Audrey Hepburn, la regina dell'eleganza

di Adriana Farina


Cari Vintagers,

dopo Twiggy e Jackie Kennedy Onassis, di cui vi ho parlato nei primi due episodi della rubrica #vintagicons dedicata agli anni '60, stavolta è il turno di Audrey Hepburn, icona di stile a cavallo degli anni '50 e '60 e simbolo per antonomasia di un'eleganza universale e senza tempo.




L'ascesa al successo

Audrey Hepburn nasce nel 1929 a Ixelles (comune di Bruxelles) da padre inglese e madre olandese e trascorre la sua infanzia tra Belgio, Regno Unito e Olanda. È qui che vive l'esperienza traumatica dell'occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, alla fine della quale si trasferisce a Londra, dove intensifica la sua formazione da ballerina iniziata già da bambina, frequentando le lezioni della

famosa insegnante di danza Maria Rambert.

Ma più che la danza, è il teatro prima (grazie al ruolo di protagonista nella commedia di Broadway Gigi del 1951) e il cinema subito dopo, a fare di lei una star a livello mondiale.

Il film che consacra la sua carriera cinematografica è Vacanze Romane del 1952, in cui recita nei panni della principessa Anna, ruolo interpretato magistralmente tanto da farle meritare ben quattro premi come migliore attrice protagonista, tra cui l'Oscar e il Golden Globe.

Ormai la strada è in discesa e, grazie al suo straordinario talento e al suo fascino irresistibile, ottiene da allora un successo dopo l'altro: Sabrina (1954), Guerra e Pace (1956), Cenerentola a Parigi (1957), Colazione da Tiffany (1961) sono soltanto alcuni dei suoi film più famosi.


Lo stile

Audrey Hepburn, dotata di un fascino unico, sofisticato ma allo stesso tempo naturale, rappresenta la personificazione dell'eleganza e di uno stile minimalista all'insegna del less is more.

All'inizio della sua carriera ad Hollywood la giovane attrice non corrisponde certamente all'ideale di bellezza in voga negli anni '50: il suo fisico androgino da ballerina, i capelli scuri e gli occhioni intensi accentuati da folte sopracciglia sono infatti caratteristiche lontane dalle forme sinuose e dalle bionde capigliature delle dive del momento.

Si potrebbe dire che Audrey Hepburn faccia quasi da antesignana al nuovo modello estetico che si farà strada nel corso degli anni '60 (rappresentato ad esempio da Twiggy).

Non si può parlare dello stile di Audrey Hepburn senza menzionare il rapporto strettissimo che la lega a Hubert de Givenchy, conosciuto per caso in quanto costumista del film Sabrina e diventato poi suo grande amico nonché couturier di fiducia. È proprio lui che crea per la sua musa abiti straordinari quali quello bianco a fiori indossato dalla Hepburn durante la premiazione degli Oscar nel 1954 o il

famosissimo tubino nero di Colazione da Tiffany.




I must have

  • L'iconico tubino nero, reso celebre proprio dalla Hepburn nei panni di Holly Golightlys nel film del 1961 Colazione da Tiffany. La scena iniziale in cui la protagonista, elegantissima nel suo abito nero, la collana di perle e un paio di maxi occhiali da sole, scende dal taxi, si sofferma ad osservare la vetrina del celebre negozio di gioielli, sorseggiando un caffè e addentando un croissant preso da una busta di carta, è una delle più famose della storia del cinema. Dura appena due minuti ma quei pochi attimi sono sufficienti a creare un mito: il little black dress (introdotto già nel 1926 da Chanel), raggiunge da allora l'apice del suo successo proprio grazie alla versione di Givenchy creata appositamente per la sua musa.



  • La gonna a ruota, ampia e plissettata, abbinata generalmente ad una camicetta bianca, infilata dentro o annodata in vita in modo da mettere in evidenza il punto vita, come vuole la moda degli anni '50.




  • I pantaloni 7/8, lunghi fino alla caviglia, a vita alta, aderenti e per lo più neri. Tipico del suo stile sobrio e bon ton è infatti spesso e volentieri il look total black. Celebre, ad esempio, quello sfoggiato nelle foto che la ritraggono nei panni della protagonista del film Sabrina.

  • Le scarpe basse. Audrey Hepburn con i suoi 170 cm è una delle attrici più alte dell'epoca, per cui, non volendo accentuare questa caratteristica, evita i tacchi alti. Quindi via libera a mocassini, tacchi a rocchetto e soprattutto ballerine (quasi una reminiscenza del suo passato da danzatrice), ancora meglio se firmate dal suo amatissimo Salvatore Ferragamo.

  • Gli accessori. Senza esagerare, sempre in linea con il suo motto less is more, un accessorio al posto giusto e al momento giusto può dare quel tocco in più a qualsiasi outfit: che sia una collana di perle e un paio di maxi-occhiali come in Colazione da Tiffany, o un foulard al collo come in Vacanze Romane, la nostra icona non ne sbaglia mai una.



Vi ricordo che tutti gli articoli che vedete qui sopra sono acquistabili su Vintag e che potete scaricare la app direttamente da questo link.


Alla prossima settimana con una nuova icona!

Iscriviti alla newsletter
Download vintag
  • Bianco Instagram Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco YouTube Icona
  • White Twitter Icon
  • White LinkedIn Icon
Informazioni

© 2020 by Vintag srl piva 03560201208 info@vintag.store