Aldo Tura: il maestro della pergamena

Aggiornato il: 17 ott 2019

a cura di Barbara Canoci


L’elegante e insolita piramide portaghiaccio che trovate in vendita su Vintag (che potete scaricare qui) venne realizzata in legno rivestito in pergamena colorata in un bellissimo verde cupo tendente allo smeraldo e rifinito successivamente con lacca lucida al poliestere. Fu prodotto da Tura Italia nel 1969/70 circa. Rimuovendo la parte superiore della piramide si scopre un capiente contenitore in plastica rigida bianca per il ghiaccio. Questo splendido oggetto solitamente era accompagnato da altri accessori e poggiava su un carrello bar realizzato con la stessa finitura della piramide portaghiaccio.




Nel panorama del design italiano molti furono gli artisti che diedero il loro contributo unico e creativo. Fra tutti, uno in particolare, Aldo Tura.

Attuale ancora oggi, il design anni 50 non conosce crisi. Nato nel periodo in cui in Italia c’era voglia di riscatto dopo la guerra, si è sviluppato partendo dal sentimento diffuso tra i vari progettisti (non ancora chiamati designer) di “trasformare in poetico canto ogni rappresentazione formale dell’esistenza: dal cucchiaio alla città”, come recita il celebre slogan dell’architetto italiano Ernesto Rogers. La libertà d’azione di cui gode il mondo del design anni 50 con l’alleanza progettista-imprenditore diventa il campo d’azione per la fabbricazione di prodotti che infondono speranze e buonumore.


Nelle case di tutto il mondo compaiono i primi frigoriferi dalle forme bombate e dalle tinte pastello, ma anche i primi piccoli elettrodomestici come il robot Moulinex e la Moka Bialetti fino agli arredi prodotti in serie dalle grandi aziende nascenti: dalle librerie modulari ai divani fino alle lampade.


Dal punto di vista estetico il design anni 50 segna anche il trionfo delle materie plastiche: di certo quelle colorate rivoluzionano il mondo degli utensili rendendoli oggetti moderni e funzionali. Non dimentichiamo gommapiuma, giunco e midollino: altri materiali che hanno segnato l’epoca. Si pensi alla poltrona Lady di Marco Zanuso che rappresenta proprio la capacità di trasformare materiali bellici come la gommapiuma in materiali per l’arredo.


poltrona in gomma piuma Marzo Zanuso

Aldo Tura stabilì la sua casa di produzione di mobili in Lombardia nel 1939. Lavorando tra le tendenze dell’Art Deco e del modernismo, Il suo mix di stile Art Decò e Art Nouveau dal design minimalista superò i limiti dell'artigianato tradizionale. Seguendo il movimento dell'Art Deco, incentrato su linee rette e angoli, i disegni di Tura contenevano linee fluide e forme libere. L'edizione limitata e l’alta qualità artigianale del suo lavoro in alcuni casi crearono addirittura anche solo dei prototipi. I lavori di Tura sono diventati molto collezionati, specialmente i pezzi con rifiniture esotiche.


Nei suoi progetti, utilizzò una vasta gamma di materiali insoliti come gusci d'uovo, pergamena, pelle di capra e impiallacciature di legno. I suoi oggetti spesso nei colori rosso, verde e giallo (raramente in blu scuro o viola) venivano occasionalmente dotati di ruote, nonché di accessori in bronzo o ottone. Mobili da bar di diverse dimensioni e con diverse funzionalità, carrelli e grandi mobili da pavimento, erano al centro del lavoro dell'officina Tura. Oltre a splendidi accessori ed elementi di arredo come secchielli per il ghiaccio, caraffe, humidor, portaceneri e agitatori per cocktail, solitamente ricoperti di pelle di capra verniciata.



Tura fu uno dei più eccezionali designer italiani degli anni ’50, negli anni del dopoguerra, mentre molti produttori di mobili stavano adattando i loro metodi di produzione alla produzione di massa, Tura continuò ad impegnarsi in tradizionali metodi artigianali. Preferì forme complesse e processi ad alta intensità di lavoro, che non avrebbero potuto mai essere replicati in un sistema di produzione a larga scala. Come risultato, il numero di lavori di Tura disponibili nel mercato rimasero in numero limitato.


Oggi la compagnia di Tura continua a produrre mobili di lusso in Lombardia, ma molte informazioni riguardo all’artista sono state perse nel tempo. Il Brooklyn Museum a New York possiede diversi lavori di Tura, che erano originariamente esposti nella mostra itinerante “Italy at work: Her Renaissance in Design Today”.


Considerazione personale: ma ci rendiamo conto a che menti meravigliose ha dato i natali l’Italia!?

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