Brooklyn: le gomme del ponte

a cura di Anna Rita Caddeo


Cari Vintagers,

oggi vi parleremo di un prodotto dolciario che negli anni ’60 e ’70 divenne un emblema della cultura giovanile: le gomme da masticare Brooklyn.

Buona lettura!



Delle origini della Perfetti come azienda ne abbiamo già parlato nell’articolo dedicato ai confettini Tabù. Brevemente ricordiamo che l’azienda è sorta nel 1946 grazie ai fratelli Ambrogio ed Egidio Perfetti che inizialmente producevano caramelle e pastigliaggi nel loro laboratorio di Lainate. Il successo fu tale che a distanza di qualche anno decisero di aprire uno stabilimento chiamato “Dolcificio Lombardo”, dando così avvio alla produzione industriale. A metà anni ’50 i fratelli Perfetti decisero di introdurre in commercio la gomma da masticare: furono i primi in Italia. Questo nuovo prodotto siglò il successo dell’azienda.


Il chewing gum è un’invenzione statunitense e la sua valenza, almeno all’inizio, era di tipo ludico o serviva come anti stress. In Italia venne portato dai soldati americani durante la seconda guerra mondiale insieme ad altre novità come la colca cola, il pancake, le sigarette profumate ecc. In questo caso, però, il chewing gum per i soldati aveva una funzione tattica: veniva dato come alimento base delle razioni militari, arricchito da notevoli dosi di caffeina per aiutarli nei combattimenti.


I fratelli Perfetti produssero le prime gomme da masticare, le Brooklyn, nel 1956. Fin dal principio, seguendo il modello americano, immisero sul mercato un prodotto di alta qualità, dando risalto anche alla comunicazione. Le prime Brooklyn create dai due fratelli erano a forma di pallina ma ben presto, sotto consiglio del celebre creativo Daniele Oppi, vennero sostituite dalle sottili lastrine flessibili. Oppi si occupò del progetto grafico della confezione: scelse il nome “Brooklyn” e abbinò il disegno del famoso ponte americano. Il creativo fu anche l’ideatore dello slogan “la gomma del ponte”, presente sul pacchetto e citato nelle pubblicità. Era nata un’icona: il prodotto dolciario trovò ben presto il consenso dei giovanissimi ai quali era inizialmente destinato e divenne un simbolo di trasgressione ed emancipazione.



I primi gusti commercializzati furono i classici: “doublemint” , “spreamint”, “chlorophiyll” e “fruit flavor” e venivano distribuiti in un singolo pezzo da 10 lire e in stick da 50 lire.


Inizialmente, il Dolcificio Lombardo Perfetti, pubblicizzava i suoi prodotti attraverso i cataloghi che distribuiva nei punti vendita. Una svolta si ebbe dal 1964 con le prime pubblicità trasmesse in televisione all’interno di Carosello. La prima testimonial scelta per rappresentare il marchio fu Gigliola Cinquetti.


Negli spot, registrati in Italia da Brunetto de Vita, la cantante passeggiava per la città in macchina, bici o a piedi canticchiando una canzone in cui menzionava il celebre ponte di Brooklyn: “(…) un ponte tra me e la tranquillità”. Lo spot si concludeva con una frase che diceva: “Gomme da masticare Brooklyn. Se non ricordate il nome, chiedete le gomme del ponte”. Le gomme Brooklyn, infatti, venivano chiamate “le gomme del ponte” non solo perché il ponte identificativa il prodotto stesso ma anche perché questo nome era più facile da ricordare e da pronunciare.


Alla Cinguetti subentrò l’attrice Carla Gravina, testimonial della Brooklyn dal 1967 al 1974. Gli spot, diretti dal regista Mario Fattori, furono girati a New York e mostravano la città attraverso gli occhi dell’attrice e si caratterizzavano per la presenza di immagini dinamiche e veloci, molto all’avanguardia per quel periodo.




Negli anni ’70 si affermò maggiormente il successo del prodotto, che mantenne le stesse caratteristiche sia formali che di immagine. In questi anni però alla valenza di tipo ludico del chewing gum si aggiunse quella di tipo igienico salutistica; nacquero nuovi gusti e la tenuta della lastrina divenne maggiore, quest’ultima novità venne precisata dalla scritta “gusto lungo” che tutt’oggi troviamo sulla confezione.


Gli spot degli anni ‘80 e ‘90 erano all’insegna del romanticismo e della libertà. Indimenticabile la pubblicità che raccontava la storia d’amore tra un marines e una bagnina con la colonna sonora “Back home” di Joe Trio oppure quella che aveva come protagonista una donna indipendente che si apprestava ad andare in giro da sola su una Harley Davidson per le strade della città. Ultimo ma non ultimo, lo spot del 1992 con la colonna sonora “I belive in a love”: chissà quante volte avremo cantato e storpiato questa canzone!




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