticchiarlo?

Suppongo in tanti.

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