2020 fa rima con Aulenti

di Marcella Ottolenghi


Il 2020 è l’anno di Gae(tana) Aulenti, architetto dai più conosciuta per il recupero della Gare d’Orsay di Parigi e dell’allestimento interno per trasformarla nel Musée d’Orsay. Il Vitra Design Museum di Weil am Rhein fino ad ottobre ne celebra il talento con la mostra Gae Aulenti: A Creative Universe. Mentre FontanaArte ripropone una limited edition del Tavolo con Ruote e della lampada Parola (disegnata con Piero Castiglioni), da quarant’anni bestseller del catalogo

dell’azienda.

Gae Aulenti - credit foto: fontanaarte

Tra le poche donne architetto italiane famose nel mondo – Mitterrand nel 1987 le ha consegnato la Legione d’Onore –, scomparsa nel 2012, non si è mai posta vincoli di genere. In una intervista per il New York Time Magazine del 1987 dichiarava infatti:


«Ci sono molte altre donne architetto di talento ma la maggior parte preferisce essere messa in relazione con colleghi uomini. Io invece ho sempre lavorato per me stessa e questo è stato un insegnamento. Le donne in architettura non devono considerarsi una minoranza, perché nel momento in cui lo si fa, si viene paralizzate da questo pensiero. È molto più importante non farsi mi questo tipo di problemi...».

Progettista di edifici, di interni, di allestimenti museali (in Italia Palazzo Grassi a Venezia), ha firmato anche alcuni degli oggetti entrati nella storia del design made in Italy: i già citati lampada Parola e tavolino su ruote (nato osservando in azienda i carrelli che trasportavano i cristalli per la produzione di apparecchi luminosi), la lampada Pipistrello per Martinelli Luce, la sedia 4854 per Kartell...



Votata ad un approccio pratico del progetto – «non è un caso che il suo lavoro di designer non si muova quasi mai da una occasione puramente produttiva... » scriveva alla fine degli anni Settanta Vittorio Gregotti in una monografia su di lei –, ha sempre cercato una propria strada, a volte in contrasto con il gusto imperante. Come nel caso della adesione, da giovane, alla corrente del Neo Liberty, in anni in cui il razionalismo dilagava.

«Non è possibile definire uno stile nel mio lavoro», rifletteva lei stessa nell’intervista al quotidiano americano, ed è in effetti così. Basti accostare le volute organiche della poltrona a dondolo Sgarsul per Poltronova alla forza materica del tavolo di marmo Jumbo per Knoll International (uno dei primi esempi di utilizzo di questo materiale nell’arredamento), entrambi degli anni Sessanta. O il minimalismo della lampada Pileo per Artemide, di alluminio pressofuso, alla tradizione formale della poltroncina di midollino Tlinkit per Tecno.


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